Roma e provincia entrano nella sperimentazione del Liceo matematico con 14 istituti autorizzati dal decreto ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026. È il secondo blocco regionale più consistente dopo la Campania, ma il divario sulla mappa nazionale è netto: quattro regioni restano fuori.
Cosa prevede il decreto 104
Il provvedimento firmato dal ministro Giuseppe Valditara autorizza per cinque anni, a partire dall'anno scolastico 2026/2027, la sperimentazione in 100 scuole. Ogni istituto attiva un insegnamento aggiuntivo, il Laboratorio matematico: due ore settimanali in più nel primo biennio e un'ora nel triennio. Il progetto si innesta sui quadri orari ordinamentali del liceo classico, dello scientifico e dello scientifico opzione scienze applicate, per un totale nazionale di 105 percorsi attivati.
L'insegnamento è affidato a un docente del Consiglio di classe appartenente alle classi di concorso A-26 o A-27, che coordina anche i rapporti con l'università partner. La valutazione delle attività è espressa collegialmente dal Consiglio di classe in forma di giudizio, non con voto numerico. L'esame di maturità resta invariato: il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione aveva chiesto un chiarimento sul punto nella seduta del 29 maggio 2026, ma il decreto ha confermato che le regole del secondo ciclo non cambiano.
14 licei nel Lazio, 20 in Campania
I 14 istituti del Lazio pesano il 14% della sperimentazione nazionale e includono i licei Russell, Avogadro, Cannizzaro, Newton, Plinio Seniore, Majorana, Nomentano, Levi-Civita, Talete e Peano, oltre agli istituti di istruzione superiore Salvini, Pascal, Hack e Via Roma 298. Ma la vera capitale del progetto è altrove: la Campania da sola raccoglie 20 scuole, una su cinque del totale nazionale, trainata dal Liceo scientifico P.S. Mancini di Avellino, capofila della Rete Nazionale dei Licei Matematici (Re.Na.Li.Mat.) che ha presentato al Ministero l'istanza di riconoscimento del progetto.
La distribuzione ribalta la geografia consueta delle sperimentazioni didattiche italiane. Dopo Campania e Lazio, seguono Piemonte con 12 istituti e Puglia con 11, poi Lombardia con 9 scuole, Toscana e Sicilia con 6. Quattro regioni (Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta) non hanno alcun liceo nella prima coorte, mentre Marche, Molise e Sardegna chiudono con un solo presidio a testa. Il motivo è nelle origini del progetto: la sperimentazione nasce nel 2015 dal Dipartimento di Matematica dell'Università di Salerno, sotto la guida del professor Francesco Saverio Tortoriello, e la lista dell'Allegato A fotografa in larga parte la rete informale già attiva prima del riconoscimento. La mappa completa delle 100 scuole autorizzate mostra la distribuzione regionale nei dettagli.
Il vincolo dell'Allegato A e la critica dell'Unione degli studenti
Il vincolo territoriale è rigido. Un liceo scientifico romano non incluso nell'Allegato A non può attivare autonomamente il Laboratorio: le famiglie che vogliono l'indirizzo per i propri figli devono scegliere tra i 14 istituti autorizzati del Lazio. Sul fronte del personale, gli Uffici scolastici regionali assegneranno in via prioritaria alle scuole selezionate i posti di potenziamento sulle classi di concorso A-26 e A-27, compatibilmente con le risorse di organico disponibili.
Critica l'Unione degli studenti: al posto di potenziare e riformare il liceo scientifico, che per definizione è l'indirizzo matematico, la scelta di crearne una nuova sfumatura viene definita ingiusta e propagandistica. Il sindacato studentesco contesta l'introduzione di un nuovo indirizzo mentre restano aperte le questioni di manutenzione e agibilità degli edifici scolastici. La sperimentazione arriva quando gli studenti italiani hanno ottenuto 471 punti in matematica ai test OCSE PISA 2022, un solo punto sotto la media OCSE ma con un calo di 15 punti rispetto al 2018 e un divario Nord-Sud sistematico che il nuovo indirizzo non è pensato per colmare.
La prima coorte entra in classe a settembre. In cinque anni le scuole dovranno documentare risultati misurabili sul monitoraggio affidato ai comitati scientifici regionali, altrimenti nel 2031 l'autorizzazione scade e va rinnovata.