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Liceo matematico 2026/27: la mappa delle 100 scuole pende a Sud

Dal Dm 104 di Valditara la lista delle 100 scuole: Campania ne raccoglie 20, Marche, Molise e Sardegna una sola. Ecco la geografia della sperimentazione.

Il Liceo matematico parte da settembre 2026 in cento scuole italiane, ma la geografia della sperimentazione è tutt'altro che uniforme: una scuola su cinque tra le selezionate dal ministero si trova in Campania. Marche, Molise e Sardegna ne hanno avuta una soltanto a testa.

Cosa prevede il decreto 104/2026

Il Dm 104 firmato dal ministro Giuseppe Valditara il 10 giugno 2026 autorizza per cinque anni la sperimentazione del Liceo matematico in 100 istituzioni, con 105 percorsi attivi tra licei scientifico, scientifico-scienze applicate e classico. Nel biennio gli studenti coinvolti avranno due ore settimanali in più di Laboratorio matematico, una sola ora aggiuntiva nel triennio. L'insegnamento è affidato a docenti delle classi di concorso A-26 o A-27 già presenti nel consiglio di classe e si svolge in collaborazione con le università del territorio, che assumono un ruolo di coordinamento scientifico inedito per la scuola secondaria. L'impianto si innesta nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei pubblicate dal MIM, che per la prima volta affidano alla matematica il compito di fornire concetti e linguaggio dei sistemi di intelligenza artificiale, tema su cui anche Antonello Giannelli ha proposto una propria visione di rivoluzione didattica.

Venti scuole su cento sono campane: il peso di Salerno

La distribuzione regionale dell'allegato A racconta una geografia particolare. Su 100 istituzioni autorizzate, 20 sono in Campania, 14 nel Lazio, 12 in Piemonte e 11 in Puglia. La Lombardia ne ha 9, Toscana e Sicilia 6, Veneto 5, Calabria 4, Abruzzo ed Emilia-Romagna 3, Basilicata e Umbria 2. Marche, Molise e Sardegna chiudono con una sola scuola ciascuna.

Il baricentro è chiaramente nel Centro-Sud, in controtendenza rispetto alla storia delle sperimentazioni didattiche italiane, di solito sbilanciate sul Nord. La ragione è nelle origini del progetto: il Liceo matematico nasce nel 2015 dal Dipartimento di Matematica dell'Università di Salerno, sotto la guida del professor Francesco Saverio Tortoriello, e si è poi esteso in rete prima a Roma e Torino, poi nel resto del Paese, arrivando a coinvolgere oltre 150 scuole prima dell'autorizzazione ministeriale. La cornice nazionale del decreto fotografa quella rete già esistente, più che ridistribuirla in base alla popolazione studentesca o ai divari di apprendimento misurati nelle ultime rilevazioni.

Risultato pratico: regioni piccole come Marche e Molise restano con un solo presidio sperimentale, mentre la Campania concentra il 20% del progetto. La sperimentazione coinvolge prevalentemente il liceo scientifico e lo scientifico-scienze applicate, ma intercetta anche alcuni licei classici, in linea con il dibattito aperto sul peso da assegnare alla formazione classica rispetto al canale tecnico-professionale.

Cosa cambia per docenti e studenti

Le scuole coinvolte riceveranno in via prioritaria i posti di potenziamento sulle classi di concorso A-26 e A-27, compatibilmente con le risorse degli Uffici scolastici regionali. Per un liceo scientifico fuori dalla lista, invece, il Laboratorio matematico non è attivabile in autonomia: l'autorizzazione ministeriale è vincolata all'allegato A. La valutazione delle ore di laboratorio sarà collegiale, con un giudizio condiviso dal consiglio di classe, mentre l'esame di Stato resta invariato per tutti gli studenti del percorso.

Il contesto in cui si innesta la sperimentazione non è neutro. I dati Ocse-Pisa 2022 elaborati da INVALSI indicano per gli studenti italiani 471 punti in matematica, uno solo sotto la media OCSE di 472, ma con un calo di 15 punti rispetto al 2018 e con il Sud sistematicamente sotto il Nord in tutti gli ambiti. Nel frattempo la richiesta di studi sull'intelligenza artificiale tra gli studenti italiani continua a salire, rendendo la copertura territoriale della sperimentazione una variabile politica da osservare nei prossimi cinque anni.

A settembre la prima coorte entra in classe con due ore in più di matematica a settimana. Il decreto fissa un quinquennio di sperimentazione e nessuna modifica all'esame di Stato: gli effetti reali sui curricula si misureranno dopo il 2031, quando i primi diplomati avranno completato l'intero percorso del Laboratorio matematico.

Pubblicato il: 30 giugno 2026 alle ore 08:11