Lo spartito di L'Ondine di Cécile Chaminade, distribuito il 19 giugno alla seconda prova del liceo musicale, conteneva una ventina di errori rispetto all'audio mp3 fornito dal Ministero: alterazioni fuori posto, accordi modificati, ottave sbagliate e intere battute non aderenti alla fonte originale. A denunciarlo, con una lettera aperta al ministro Giuseppe Valditara, è uno studente 19enne del liceo musicale Manzoni di Latina. Per il Mim, la prova resta valida.
Una traccia nazionale identica per tutti i licei musicali
La seconda prova di Teoria, analisi e composizione è uguale per tutti gli istituti dell'indirizzo musicale e dura sei ore. La traccia ufficiale dell'indirizzo LI13 viene pubblicata dal Ministero sulla piattaforma istituzionale degli esami di Stato: lo studente denuncia che chiunque scarichi oggi quello stesso file trova una partitura diversa da quella distribuita il giorno dell'esame, apparentemente sostituita dopo la prova. Un dettaglio non secondario: se la versione consegnata non coincide più con quella consultabile, la verifica delle contestazioni diventa praticabile solo sulla copia cartacea ricevuta dai candidati.
Lo studente, dopo aver confrontato lo spartito con l'audio mp3 insieme a un compagno, ha individuato che gli errori non erano refusi isolati: in alcuni casi si ripetevano sistematicamente, in altri toccavano passaggi rilevanti per l'analisi armonica e formale richiesta dalla prova. Le tracce ufficiali della seconda prova dei licei sul portale del Ministero restano l'unico riferimento istituzionale pubblico per verificare il materiale distribuito.
Venti punti su cento e una partitura presa dal web
La seconda prova vale fino a 20 punti sui 100 complessivi del voto di maturità, esattamente come la prima prova e il colloquio: poco meno di un quinto del risultato finale. Su quel quinto sono stati chiamati a lavorare ragazzi a cui è stato chiesto di analizzare armonia, struttura e forma di un brano partendo da uno spartito che, secondo la denuncia, divergeva in modo sistematico dall'audio. Non un errore di stampa marginale, ma una discrepanza che incide direttamente sull'oggetto dell'analisi: in una prova di teoria e composizione una sola alterazione cambia il senso armonico di una battuta, un'ottava sbagliata sposta la condotta delle parti, una battuta divergente fa cadere qualunque osservazione formale che il candidato costruisca sopra.
Il punto più scivoloso riguarda la provenienza del materiale. Secondo la ricostruzione dello studente, la partitura non veniva da un'edizione critica ma da una trascrizione pubblicata su MuseScore, piattaforma in cui qualunque utente può caricare le proprie versioni dei brani senza un filtro editoriale. Una scelta che, se confermata dai controlli annunciati, riapre il tema di come sono state ridisegnate le seconde prove di maturità nel 2025 e del livello di verifica filologica preteso dal Ministero per le tracce nazionali.
La replica del Mim e la richiesta di chiarimenti dal Pd
Flaminia Giorda, dirigente del Servizio ispettivo e della Struttura tecnica degli esami di Stato dal 2020, ha ammesso a Repubblica l'esistenza di imprecisioni nella corrispondenza tra spartito e brano in mp3, ma ha escluso che possano aver inficiato la validità della prova. Ha annunciato controlli ministeriali a partire da lunedì 22 giugno, anche sulla sostituzione del file pubblicato sul portale dopo lo svolgimento.
Irene Manzi, responsabile scuola del Pd, ha definito superficiale la modalità di selezione del materiale e ha chiesto una risposta rigorosa sulla traccia, ricordando che è identica per tutti i licei musicali italiani. Il caso si aggiunge a una sequenza di denunce e segnalazioni formali rivolte al ministro Valditara negli ultimi mesi, su fronti diversi ma con un tratto comune: la richiesta di trasparenza sui processi decisionali del dicastero.
I controlli interni si chiuderanno nelle prossime settimane e, se confermeranno la denuncia, le commissioni d'esame dovranno decidere come trattare gli elaborati prodotti su un testo difforme dalla fonte. Per gli studenti dei licei musicali coinvolti, la differenza tra una prova valida e una prova ricalibrata può pesare fino a 20 punti sul voto finale.