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Carta del Docente, residuo 2024/2025 in scadenza al 31 agosto. Cosa succede dopo

Il residuo della Carta del Docente 2024/2025 scade il 31 agosto 2026. Bonus 383 euro attivo da marzo: tempi di sblocco e spese ammesse.

Il residuo della Carta del Docente riferito all'anno scolastico 2024/2025 scade il 31 agosto 2026: dopo quella data la piattaforma ministeriale viene disattivata e le somme non spese tornano nella disponibilità del bilancio pubblico. Gli insegnanti di ruolo interessati hanno meno di un mese per generare i buoni con il credito residuo del bonus da 383 euro, sbloccato lo scorso 9 marzo 2026 dopo mesi di attesa.

L'importo resta fissato a 383,45 euro annui per docente, in linea con l'anno scolastico precedente. La platea comprende i docenti di ruolo delle scuole statali di ogni ordine e grado. Restano esclusi i supplenti con contratto annuale al 31 agosto e i docenti delle paritarie, nonostante la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (causa C-450/21) abbia ritenuto tale esclusione contraria al principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato.

Tempi di sblocco: cosa è successo negli ultimi due anni

Il calendario di attivazione della piattaforma è stato irregolare nelle ultime due annualità. Per il bonus 2023/2024 lo sblocco è avvenuto il 19 novembre 2024, con oltre due mesi di ritardo rispetto alla riapertura tradizionale di fine settembre. Per il residuo 2024/2025 il ministero ha attivato la piattaforma solo il 9 marzo 2026, comprimendo la finestra utile di spesa a poco meno di sei mesi. Sull'apertura del bonus 2025/2026, invece, non risulta al momento alcuna comunicazione ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

L'attivazione tardiva ha effetti pratici sulla programmazione della spesa. I corsi di formazione accreditati vengono in gran parte pianificati tra settembre e giugno; una piattaforma sbloccata a marzo, come nel 2026, riduce di fatto a un semestre la finestra utile per prenotare percorsi di aggiornamento, e concentra gli acquisti su beni immediatamente disponibili come libri, hardware o software.

Cosa si può acquistare entro la scadenza

Il decreto istitutivo (DPCM 23 settembre 2015) e le successive circolari del MIM individuano le categorie di spesa ammesse: libri, testi e pubblicazioni anche in formato digitale; hardware e software destinati all'aggiornamento professionale; corsi di formazione erogati da enti accreditati; titoli di accesso a mostre, musei, cinema, teatro, concerti e spettacoli dal vivo. Restano fuori i beni di consumo non riconducibili all'aggiornamento e le spese di viaggio. I buoni non utilizzati sulla piattaforma non sono rimborsabili in denaro.

L'unico canale operativo per generare e spendere i buoni resta il portale cartadeldocente.istruzione.it, accessibile con SPID o CIE. Il buono nominativo va caricato in fase di acquisto sulla piattaforma dell'esercente o dell'ente formatore accreditato. Le somme non convertite in buoni entro il 31 agosto 2026 non confluiscono nell'annualità successiva e non possono essere rimborsate al singolo docente: l'accredito ordinario, pari a 500 euro alla sua istituzione con la legge 107/2015, resta legato alla capienza del fondo dedicato.

Pubblicato il: 2 agosto 2026 alle ore 09:19