A 130 anni dalla nascita e 60 dalla morte di Célestin Freinet, la scuola italiana celebra il pedagogista francese con incontri, film e laboratori tra Verona e Drizzona. La sua eredità pratica, cooperazione tra classi, testo libero, corrispondenza scolastica, resta però ancora una scelta di minoranza.
Il programma tra Verona e Drizzona
Le iniziative organizzate per il doppio anniversario ruotano attorno a due poli. A Verona il primo appuntamento è il 4 settembre in Gran Guardia, seguito da una rassegna di quattro film al Centro audiovisivi della Biblioteca Civica: L'École buissonnière (1949) di Jean-Paul Le Chanois, Il maestro che promise il mare (2023) di Patricia Font sul maestro catalano Antoni Benaiges ucciso dai franchisti, il documentario El retratista di Alberto Bougleux e Révolution école di Johanna Grudzinska.
A Drizzona, alla Casa delle Arti e del Gioco Mario Lodi, il 26 settembre è in programma una giornata di studio con Enrico Bottero e Yuri Meda, storico della scuola all'Università di Macerata, dedicata al rapporto tra Freinet, Mario Lodi e il Movimento di Cooperazione Educativa. Bottero presenta anche il volume Célestin Freinet. Storia e attualità di una pedagogia, prima ricostruzione storica dell'esperienza freinetiana in italiano.
Settant'anni di pratiche, una minoranza nelle aule
Il Movimento di Cooperazione Educativa nasce a Fano il 4 novembre 1951, in casa della maestra Anna Marcucci Fantini, come Cooperativa della Tipografia a Scuola per diffondere le tecniche di Freinet: testo libero, stampa in classe, corrispondenza tra scuole. Oltre settant'anni dopo l'associazione mantiene gruppi territoriali in tutte le regioni, ma la diffusione capillare nel sistema scolastico è rimasta limitata.
Un movimento più recente prova a portare pratiche affini nelle aule ordinarie. Avanguardie Educative, movimento INDIRE, nato a Genova nel novembre 2014 con 22 scuole fondatrici, ha raggiunto le 1.000 scuole aderenti nel 2019 con l'ingresso dell'Istituto San Giovanni Bosco di Taranto: 262 al Nord, 234 al Centro, 504 al Sud e nelle Isole. Le scuole capofila sono 27, una per regione. Anche mille istituti restano una minoranza: le scuole statali italiane sono oltre 8.000, quindi la rete copre circa il 12-15% del sistema.
I dati OCSE TALIS 2024 confermano che la cooperazione tra docenti, cuore della pedagogia freinetiana, non è la norma nella secondaria di primo grado italiana. Gli insegnanti che dichiarano di potersi appoggiare ai colleghi sono l'83%, sotto la media OCSE dell'86%. Il 62% pratica il team teaching nella stessa classe, il 42% scambia materiali con i colleghi. Il dato che colpisce di più è il feedback tra pari basato sull'osservazione in classe: è diminuito di 7 punti percentuali tra il 2018 e il 2024.
Cosa cambia in classe
Nell'intervista Bottero è netto: la scuola tradizionale, o forme scolaire, resta il modello dominante, con lezione trasmissiva, valutazione estrinseca e classi omogenee per età. La pedagogia differenziata di Freinet propone invece attività collettive, individuali e di gruppo nella stessa classe, con un piano di lavoro personalizzato.
Le tecniche restano riconoscibili: giornalino di classe, testo libero, corrispondenza tra scuole, tipografia scolastica ora sostituita da strumenti digitali. Sul piano organizzativo richiedono spazi flessibili, tempo di programmazione condiviso tra docenti e una valutazione formativa accanto a quella sommativa. Sono anche gli ostacoli che i docenti italiani segnalano in TALIS 2024: il 63% cita la mancanza di incentivi alla formazione, il 61% la mancanza di tempo per altri impegni. Non a caso, dove queste pratiche entrano in aula, come nella pedagogia della relazione sperimentata a Taranto contro la dispersione, il punto di partenza è l'ascolto, non la trasmissione frontale.
Il divario tra riforme e pratica quotidiana è una costante: anche l'educazione civica al secondo anno di applicazione mostra quanto sia difficile trasformare un principio in metodo di lavoro.
Le giornate tra Verona e Drizzona si chiuderanno il 6 ottobre. La sfida che raccolgono è estendere queste pratiche oltre la cerchia degli aderenti al MCE e ad Avanguardie Educative.