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Collegi a distanza: ok del Mim al voto online, costo a carico delle scuole

Via libera del Mim ai collegi docenti online con voto certificato. Ma le 7.600 scuole statali dovranno pagare le piattaforme: ecco quanto costano.

Il 10 giugno 2026, a 29 mesi dalla firma del contratto nazionale, il Ministero dell'Istruzione e del Merito si è seduto al tavolo con i sindacati per definire come si terranno a distanza i collegi docenti con valore deliberativo. La sintesi della giornata: via libera, ma con sistemi di voto online certificati che le 7.600 scuole statali italiane dovranno procurarsi da sole.

Cosa ha deciso il tavolo del 10 giugno

L'incontro era previsto dall'articolo 44 del Ccnl Istruzione e Ricerca 2019-2021, firmato il 18 gennaio 2024. Il comma 6 prevede che, oltre alle attività funzionali non deliberative già consentite a distanza, anche le sedute con potere di delibera possano svolgersi online: a patto che il Mim definisca, dopo consultazione sindacale, i criteri tecnici. La consultazione non era mai avvenuta. Ora le istituzioni scolastiche autonome potranno modificare i propri regolamenti d'istituto e introdurre il voto a distanza, ma soltanto se si dotano di un sistema di voto certificato.

I requisiti tecnici emersi dal tavolo sono quattro: voto personale e univoco, trasparenza della procedura, verificabilità delle operazioni, separazione tra identità del votante e voto espresso nei casi di scrutinio segreto. Il Mim definirà nelle prossime settimane le specifiche dettagliate. Già a settembre 2024 l'associazione dei presidi Anp aveva sollecitato il Ministero a chiudere il dossier, lamentando che senza i criteri ministeriali ogni scuola si stava muovendo in autonomia, con il rischio di delibere impugnabili.

Il conto delle piattaforme: da 100 a oltre 400 euro per istituto

Il punto che il resoconto del tavolo non quantifica è quanto pesi la nuova regola sui bilanci delle scuole. Le piattaforme di voto online qualificate Agid e disponibili sul MePA hanno listini pubblici molto diversi tra loro. VotaFacile, citata tra i fornitori per le scuole, vende un pacchetto base a 100 euro l'anno IVA esclusa, valido per un massimo di 500 votanti e 10 votazioni annue; il pacchetto Advanced sale a 400 euro annui IVA esclusa per 2.000 votanti e votazioni illimitate. Eligo, l'altro fornitore certificato di riferimento, non pubblica il listino e rinvia al contatto commerciale.

Per un istituto comprensivo con cento docenti e qualche decina di organi collegiali l'anno il pacchetto base non basta: serve almeno il livello superiore. Moltiplicando per le 7.600 istituzioni scolastiche statali censite dal Mim nei dati di avvio anno scolastico 2024/2025, il conto nazionale annuo va da circa 760 mila a oltre 3 milioni di euro. È questo il motivo per cui Anief, al tavolo del 10 giugno, ha chiesto un sistema nazionale messo a disposizione gratuitamente dal Ministero, in modo che i costi non gravino sul fondo di funzionamento delle scuole. La richiesta, simile per impostazione ad altre richieste di confronto al Mim avanzate dai sindacati, per ora non ha avuto una risposta operativa.

Cosa cambia per docenti e dirigenti

Senza piattaforma nazionale, ogni scuola dovrà fare tre cose in parallelo: aggiornare il regolamento d'istituto con le modalità di voto online, scegliere un fornitore qualificato Agid sul MePA e formare il personale all'uso del sistema. Il dirigente scolastico resta responsabile della regolarità della seduta: se il voto non garantisce univocità o segretezza, la delibera è impugnabile.

Per i docenti il quadro è più favorevole sul piano organizzativo. La possibilità di partecipare a un collegio deliberativo da casa riduce gli spostamenti, soprattutto nei comprensivi distribuiti su più plessi, e tutela chi ha vincoli familiari. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, le modalità telematiche vanno considerate uno strumento ordinario di organizzazione, non un'eccezione, e devono valorizzare l'autonomia delle scuole.

Il confronto Mim-sindacati riprenderà nelle prossime settimane con la definizione dei requisiti tecnici di dettaglio. Da quel passaggio dipende se il via libera ai collegi docenti online resterà un costo aggiuntivo per le 7.600 scuole o se il Ministero metterà sul tavolo una piattaforma unica.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 08:30