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Festeggiamenti per Maturità 2026, tra eccessi, spumanti e corone d'alloro ed è polemica

Bottiglie, uova, farina e petardi in sei città. Multe fino a 300 euro ad Alzano, appelli dei presidi a Vercelli e la scopa di Gualmini a Bologna.

A pochi giorni dalla chiusura degli esami di maturità, la cronaca dei festeggiamenti in almeno tante città italiane restituisce lo stesso copione: bottiglie, spumante, farina, uova e petardi accumulati davanti agli istituti. Il caso è esploso con la denuncia di Massimo Ballon, dirigente dell'Einaudi Scarpa di Montebelluna (Treviso), che ha definito “incivili” i comportamenti registrati nel campus: bottiglie di vino accumulate all'ingresso, tubi esplosivi con coriandoli, un cane lasciato libero in area vietata e famiglie in presidenza a contestare i voti.

Da Montebelluna a La Spezia: la mappa degli eccessi

A Bologna, davanti al liceo Malpighi, i residenti del quartiere hanno raccontato al Resto del Carlino di aver visto lanciare un polipo, uova, farina e sacchi di terra: sul degrado è intervenuta anche l'eurodeputata Elisabetta Gualmini, tornata in via Sant'Isaia con la scopa per ripulire il tratto frequentato dal figlio maturando. A La Spezia i portici del liceo Costa e dell'istituto Capellini-Sauro si sono coperti di bottiglie, coriandoli di plastica e chili di farina: Acam ha attivato un intervento straordinario di pulizia e i dirigenti hanno affisso all'ingresso cartelli con il divieto di utilizzo dei materiali per festeggiamenti, senza però ottenere risultati. A Livorno, all'istituto Vespucci-Colombo, la preside Francesca Barone Marzocchi ha parlato di “gravissimi episodi” segnalati tramite circolare a studenti e famiglie, con fumogeni, petardi, uova e vetri di bottiglia abbandonati lungo le strade adiacenti mentre altri studenti erano ancora impegnati nell'orale.

Multe fino a 300 euro e appelli dei presidi

Ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, il sindaco Camillo Bertocchi ha avviato l'identificazione dei responsabili del degrado davanti al liceo Amaldi. Le sanzioni previste vanno da 50 a 300 euro, cui si aggiunge il recupero delle spese di pulizia; due studenti sono già stati identificati e destinatari di contestazione, mentre le verifiche sugli altri sono in corso. Prima ancora degli esami il Comune aveva chiesto al Comitato Studenti di rinunciare a farina e vino, offrendo forme alternative di festeggiamento senza ricevere risposta. Sul versante scuola, a Vercelli i dirigenti Rossella Talice (Avogadro) e Cinzia Ferrara (Ferraris) hanno diffuso appelli preventivi ai maturandi, chiedendo di “dimostrare maturità” anche nel modo di celebrarla e ricordando le pulizie straordinarie degli anni scorsi.

Le sanzioni amministrative e il rimborso delle spese di pulizia sono lo strumento con cui alcuni comuni provano a scoraggiare gli imbrattamenti, mentre nelle scuole resta aperto il nodo di coniugare la mondanità dell'esame con il rispetto degli spazi pubblici. La riforma Valditara del colloquio orale ha già cambiato la fisionomia del colloquio; sul fronte economico, i 911 euro ai commissari fermi dal 2007 confermano che l'esame pesa in modo asimmetrico su amministrazioni, scuole e famiglie. A farsi carico dei costi immediati del degrado, per ora, sono solo i Comuni che hanno scelto di identificare i responsabili e chiedere il conto.

Pubblicato il: 4 luglio 2026 alle ore 16:06