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Disabilità a scuola: la discontinuità pesa più del divario Nord-Sud

Sono 377mila gli alunni con disabilità, +5% in un anno. Il 59,7% cambia docente di sostegno e a settembre il 22% delle cattedre è scoperto.

Sono 377mila gli alunni con disabilità nelle scuole italiane, 18mila in più rispetto all'anno precedente. In dieci anni la loro quota sul totale degli iscritti è quasi raddoppiata, dal 2,6% al 4,8%. Eppure all'avvio dell'ultimo anno scolastico oltre un docente di sostegno su cinque non era ancora stato nominato.

I numeri di un sistema che rincorre la domanda

L'ultimo Report ISTAT sull'inclusione scolastica - anno scolastico 2024-2025 fotografa un sistema in piena espansione. Gli insegnanti per il sostegno sono saliti del 6% in un anno superando quota 261mila, mentre gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione sono cresciuti del 7% arrivando a oltre 85mila. La formazione specifica continua a migliorare: la quota di docenti specializzati è passata dal 63% al 78% in cinque anni.

Restano però 57mila docenti senza titolo di specializzazione, il 22% del totale. Il rapporto alunno-insegnante, pari a 1,4 nella scuola statale, rispetta i parametri previsti dalla Legge 244/2007 ma nasconde squilibri vistosi nella distribuzione delle ore: 21,1 settimanali nella scuola dell'infanzia, 17,2 nella primaria e solo 13,6 nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

La discontinuità che pesa più del divario geografico

Il dato che il dibattito Nord-Sud lascia spesso ai margini riguarda la continuità dell'intervento educativo. Il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno: il 50,4% nel passaggio dall'anno precedente, l'1,7% durante l'anno scolastico e il 7,4% in entrambi i passaggi. È una percentuale stabile nel tempo e senza differenze significative sul territorio.

A questa instabilità si somma il ritardo nelle nomine. Oltre il 22% dei docenti di sostegno non era ancora assegnato a inizio anno e a un mese dalle lezioni il 10% dei posti restava vacante. La criticità si concentra sulla scuola dell'infanzia (27% di docenti non assegnati) e sulla primaria (25%), ma è la ripartizione del Nord a registrare i ritardi più ampi, con un docente su quattro fuori posto all'avvio delle lezioni.

Sul versante della pianificazione, il Piano educativo individualizzato è stato redatto per il 97% degli studenti, ma alla data del 31 ottobre risultava ancora non predisposto per il 17% degli alunni. Solo per il 40% dei PEI l'insegnante di sostegno dichiara una coerenza piena con il progetto di vita: per oltre la metà degli studenti, infatti, il progetto di vita non è stato neppure formalizzato.

Il divario territoriale come moltiplicatore

È su questo scheletro fragile che si innesta il divario Nord-Sud. Nelle scuole del Mezzogiorno le ore medie settimanali di sostegno arrivano a 17,4 contro le 14,3 del Nord, ma proprio nelle regioni meridionali i ricorsi al TAR per l'inadeguatezza delle ore coinvolgono il 5,3% delle famiglie, a fronte del 2,9% registrato al Nord. Più ore non si traducono in un servizio percepito come adeguato.

Sulle infrastrutture la geografia si capovolge. Solo il 35% delle scuole del Sud è privo di barriere fisiche contro il 44% del Nord, con la Valle d'Aosta al 64% di accessibilità e la Campania ferma al 30%. Al Nord il problema critico è invece la formazione: il 32% dei docenti di sostegno non possiede una specializzazione, percentuale che al Mezzogiorno scende all'11%.

Anche gli strumenti seguono linee territoriali opposte. La segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa è presente nell'11% delle scuole del Nord ma solo nel 6,5% di quelle meridionali, mentre tre scuole del Mezzogiorno su quattro segnalano il bisogno di postazioni informatiche aggiuntive contro una media nazionale del 65%. La digitalizzazione delle scuole pubbliche italiane incrocia direttamente questa domanda inevasa di strumenti per l'inclusione.

Nelle nuove indicazioni nazionali 2025 e competenze digitali nelle scuole il rafforzamento delle competenze digitali figura tra i pilastri del nuovo curricolo. La distanza fra le ore di sostegno dichiarate e l'esperienza concreta dei 377mila studenti coinvolti passa proprio da qui: continuità del personale, edifici accessibili e strumenti realmente disponibili in classe.

Pubblicato il: 4 giugno 2026 alle ore 13:21