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Maturità 2026 tra ansia e dati: i numeri che cambiano la prospettiva

Il sondaggio Skuola.net dice che il 44% è in affanno. I dati MIM 2025 mostrano dove avviene davvero la selezione: allo scrutinio.

Il 44% dei maturandi dice che la preparazione sta andando 'male male', ma a giugno 2025 il 99,7% degli ammessi all'esame di Stato è stato promosso. Sono i due numeri che descrivono il paradosso della maturità 2026: gli studenti vivono settimane di affanno per un esame che, statisticamente, quasi nessuno sbaglia.

Il sondaggio Skuola.net su mille maturandi

Il dato arriva da un sondaggio Skuola.net condotto su 1.000 studenti dell'ultimo anno delle superiori a poche settimane dalla prima prova del 18 giugno. Solo il 36% considera soddisfacente il proprio livello di ripasso: il 18% lo definisce 'ottimo', un altro 18% 'buono'. Un quinto del campione si attesta su un giudizio 'discreto', mentre il restante 44% segnala ritardi importanti rispetto al piano di studio.

La causa principale, secondo i ragazzi intervistati, non è la difficoltà dell'esame. La riforma ha ridotto a quattro le discipline d'esame e ha concentrato le prove. Il problema è l'agenda di maggio e della prima metà di giugno: verifiche scritte, interrogazioni e medie da chiudere, anche su materie che all'esame non compariranno. Ogni ora dedicata ai test in classe è un'ora tolta al ripasso generale.

I dati MIM cambiano la prospettiva sull'esame

Per capire quanto questa pressione sia giustificata serve guardare gli esiti dell'anno precedente. Secondo i dati MIM sugli scrutini ed Esami di Stato 2024/2025, il 99,7% di chi è arrivato all'esame ha ottenuto il diploma. La selezione vera, in altre parole, non avviene a giugno davanti alla commissione: avviene allo scrutinio del quinto anno, dove circa il 3,5% degli studenti non viene ammesso. Il rapporto è di un bocciato alle prove per ogni venti studenti fermati prima.

Il quadro cambia anche per indirizzo. Nei licei l'81% degli studenti ha superato l'esame senza riserve; nei tecnici la quota scende al 69,1%, nei professionali al 76,4%. Sono differenze che pesano sulla percezione del rischio: chi frequenta un istituto con più bocciature parte con un'ansia diversa rispetto a chi è in un liceo. Le lodi sono salite a 13.857, oltre mille in più dell'anno precedente, e in proporzione la quota maggiore arriva dal Sud.

Per gli studenti con DSA o difficoltà specifiche di apprendimento il discorso cambia ulteriormente: una recente sentenza del Consiglio di Stato sugli strumenti compensativi ha confermato che l'accesso agli strumenti previsti dal PDP è un diritto, anche durante le prove scritte dell'esame di Stato.

Perché le verifiche di maggio pesano davvero

Se le prove di giugno sono statisticamente superabili, l'affanno delle ultime settimane ha però una ragione concreta e quantificabile. Il decreto legislativo 62/2017 fissa il peso del credito scolastico a 40 punti sui 100 finali: 12 per il terzo anno, 13 per il quarto, 15 per il quinto. Ogni verifica di maggio che alza o abbassa la media incide direttamente sulla fascia di credito e quindi sul voto del diploma. Il valore di una mezza decima in più non è simbolico: vale punti reali sul tabellone finale.

Da qui l'apparente contraddizione tra lo stress raccontato dagli intervistati e i tassi di promozione: gli studenti non temono la commissione, temono di chiudere il quinto anno con un credito più basso del previsto. Il caso del maturando diventato virale su Instagram, che dichiarava 26,5 ore settimanali di ripasso, colpisce proprio perché molti compagni quei pomeriggi li passano a recuperare materie che all'esame non rientrano.

La pressione si somma a un disagio scolastico più ampio. Episodi come le proteste contro l'accorpamento degli istituti nel Lazio hanno raccontato un anno tirato fin dall'inizio, mentre iniziative come Kota Cares contro il suicidio tra gli studenti ricordano quanto il tema della salute mentale stia entrando nel dibattito su scuola e selezione.

Alla prima prova del 18 giugno mancano meno di tre settimane. Per la maggior parte dei candidati il diploma è già statisticamente al sicuro: il vero margine in gioco, in queste settimane, sono i punti del credito e la possibilità di trasformarli in un voto finale più alto.

Pubblicato il: 31 maggio 2026 alle ore 10:18