Nel 2025-2026 il 99% degli istituti italiani ha organizzato almeno un'uscita didattica o un viaggio d'istruzione. Il dato sulle gite scolastiche emerge dall'Indagine sulle scelte dei docenti per il turismo scolastico e la didattica, promossa da Didatour in collaborazione con il Centro Studi La Fabbrica e resa nota il 10 agosto 2026. Il 75% delle scuole ha proposto entrambe le tipologie di esperienza, mentre il 22% si è limitato a uscite di una giornata.
Dietro la diffusione capillare si registra una maggiore selettività nel modo in cui le attività vengono progettate. Qualità educativa, inclusione, sostenibilità, sicurezza e semplicità organizzativa orientano sempre più le valutazioni di docenti e dirigenti scolastici, secondo l'indagine, che per la prima volta ha incluso anche la scuola dell'infanzia.
Costi, budget e ostacoli organizzativi
L'88% dei docenti indica l'aumento dei costi come il principale ostacolo all'organizzazione dei viaggi. Per i soggiorni di più giorni, il 56,3% degli istituti mantiene un budget entro i 300 euro per studente; una quota più contenuta supera i 500 euro. Nelle attività in giornata, quasi un docente su due segnala una spesa di circa 20 euro per alunno per le sole attività, esclusi i trasporti.
Sul fronte organizzativo pesano gli adempimenti burocratici e la difficoltà di reperire accompagnatori. Cresce la richiesta di proposte chiare, affidabili e semplici da gestire, capaci di ridurre il carico su docenti e dirigenti. L'inclusione entra in modo più concreto nelle decisioni: le scuole valutano la disponibilità di attività adattabili agli studenti BES o con disabilità e prestano attenzione all'accessibilità sensoriale, linguistica e alimentare.
Mete richieste e calendario delle scelte
Napoli si conferma la destinazione italiana più richiesta, Roma occupa il secondo posto, Milano sale al terzo e Torino entra tra le città che suscitano maggiore interesse. L'estero resta una scelta più selettiva e si concentra nella scuola secondaria di secondo grado, con Spagna, Francia e Germania in cima alle preferenze. Circa un docente su quattro dichiara di aver scelto mete alternative, privilegiando proposte coerenti con gli obiettivi formativi e capaci di offrire attività laboratoriali.
Nelle scelte incide anche l'età degli studenti. Nella scuola dell'infanzia e nella primaria prevalgono le attività in giornata e i laboratori, mentre nelle secondarie di secondo grado assumono peso le visite aziendali e le iniziative di orientamento. Sul calendario, il 16% degli istituti inizia a pianificare uscite e viaggi già nei mesi estivi, mentre oltre due terzi concentra le scelte tra settembre e ottobre.
Le rilevazioni confermano un'evoluzione nel modo in cui le scuole progettano le uscite didattiche: il viaggio d'istruzione è parte integrante del percorso formativo e viene scelto in funzione della capacità di favorire apprendimento, partecipazione e inclusione. La programmazione dell'anno scolastico 2026-2027 è già entrata nel vivo per la maggior parte degli istituti.