La comunicazione ai sindacati parla di copertura al 100% dei posti vacanti in organico di diritto, con circa 47.000 assunzioni previste. La cifra effettivamente proposta al MEF, chiusa in trattativa preliminare con Funzione Pubblica, si ferma pero' a 44.642 nomine: 2.184 posti in meno sui 46.826 residui certificati a fine mobilita'.
Il gap tra mobilita' e proposta al MEF
Gli esiti della mobilita' pubblicati il 29 maggio 2026 avevano fissato in 46.826 cattedre il bacino teorico su cui operare con le assunzioni a tempo indeterminato. Con l'invio a Palazzo Chigi della proposta di contingente il numero scende a 44.642: il 4,7% dei posti residui non entra nemmeno nella richiesta al MEF, prima ancora del passaggio in Consiglio dei ministri. Il ripiegamento si e' consumato in poco piu' di un mese, tra le operazioni di mobilita' chiuse a maggio e il tavolo con i sindacati aperto sul contingente.
Lo schema di ripartizione ricalca quello dell'anno scorso: meta' dei posti alle graduatorie a esaurimento e ai concorsi ordinari, l'altra meta' accantonata per il concorso PNRR3 ancora in svolgimento. Il decreto attuativo del MEF, che chiude la quadra sui numeri definitivi, e' atteso dopo l'ok del CDM. Dettaglio del contingente 2026/27 con la ripartizione dei 44.642 posti.
Rispetto al DM 137/2025 mancano 3.862 assunzioni
L'anno scorso il Decreto ministeriale 137/2025 sulle immissioni in ruolo docenti.0000137.11-07-2025.pdf) aveva autorizzato 48.504 nomine a fronte di 52.885 posti vacanti, con un tasso di copertura del 91,7%. Il tetto 2026/27 pesa 3.862 assunzioni in meno rispetto al 2025/26: un calo dell'8% che si aggiunge al restringimento delle vacanze gia' registrato in fase di mobilita'.
Il divario e' ancora maggiore se si guarda al biennio 2024/25: il DM 158 del 31 luglio 2024 autorizzo' 45.124 nomine su 64.156 posti vacanti, con un tasso di copertura del 70,3%. Il 2026/27 perde 482 ruoli anche rispetto a due anni fa. La lettura ottimistica del dato e' che, se il MEF confermera' i 44.642 posti proposti, il tasso di copertura sui residui della mobilita' salira' al 95,3%: sarebbe il valore piu' alto dell'ultimo triennio.
Il paradosso e' evidente: la percentuale migliora, ma il bacino su cui si applica si contrae. Le vacanze scendono, l'accantonamento per il PNRR3 taglia un'altra fetta di ruoli, e chi e' in graduatoria trova meno cattedre disponibili in valore assoluto. Il tasso di copertura piu' alto del triennio non compensa la contrazione del bacino complessivo, ne' il fatto che 2.184 cattedre restano fuori dalla partita prima ancora del vaglio ministeriale.
Sostegno, regioni e le tre scadenze estive
Il sostegno resta la voce piu' esposta del contingente: 11.461 cattedre vacanti secondo gli esiti della mobilita', quasi un quarto del bacino totale. La sola scuola primaria concentra oltre il 70% delle disponibilita' di sostegno, un peso che si scarica sugli elenchi della prima fascia GPS e sulle procedure di minicall veloce. Quattro regioni assorbono piu' della meta' del contingente nazionale: Lombardia con circa 9.500 posti tra comuni e sostegno, Campania con 8.372, Sicilia con 6.286 e Lazio con 5.163.
Il calendario operativo copre agosto in tre step. Il primo si chiude il 30 luglio con l'assegnazione delle sedi per i ruoli e gli scorrimenti da GaE e concorsi. Il secondo, dal 31 luglio al 13 agosto, riguarda l'assegnazione delle cattedre di sostegno agli aspiranti della prima fascia GPS. Il terzo si completa il 21 agosto con l'assegnazione di provincia e sede ai docenti della prima fascia GPS sostegno che avranno partecipato alla minicall veloce, aperta dal 14 al 18 agosto.
La presa di servizio resta fissata al 1 settembre 2026: chi e' in GaE o in graduatoria di concorso deve monitorare da subito gli avvisi del proprio Ufficio scolastico regionale, perche' la finestra di accettazione della nomina si chiude nel giro di pochi giorni.