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Molestie alle studentesse: il caso del Tasso e i dati ISTAT 2025

Il prof del liceo Tasso a Roma sospeso per molestie. ISTAT 2025: violenza sessuale sulle studentesse al 29,1%, quasi raddoppiata in 11 anni.

Un professore di storia e filosofia di 55 anni del liceo Tasso di Roma è stato sospeso per dodici mesi dall'insegnamento in qualsiasi scuola italiana e dovrà indossare un braccialetto elettronico. La procura della capitale contesta atti persecutori e molestie nei confronti di una decina di studentesse tra i 16 e i 19 anni, condotte che, secondo gli investigatori, sarebbero andate avanti per almeno due anni.

Il dato che inquadra il caso del liceo Tasso

La cronaca di Roma non è un episodio isolato. Secondo l'Indagine ISTAT Sicurezza delle donne diffusa il 21 novembre 2025, la violenza sessuale subita dalle studentesse italiane è passata dal 16,9% al 29,1% tra il 2014 e il 2025. Nella fascia 16-24 anni la quota di violenza sessuale registrata negli ultimi cinque anni cresce dal 17,7% al 30,8%, e la violenza fisica o sessuale complessiva sale dal 28,4% al 37,6%. Il fenomeno tra le più giovani è quasi raddoppiato, mentre la media nazionale resta ferma attorno all'11%.

I dettagli sono nel rapporto Indagine ISTAT Sicurezza delle donne 2025: l'aumento riguarda in particolare le violenze di natura sessuale e colpisce in modo più marcato le studentesse, una popolazione che nelle rilevazioni precedenti era allineata alla media nazionale.

Chi sono gli aggressori: il balzo dei non partner

Nello stesso intervallo, le violenze sessuali commesse da uomini diversi dai partner, la categoria che comprende amici, colleghi, conoscenti e sconosciuti, sono salite dal 15,3% al 28,6% sulle donne 16-70 anni. Tra le studentesse, le violenze sessuali avvenute fuori dalla coppia passano dal 15,2% al 27,4%, mentre quelle commesse da un ex partner crescono dal 5,3% all'11,5%. È nella tipologia non partner che si colloca il profilo dell'aggressore del Tasso: un adulto con autorità relazionale che usa il contesto scolastico per costruire un legame ambiguo e progressivamente predatorio.

Le ragazze coinvolte raccontano avances insistenti, mail, messaggi sul cellulare, appostamenti e minacce di ritorsioni sul piano scolastico dopo aver respinto i contatti, una dinamica coerente con il balzo dei non partner emerso nell'ultima rilevazione ISTAT. La tutela del clima scolastico interseca anche altri filoni del dibattito sulla scuola pubblica, dai nuovi spazi inclusivi negli istituti italiani alle tutele del diritto allo studio riconosciute dal Consiglio di Stato.

Due anni di silenzio prima della denuncia

Gli investigatori ricostruiscono che le condotte sarebbero proseguite per almeno due anni prima che una studentessa si decidesse a denunciare. L'ISTAT segnala che solo il 10,5% delle vittime denuncia la violenza subita dal partner o ex partner, quota che scende ulteriormente quando l'aggressore detiene un potere accademico o professionale. Il docente, secondo le ricostruzioni della procura, attribuiva valutazioni penalizzanti alle ragazze che si sottraevano al contatto. È la leva che spiega la lunga finestra di impunità prima che la vicenda emergesse. Gli inquirenti stanno inoltre riesaminando episodi precedenti dello stesso istituto, tra cui uno risalente a sette anni fa in cui il professore rimase coinvolto in fatti analoghi mai del tutto chiariti.

Sul perimetro penale del fenomeno il monitoraggio del Ministero dell'Interno sui reati a sfondo sessuale con vittime minorenni documenta l'andamento annuale degli abusi a danno di under 18, con dati elaborati dal Servizio analisi criminale del Dipartimento di pubblica sicurezza.

Cosa succede ora nella scuola

La misura cautelare interdice il docente da qualsiasi scuola italiana per dodici mesi e gli impedisce di presiedere la commissione d'esame su cui era stato chiamato in un altro istituto. L'analisi di cellulari, computer e tablet sequestrati lunedì potrà ampliare il numero delle studentesse coinvolte. Per gli istituti il caso ripropone un problema strutturale: senza canali di segnalazione separati dalla relazione di valutazione, il tempo che intercorre fra primo episodio e denuncia continuerà a misurarsi in anni e non in mesi, anche tra le studentesse che oggi guardano a percorsi formativi internazionali come alternativa a contesti di apprendimento percepiti come ostili.

Pubblicato il: 25 giugno 2026 alle ore 10:51