L'ultimo giorno di scuola del 2025-2026 ha replicato il copione: uova, farina, schiuma e quest'anno persino pizze davanti ai licei di Milano e di altre città. Cambia però una cornice che pochi studenti hanno calcolato: dal 31 ottobre 2024 è in vigore la riforma del voto in condotta che lega direttamente quei gesti alla bocciatura.
Quel rito ora rischia la bocciatura
La Legge 1 ottobre 2024 n. 150 sulla valutazione degli studenti ha ridisegnato l'impianto del voto di comportamento. Alle superiori, un voto sotto il 6/10 comporta la non ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato; con il 6 scatta un debito formativo in educazione civica, da saldare con un elaborato critico al colloquio di maturità. Il testo attribuisce un peso particolare ad atti violenti o lesivi commessi a danno del personale e dei beni della scuola.
A livello penale, il quadro era già definito dall'articolo 639 del codice penale: chi deturpa o imbratta cose mobili altrui rischia la multa fino a 309 euro; se l'imbrattamento riguarda beni immobili o mezzi di trasporto pubblici la pena sale alla reclusione da uno a sei mesi o alla multa da 300 a 1.000 euro. La querela può partire dal proprietario dell'auto sporcata di schiuma o dal Comune per il marciapiede pulito a spese pubbliche.
Il paradosso suona forte se si pensa che a febbraio molti degli stessi licei occupati avevano denunciato gli ostacoli economici allo studio, tema tornato al centro dello sciopero nazionale del 7 maggio contro INVALSI e Indicazioni.
799 grammi contro 352: il dato che parla per noi
L'osservatorio Waste Watcher International, presentato a Roma il 25 settembre 2025, certifica un divario generazionale netto: ogni famiglia della Generazione Z butta in media 799 grammi di cibo a settimana, contro i 352 grammi delle famiglie baby boomer. Più del doppio. L'Italia spreca 555,8 grammi pro capite a settimana, oltre 5 milioni di tonnellate all'anno e 7,3 miliardi di euro di solo spreco domestico.
Il rito di fine anno è la fotografia di quel divario: una manciata di uova e qualche pacco di farina lanciati davanti a un liceo vale economicamente poco, ma diventa pesante se messo accanto al rapporto ISTAT del 14 ottobre 2025 sulla povertà in Italia. Quasi 1,3 milioni di minori italiani vivono in povertà assoluta, il 13,8% dei residenti minorenni, valore più alto dal 2014, e nel Mezzogiorno la quota sale al 16,4%.
A questo si somma l'insicurezza alimentare: il 9,3% della popolazione, 5,4 milioni di persone, dichiara di non potersi permettere un pasto proteico ogni due giorni. Sono numeri lontani dalle aule del Parini, ma sono lo sfondo su cui quel gesto cambia segno, in un Paese in cui la scuola fatica a comunicare con i giovani, come ha avvertito il prof. Schettini.
Chi paga, e con quale moneta
Il conto ricade in più direzioni. Il personale ATA, già con migliaia di posti in deroga ogni anno, dovrà ripulire marciapiedi e ingressi. Le famiglie dei minori autori delle azioni rispondono civilmente del risarcimento del danno ex articolo 2048 del codice civile. Per gli studenti maggiorenni, molti dell'ultimo anno, scatta in proprio la responsabilità penale.
Sul piano scolastico, atti vandalici, danneggiamenti e imbrattamenti pesano espressamente nella formulazione del voto annuale di condotta, anche quando avvengono fuori dall'edificio ma nelle ore di pertinenza. Un voto pari a 6 rinvia il diploma a un elaborato di educazione civica; un voto inferiore al 6 cancella l'ammissione all'esame di Stato. Una sfida educativa che riguarda anche la visione di Giannelli (ANP) sul ruolo della scuola e dell'intelligenza artificiale.
Il rito che 'non fa più notizia' ha ora un costo misurabile: una bocciatura, una querela, una multa fino a 1.000 euro, un risarcimento civile. La cornice è cambiata, sta agli adulti spiegarlo prima del prossimo 8 giugno.