Un corso su una tecnica di respirazione ritmata chiamata coerenza cardiaca viene presentato in questi giorni come strumento contro lo stress dei docenti. L'ultima indagine OCSE TALIS 2024 dice pero che per il 56% degli insegnanti italiani della secondaria di primo grado la prima fonte di stress non arriva dalla classe: e la burocrazia.
La classifica delle fonti di stress secondo TALIS 2024
La rilevazione OCSE, pubblicata a ottobre 2025 e basata su 47 sistemi scolastici, fotografa cosi le principali cause di stress dichiarate dai docenti italiani: troppo lavoro amministrativo (56%), troppe correzioni delle prove (48%) e gestione dei rapporti con genitori o tutori (48%). Il carico burocratico e la voce che supera le altre due, e pesa in modo specifico su chi lavora in un sistema con adempimenti frequenti e scadenze distribuite lungo tutto l'anno. Il dettaglio completo e disponibile nella scheda paese Italia dei risultati TALIS 2024 dell'OCSE.
Il quadro va letto insieme al tempo effettivamente dedicato a queste attivita. I docenti italiani a tempo pieno dichiarano 2,2 ore settimanali di lavoro amministrativo, sotto la media OCSE di 3 ore, ma cresciute di 0,3 ore dal 2018. Le correzioni assorbono 4,8 ore, in aumento di 1 ora rispetto a sei anni fa. La percezione dello stress amministrativo non nasce quindi dal volume assoluto delle ore ma dalla natura frammentaria e cumulativa degli adempimenti: registrazioni, PDP, PEI, verbali, moduli di conservazione documentale. Su quest'ultimo fronte il rischio per gli istituti e chiarito nel nostro approfondimento su cosa cambia con la conservazione a norma dal 30 giugno.
Italia sotto la media OCSE, ma il trend sale fra gli under 30
C'e un paradosso da leggere con calma. Rispetto ai colleghi degli altri paesi OCSE, l'insegnante italiano dichiara meno stress: il 10% si sente stressato 'molto' al lavoro contro il 19% della media internazionale. Il 4% riferisce un impatto negativo forte sulla salute mentale (media OCSE 10%) e il 4% sulla salute fisica (media OCSE 8%). E il 96% dei docenti italiani si dichiara complessivamente soddisfatto del proprio lavoro, contro l'89% della media OCSE.
Il trend interno racconta pero un'altra storia. Fra il 2018 e il 2024 la quota di chi si dice stressato molto e salita di 4 punti percentuali. E i docenti sotto i 30 anni si dichiarano stressati piu dei colleghi over 50: un rovescio rispetto alla narrazione dell'insegnante anziano logorato. La combinazione fra carico burocratico crescente, autonomia percepita alta sull'insegnamento e difficolta economica sulla busta paga produce una tensione specifica sui nuovi ingressi. Su questo fronte pesa anche la questione retributiva: abbiamo ricostruito quanto resta davvero in busta paga con gli aumenti CCNL scuola di luglio in termini netti.
Le tecniche di respirazione, mindfulness e coerenza cardiaca hanno una letteratura scientifica solida sulla riduzione della risposta acuta allo stress. Il punto e un altro. Se il primo fattore di stress dichiarato e la mole di pratiche cartacee o digitali richieste, insegnare la respirazione senza toccare le procedure sposta la responsabilita sul singolo insegnante: chi non riesce a gestire il carico e chiamato ad allenarsi a rispondere meglio, non a chiedere che il carico venga ridotto.
Fondo psicologi scolastici: 18,5 milioni annui dal 2026
La Legge di bilancio 2025 (articolo 1, commi 345-347) ha istituito un fondo per il servizio di supporto psicologico nelle scuole: 10 milioni per il 2025 e 18,5 milioni annui a partire dal 2026, per l'attivazione sperimentale di presidi territoriali con psicologi. La misura e rivolta principalmente agli studenti, ma l'intervento e previsto anche a beneficio del personale scolastico e delle famiglie. Il decreto attuativo e atteso dal Ministero dell'istruzione, di concerto con il MEF, sentiti la Salute e il Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi.
Sono cifre limitate se si considera che i lavoratori della scuola in Italia superano il milione, senza contare studenti e famiglie. Le tecniche individuali come i corsi sulla coerenza cardiaca restano dunque uno strumento pratico che il singolo docente puo portarsi a casa senza aspettare l'intervento di sistema. Vanno pero lette per quello che sono: strumenti per governare la risposta emotiva, non soluzioni al problema organizzativo che l'OCSE mette al primo posto. La coincidenza fra la partenza dei corsi individuali e la lentezza dei decreti attuativi si vede anche su altri fronti, come le procedure connesse agli elenchi vaccinali del 10 giugno e ai passaggi successivi.
Il prossimo passaggio concreto sara il decreto attuativo del fondo psicologi: criteri di riparto, requisiti dei presidi territoriali, quota effettivamente destinata al personale. Quel testo pesera piu di qualsiasi corso di respirazione.