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La crisi del lago di Bracciano dietro la seconda prova dello scientifico

Il problema di matematica al liceo scientifico parte da una crisi reale: minimo storico nel 2017 e oggi equilibrio fragile. Tutti i dati ISPRA.

Il problema di matematica della Maturità 2026 al liceo scientifico parte dai dati reali del lago di Bracciano: nel novembre 2017 il bacino è sceso a -198 cm sotto lo zero idrometrico, il minimo storico mai registrato dall'avvio del monitoraggio. La traccia chiede ai candidati di costruire un modello che descriva l'andamento del livello delle acque a partire dai prelievi del 2016-2017 e dalla loro sospensione.

La traccia: una crisi idrica trasformata in problema di analisi

Il primo dei due problemi della seconda prova allo scientifico fornisce ai 527.747 maturandi una tabella di rilevamenti idrometrici e chiede di ricavare la funzione che meglio descrive l'evoluzione del livello del lago nel tempo. Il contesto è quello dei prelievi effettuati da ACEA tra il 2016 e il 2017 come riserva idrica di emergenza per Roma e i comuni limitrofi, poi sospesi dopo il caso dell'estate 2017.

Lo zero idrometrico del lago è fissato a 163,04 metri sul livello del mare. A questo riferimento si confrontano tutte le misurazioni storiche: il bacino è un lago di origine vulcanica con una superficie di 57,47 km², un volume stimato in 5,05 km³ e una profondità massima vicina ai 165 metri, alimentato quasi esclusivamente da sorgenti sotterranee e precipitazioni dirette. Ogni rilevamento confrontato con lo zero idrometrico restituisce un valore in centimetri che permette di calcolare la perdita o il guadagno di volume reale.

Dal record negativo del 2017 al fragile equilibrio del 2026

Il crollo del livello idrico si è sviluppato in pochi mesi: a novembre 2016 il lago era a -93 cm sotto lo zero idrometrico, un anno dopo aveva toccato il fondo a -198 cm. Il rapporto ufficiale che ricostruisce quegli eventi è la Relazione ISPRA sullo stato ambientale del lago di Bracciano (estate 2017), pubblicata il 18 ottobre 2017 su richiesta del Ministero dell'Ambiente dopo tre sopralluoghi a luglio, agosto e settembre dello stesso anno.

Otto anni dopo la situazione resta tutt'altro che risolta. L'Osservatorio dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale classifica la severità idrica dell'ATO 2 come media e descrive il bacino come in equilibrio fragile. Nei primi mesi del 2026 le piogge hanno permesso un recupero di circa 14-15 cm in un mese, ma il livello resta sotto lo zero idrometrico di riferimento e ben distante dai massimi storici di fine Novecento.

Il monitoraggio costante è affidato ad ARPA Lazio, che pubblica i dati ambientali sui laghi del Lazio. Il bacino non ha grandi immissari naturali e questa caratteristica geologica lo rende particolarmente vulnerabile a siccità e prelievi: ogni centimetro perso richiede mesi di pioggia per essere recuperato, perché l'unico apporto significativo arriva dalle precipitazioni dirette e dalle sorgenti sotterranee dei Monti Sabatini.

Cosa dice la scelta del tema ai maturandi

Per la prima volta in modo così esplicito, una seconda prova di matematica chiede di modellizzare un caso di crisi ambientale documentata. Il Ministero ha inserito accanto al lago anche il terremoto del Friuli del 1976: due episodi reali della storia italiana usati per ricondurre l'analisi matematica a un contesto verificabile, non a un esercizio astratto. La logica della prova ricalca esattamente quanto avvenuto nella realtà tra 2018 e 2020, con un recupero parziale del livello dopo lo stop ai prelievi.

Rispetto alle novità introdotte sulle seconde prove della Maturità 2025, la prova 2026 conferma la direzione: meno funzione pura, più problemi applicati con dati di partenza. Per il candidato significa lavorare su tabelle di rilevamenti, scegliere il modello matematico più coerente con i punti misurati e giustificare l'errore della stima rispetto al dato osservato.

I 527.747 candidati di quest'anno hanno davanti una traccia che obbliga a uscire dal manuale: il bacino vulcanico vicino a Roma, già noto agli archeologi dal 1989 per la scoperta di un villaggio neolitico di 8.000 anni fa, diventa il banco di prova per misurare quanto la matematica serva a leggere la realtà di una crisi ambientale ancora in corso.

Pubblicato il: 19 giugno 2026 alle ore 14:11