L'esame di maturità 2026 parte giovedì 18 giugno alle 8:30 con la prima prova scritta. L'ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 fissa il calendario delle prove e introduce una novità che sposta il baricentro del colloquio: 5 punti su 20 dell'orale, cioè un quarto del voto, dipendono dal grado di maturazione personale dello studente, non dai contenuti disciplinari. È la prima volta che la griglia di valutazione attribuisce un peso esplicito a questo indicatore.
Il calendario delle prove e i punteggi
La sessione si apre il 18 giugno con l'italiano. Venerdì 19 giugno tocca alla seconda prova sulle discipline caratterizzanti l'indirizzo. Il 25 giugno si svolge la terza prova scritta, prevista solo per le sezioni EsaBac, EsaBac techno e i licei con opzione internazionale. Il colloquio orale parte negli stessi giorni, secondo il calendario stabilito dalle singole commissioni.
Il punteggio finale è in centesimi e si compone così:
Per essere promossi servono 60 punti. La commissione può aggiungere fino a 3 punti bonus per i candidati meritevoli e, all'unanimità, assegnare la lode a chi ottiene il massimo credito e il massimo in ogni prova. Tutte le regole sono nel testo dell'ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026
Cosa cambia all'orale: 5 punti su 20 per la maturazione personale
La novità più pesante è nascosta nell'Allegato A dell'ordinanza, la griglia di valutazione del colloquio. La commissione assegna fino a 20 punti distribuiti su quattro indicatori che valgono 5 punti ciascuno:
1. Tradotto in pratica, il 25% del voto dell'orale non misura cosa sa lo studente ma chi è diventato durante il percorso. È un capovolgimento rispetto alla maturità degli anni precedenti, in cui i contenuti disciplinari erano l'unica voce esplicita della griglia. Il colloquio parte da una riflessione del candidato sul proprio percorso, sostenuta dal Curriculum dello studente, prosegue sulle quattro discipline scelte dal Ministero a gennaio e include la verifica delle competenze di educazione civica e dell'esperienza scuola-lavoro.
L'esame è valido solo se il candidato sostiene tutte le prove: chi si rifiuta di parlare all'orale senza una giustificazione valida non viene più "salvato" dal credito accumulato, ma rischia di non superare l'esame.
Ammissione: il peso del voto in condotta
Per essere ammessi servono tre quarti di frequenza, la partecipazione alle prove INVALSI, lo svolgimento delle attività di scuola-lavoro e un voto non inferiore a sei in ciascuna disciplina. Il consiglio di classe può ammettere anche con un'insufficienza, purché motivata.
Cambia il peso del voto di comportamento. Chi ha sei in condotta è ammesso ma deve presentare al colloquio un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale: una prova in più rispetto agli altri candidati, introdotta dalla legge 150/2024. Chi ha meno di sei in condotta non viene ammesso. Il voto di comportamento entra a pieno titolo nei requisiti di accesso all'esame, non è più un dato accessorio.
Commissioni: presidente esterno e formazione obbligatoria
Ogni commissione copre due classi abbinate ed è composta da cinque membri: un presidente esterno all'istituzione scolastica, due membri esterni e due interni per ciascuna classe. La partecipazione ai lavori è un obbligo di servizio per docenti e dirigenti. Per i commissari esterni la riforma introduce anche una formazione specifica.
Una nota operativa per chi insegna sostegno e vuole candidarsi come commissario esterno: i requisiti e le tempistiche della domanda sono raccolti nella nostra guida alla nomina dei commissari esterni per i docenti di sostegno.
Per i candidati, la priorità nelle ultime due settimane è chiara: ripassare le quattro discipline del colloquio e arrivare al 18 giugno con un percorso personale da raccontare. Quella riflessione iniziale ora vale punti, non solo minuti. La sintesi ufficiale delle novità dell'esame è sulla pagina dedicata alla maturità 2026 del Ministero dell'istruzione e del merito.