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Dante e Manzoni al triennio: il nodo delle nuove indicazioni per i licei

La bozza delle nuove indicazioni per i licei esalta i classici ma li sposta al triennio. Consultazione aperta: hai tempo fino al 31 maggio per partecipare.

La bozza delle nuove indicazioni nazionali per i licei proclama che "studiare è la base di ogni effettiva educazione" e che il percorso liceale è il luogo dove il giovane costruisce la propria soggettività attraverso il lavoro culturale. Dante e Manzoni sono parte inscindibile di quell'identità dichiarata. Il curricolo di Italiano, però, li sposta al triennio: la Divina Commedia al terzo e quarto anno, i Promessi Sposi al quarto. Il questionario di consultazione per le scuole scade il 31 maggio 2026.

Cosa prevede la bozza

Il testo delle nuove indicazioni per i licei pubblicato dal MIM è stato messo in consultazione pubblica il 22 aprile 2026 e inviato a tutte le istituzioni scolastiche con percorsi liceali. Non si tratta ancora di un provvedimento definitivo: il ministro Valditara si è impegnato ad adottarlo formalmente solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica. La fase di consultazione avviene tramite un questionario online compilabile esclusivamente fino al 31 maggio 2026. Le indicazioni per tecnici e professionali sono rinviate a una fase successiva.

Tra le novità di maggior rilievo il documento elimina la Geostoria e separa nuovamente Storia e Geografia come discipline autonome, ciascuna con propria specificità metodologica. Introduce l'intelligenza artificiale nei curricoli in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo, con l'obiettivo di formare una coscienza critica capace di distinguere tra dati e ragionamento. La Premessa rafforza l'idea del liceo come luogo della formazione della soggettività attraverso lo studio, in contrasto esplicito con i modelli di scuola della socializzazione e del multiculturalismo affermatisi negli anni della globalizzazione.

La contraddizione tra premessa e programma

Il nodo segnalato da più parti riguarda il rapporto tra le intenzioni dichiarate nella Premessa e le scelte concrete del curricolo di Italiano. La Premessa fonda l'intera filosofia delle nuove indicazioni sull'idea che la frequentazione delle grandi opere formi lo studente come soggetto civile: "Non si può concepire la scuola dell'adolescenza prescindendo dalla centralità dello studio". I classici, in questo schema, non sono opzioni didattiche da distribuire liberamente lungo il quinquennio, ma elementi fondativi del percorso.

Se i classici sono fondamenti, ci si aspetterebbe di trovarli al biennio, dove si costruiscono le abitudini di lettura. Invece il testo concentra Dante al terzo e quarto anno e posticipa i Promessi Sposi al quarto. Chi critica questa scelta sostiene che l'incontro con le opere fondative non può essere rinviato al momento in cui lo studente ha già consolidato le proprie abitudini di lettura, spesso senza aver mai affrontato un testo narrativo lungo o una poesia strutturata. Il dibattito su cosa cambia nella didattica della lingua italiana con le nuove indicazioni riguarda, in fondo, proprio questo: quale studente si vuole formare, e in quale momento del percorso.

La posizione istituzionale, espressa anche dal sottosegretario Frassinetti che ha difeso le nuove indicazioni nazionali sottolineando l'importanza dei classici, è che rinviare Manzoni a un'età in cui lo studente ha strumenti interpretativi più solidi ne aumenti effettivamente la comprensione e riduca il rischio di frustrazioni precoci. Un quindicenne che affronta la prosa ottocentesca di Manzoni senza strumenti adeguati rischia di ricavarne solo un rifiuto, non una formazione. Il punto rimane aperto: chi decide quali strumenti uno studente deve avere prima di incontrare un classico, e perché proprio al quarto anno?

Cosa possono fare docenti e dirigenti

Il questionario di consultazione è stato inviato alle singole scuole tramite email dalla casella noreply.comunicazioni@istruzione.it. Può essere compilato in sessioni separate: le risposte vengono memorizzate a ogni accesso, purché il modulo sia completato entro il 31 maggio 2026. Il ministero ha invitato i dirigenti scolastici a condividere le modalità di compilazione con i docenti nelle forme che ogni istituzione riterrà più adeguate. Per problemi tecnici nella compilazione è disponibile l'indirizzo dgsis.segreteria@istruzione.it.

Per la prima volta le indicazioni vengono inviate anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Questo significa che studenti, docenti e dirigenti hanno tutti uno strumento diretto per segnalare osservazioni specifiche - inclusa la questione della collocazione dei classici nel biennio o nel triennio. Il ministro ha dichiarato che il testo definitivo verrà adottato solo al termine di questo percorso di ascolto.

I docenti di Italiano - quelli che ogni giorno affrontano il problema di come avvicinare un quindicenne all'Inferno o alle prime pagine dei Promessi Sposi - sono gli unici che hanno un'esperienza diretta di cosa funziona e cosa no in un'aula reale. Quella competenza può pesare nella revisione finale del testo, ma solo se viene espressa prima che la scadenza la chiuda.

La Premessa delle nuove indicazioni sfida i licei a essere luoghi dove "lo studente acquisisce uno statuto civile" attraverso lo studio. Se quella dichiarazione è seria, il posto giusto per verificarla è il questionario, non solo l'editoriale.

Pubblicato il: 5 maggio 2026 alle ore 08:26