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La sottosegretaria Frassinetti difende il decreto scuola dopo i disordini di Milano

La sottosegretaria Frassinetti al convegno alla Camera: il tetto del 30% di studenti stranieri aiuta soprattutto loro, con potenziamento della lingua.

La sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti ha difeso il decreto scuola aprendo i lavori del convegno 'È la scuola di tutti' alla Camera, sostenendo che i disordini di Milano lo rendono 'ancora più attuale' e il 'bisogno di integrazione ancora più forte'. Per Frassinetti i primi beneficiari del tetto del 30% di studenti stranieri per classe sono proprio gli alunni di origine straniera: 'Se non capisci cosa spiega il docente, come fai ad acquisire le competenze anche in altre materie?'.

Libertà, identità e solidarietà: le tre parole del provvedimento

Frassinetti ha articolato il senso del decreto su tre concetti. Libertà di 'andare a scuola a viso scoperto', con riferimento al divieto di capi che coprono integralmente il volto. Identità, perché 'l'italiano è identità, abbiamo una lingua preziosa che viene contaminata troppo spesso'. Solidarietà, con lo snellimento delle procedure del Piano educativo individualizzato per gli studenti con disabilità, che secondo la sottosegretaria non devono più 'sottostare a lungaggini burocratiche'. Alle critiche la risposta è che si tratta di 'un provvedimento di buonsenso', con l'obiettivo di far tornare la scuola 'ascensore sociale'.

Sul coinvolgimento delle famiglie, la sottosegretaria ha insistito sulla conoscenza dell'italiano: 'Se non conoscono la lingua, non possono seguire il figlio'. L'intervento è stato presentato come risposta 'a chi è in difficoltà', con l'intento di replicare a chi lo descrive come punitivo verso le famiglie straniere.

Il tetto del 30% e il perimetro reale della norma

Sul limite di studenti stranieri per classe Frassinetti ha riconosciuto che 'saranno tanti i casi' in cui il riequilibrio non sarà possibile. In quelle situazioni, ha precisato, scatterà 'un potenziamento della lingua italiana, non è che verranno deportati i bambini'.

Il tetto è previsto dall'articolo 13 del DL 170/2026, in vigore dal 1° ottobre e applicato dall'anno scolastico 2027/2028. Nel conteggio rientrano solo i nuovi arrivati: restano fuori gli studenti nati in Italia o che hanno già frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia nel sistema nazionale.

Secondo i dati dell'Ufficio di statistica del MIM riferiti all'anno scolastico 2022/2023, le classi che superano la soglia considerando tutti gli alunni con cittadinanza non italiana sono il 7,6% a livello nazionale, con punte del 16,8% in Lombardia. Se si contano solo gli iscritti nati all'estero, cioè la platea effettivamente colpita dalla norma, la quota scende allo 0,6%. Il perimetro reale coincide quasi solo con alcune aree del Nord, dove si concentra oltre il 65% degli iscritti non italiani.

Tra i relatori del convegno figuravano Carmela Palumbo, capo del Dipartimento per il sistema educativo del Ministero, Luciano Tagliaferri, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana, la senatrice Ella Bucalo, viceresponsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d'Italia, e Laura Marsilio della Commissione tecnica Sistema integrato 0-6. Il decreto è in vigore dal 1° ottobre; le prime iscrizioni soggette al tetto del 30% si apriranno a gennaio 2027 per l'anno scolastico 2027/2028.

Pubblicato il: 22 ottobre 2026 alle ore 16:11