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Garante infanzia difende l'emendamento Valditara sul burqa a scuola: "è un'ottima notizia"

Marina Terragni sostiene l'emendamento del ddl sicurezza sul divieto di burqa in classe. Cita il caso Monfalcone e replica a PD e Flc Cgil.

Marina Terragni, Autorità Garante Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, ha espresso il 2 agosto 2026 sostegno all'emendamento presentato dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara al disegno di legge sicurezza. La misura introduce il divieto di burqa e niqab all'interno delle scuole italiane e prevede la punibilità dei genitori che decidessero di non mandare più in classe le figlie per non farle uscire senza copertura integrale del volto. La nota della Garante arriva mentre l'emendamento è al centro di un confronto politico che coinvolge maggioranza, opposizione e sindacati del comparto istruzione.

L'emendamento al ddl sicurezza e il caso Monfalcone

Nella nota diffusa dall'ufficio della Garante, Terragni definisce burqa e niqab «dispositivi violenti inventati da uomini impauriti dal corpo femminile inteso come impuro, sessualmente ingovernabile e portatore di disordine». Non si tratta, secondo la sua ricostruzione, di semplici indumenti ma di strumenti di controllo. L'argomentazione si rivolge in particolare a bambine e ragazze «contrattualmente più deboli», costrette a subire l'imposizione familiare per non essere «recluse in casa». Per la Garante questa pratica contravviene ai «più elementari diritti» e ostacola il pieno sviluppo della personalità di chi è costretta a subirla.

Il riferimento concreto della Garante è al caso di Monfalcone dell'anno precedente, quando in un istituto professionale locale alcune studentesse venivano identificate a ogni ingresso a scuola da un'insegnante perché il viso era nascosto dal niqab. In quell'occasione Terragni aveva già chiesto «la massima attenzione da parte del Ministero» e aveva ipotizzato un intervento normativo puntuale. La proposta attuale va oltre l'ambito scolastico: la Garante chiede che ogni donna possa denunciare l'imposizione di burqa e niqab «come pratica penalmente perseguibile al pari di altre forme di violenza», estendendo così la questione dal piano amministrativo a quello penale.

Le reazioni politiche e sindacali

Nella stessa nota, Terragni risponde alle critiche pubbliche arrivate da due fronti opposti. La senatrice del Partito Democratico Simona Malpezzi ha parlato di «propaganda» riferendosi al provvedimento, contestandone la finalità politica più che l'impianto normativo. La segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi ha evocato invece una «cornice securitaria» dell'iniziativa, giudicando il ddl sicurezza uno strumento non adatto a intervenire sul tema. Per la Garante, «nessun multiculturalismo può giustificare una simile violazione della libertà e della dignità della donna». L'imposizione della copertura integrale, aggiunge, resta in contrasto con i più elementari diritti individuali e con il percorso di crescita autonoma delle minori.

L'emendamento entrerà nell'iter parlamentare del ddl sicurezza in corso di esame in Parlamento. La posizione dell'Autorità Garante per l'Infanzia si somma al fronte istituzionale che sostiene la misura, mentre resta aperto il confronto con la parte dell'opposizione parlamentare e con i sindacati della scuola che ne contestano l'impostazione. Dal modo in cui il testo verrà eventualmente modificato in commissione dipenderà l'estensione concreta del divieto e la portata delle sanzioni previste per i genitori inadempienti.

Pubblicato il: 2 agosto 2026 alle ore 15:58