Circa mille persone hanno partecipato il 3 luglio a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, all'ultimo saluto a Chiara Guerra, 52 anni, docente di italiano all'istituto comprensivo Rita Levi Montalcini. La professoressa era stata uccisa dal nipote 17enne l'11 giugno in un fienile a poche centinaia di metri dall'abitazione dei familiari.
La cerimonia si è svolta nella chiesa parrocchiale gremita di studenti, colleghi, familiari e cittadini. All'esterno un corteo silenzioso ha atteso l'uscita del feretro con palloncini bianchi e blu, i colori scelti dagli alunni della sua seconda A. Dall'altare, con voce spezzata, alcuni dei ragazzi hanno letto un pensiero: la professoressa aveva creduto in ciascuno di loro e aveva contribuito a costruire una scuola accogliente.
La ricostruzione dell'omicidio dell'11 giugno
Chiara Guerra è stata colpita a coltellate la mattina dell'11 giugno in un fienile del podere di famiglia. Secondo la confessione resa dal nipote 17enne, la donna avrebbe ricevuto oltre 40 ferite da arma da taglio, come confermato dall'autopsia. Il ragazzo ha poi caricato il corpo su una carriola e lo ha trasportato per quasi un chilometro fino al canale Malgher, dove lo ha gettato insieme al coltello. La salma è stata individuata solo dopo tre giorni di ricerche, in località Sette Sorelle, dai sommozzatori dei vigili del fuoco e dai carabinieri. Il minore è oggi collocato in una comunità di recupero e risponde di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela: la Procura per i minorenni di Venezia ha chiesto la convalida del fermo il giorno successivo al ritrovamento.
La scuola rinvia gli orali di terza media
L'istituto Rita Levi Montalcini, che Guerra frequentava come docente da diversi anni, ha deciso di posticipare gli orali d'esame di terza media per gli studenti che non se la sentivano di sostenerli nelle date ordinarie. La scelta è stata presa in accordo con le famiglie e con la commissione, per garantire condizioni di serenità ai ragazzi più coinvolti dal lutto. Nei giorni successivi all'omicidio la dirigenza aveva aperto uno sportello di ascolto psicologico rivolto agli alunni della secondaria di primo grado e ai colleghi. Il ricordo della docente è passato anche dai gesti quotidiani della sua classe: brani letti in aula, disegni consegnati alla famiglia, i palloncini portati fuori dalla chiesa al termine del rito.
Le indagini della Procura per i minorenni di Venezia proseguono sul movente e sulle ore che hanno preceduto l'aggressione. Per la comunità scolastica di San Stino di Livenza resta la scelta operativa di come accompagnare gli alunni della seconda A nella chiusura dell'anno scolastico e nell'ingresso alla terza media di settembre. Le famiglie possono rivolgersi allo sportello di ascolto psicologico attivato dall'istituto Rita Levi Montalcini per il supporto ai ragazzi. La riapertura della scuola a settembre resta il primo punto di ripartenza per la 2A.