Dal 6 maggio 2026 la piattaforma MIM per gli elenchi regionali docenti accetta domande fino al 25 maggio. Tra i candidati dei concorsi PNRR 2024 c'e' pero' un meccanismo di graduazione che in pochi conoscono: la posizione in lista dipende prima dall'anno del concorso sostenuto, poi dal punteggio.
Come funziona la piattaforma
La procedura e' accessibile dal portale concorsi del MIM oppure tramite INPA. La piattaforma prevede cinque funzioni, ma solo due sono obbligatorie: la scelta delle procedure concorsuali a cui si intende partecipare (funzione 1) e la sezione delle altre dichiarazioni (funzione 4). Titoli di preferenza, riserva e allegati sono facoltativi.
Una volta dentro, il candidato deve scegliere una sola regione per cui presentare domanda. La scelta e' vincolante per l'anno scolastico 2026/2027: non si puo' cambiare idea dopo l'invio. La modifica sara' possibile solo in fase di aggiornamento annuale per gli anni scolastici successivi.
Se il candidato non ha i requisiti, la piattaforma blocca l'invio e mostra un messaggio esplicativo. Chi invece ha i requisiti ma incontra problemi tecnici deve rivolgersi all'USR che ha gestito la propria procedura concorsuale. Nel caso di procedure aggregate presso un unico USR, si deve contattare l'ufficio di destinazione della graduatoria.
Chi puo' fare domanda (e chi e' escluso)
Possono presentare domanda i candidati che hanno partecipato a concorsi a cattedra banditi dal 1 gennaio 2020, con graduatoria pubblicata entro il 31 agosto 2025 oppure tra il 1 settembre e il 10 dicembre 2025. Il punteggio minimo richiesto e' 70 punti nella prova orale. Le procedure incluse sono: il concorso ordinario 2020, il concorso 2022 per scienze motorie, il concorso PNRR 2023 e quello PNRR 2024.
Rientra anche chi ha superato la procedura straordinaria (decreto dipartimentale n. 510 del 23 aprile 2020): in quel caso basta aver ottenuto almeno 56 punti nella prova scritta.
Sono esclusi i docenti gia' titolari di contratto a tempo indeterminato su qualsiasi tipologia di posto, e quelli con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo ai sensi dell'articolo 13, comma 2, e dell'articolo 18-bis, commi 4 e 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59. Per il personale ATA, il reclutamento avviene attraverso strumenti distinti, come le graduatorie per i 24 mesi ATA.
La graduatoria degli elenchi regionali docenti: cronologica per concorso
Il decreto MIM n. 68 del 22 aprile 2026 - fondato sull'articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 - stabilisce con precisione il criterio di ordinamento: prima il criterio cronologico dei concorsi sostenuti, poi il punteggio ottenuto all'interno dello stesso concorso.
In pratica: un idoneo del concorso ordinario 2020 con 70 punti si trova posizionato prima di un idoneo PNRR 2024 con 95 punti. Non perche' il punteggio non conti, ma perche' il confronto per punteggio opera solo tra candidati dello stesso concorso.
I candidati dei concorsi piu' recenti - in particolare il PNRR 2024 - si trovano strutturalmente dopo tutti gli idonei del 2020, del 2022 e del 2023. In regioni dove questi ultimi sono numerosi, i tempi di attesa per i candidati 2024 potrebbero essere significativi anche in presenza di punteggi alti.
La scelta della regione diventa quindi un calcolo: presentare domanda dove ci sono pochi idonei dei concorsi precedenti e molte cattedre vacanti aumenta le possibilita' di essere chiamati gia' nel 2026/2027. La digitalizzazione di queste procedure segue il percorso avviato con il lancio della piattaforma per le graduatorie interne di istituto nel 2025, segnale di una direzione ormai consolidata del MIM verso strumenti digitali per il reclutamento.
Le domande vanno presentate entro il 25 maggio 2026, con apertura ufficiale attesa il 6 maggio - la conferma arrivera' con la pubblicazione dell'avviso MIM. Chi intende iscriversi agli elenchi regionali docenti ha tre settimane per verificare i requisiti e scegliere la regione piu' adatta. Le tensioni tra personale scolastico e politiche ministeriali - testimoniate da episodi come lo sciopero dei COBAS indetto sul tema valutazione - confermano che le scelte di reclutamento restano un tema caldo per tutta la categoria.