La Uil Scuola denuncia il rischio di paralisi delle attività scolastiche in sei regioni del Sud per la carenza di carburante che sta colpendo il Mezzogiorno. L'allarme è stato lanciato il 21 ottobre dal segretario generale Giuseppe D'Aprile, che chiede un intervento immediato di Governo, Regioni ed enti locali per garantire la continuità del trasporto scolastico e la tutela del personale della scuola.
Le regioni coinvolte e i servizi a rischio
Le criticità segnalate dalla Uil Scuola riguardano Puglia, Calabria, Basilicata, Campania, Sicilia e le piccole isole. La riduzione o la sospensione dei servizi di trasporto rischia di impedire a migliaia di studenti e al personale scolastico di raggiungere le scuole, con un impatto più pesante nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove lo scuolabus o il mezzo privato restano spesso l'unica opzione per arrivare in classe. Nei centri minori la distanza fra abitazione e plesso scolastico può superare i dieci chilometri, con corse di linea diradate e nessuna alternativa pubblica serale.
Secondo il sindacato il blocco dei rifornimenti rischia di aggravare le disuguaglianze territoriali già esistenti e di penalizzare le comunità più fragili. Nei contesti più isolati anche una sospensione di pochi giorni dei trasporti può tradursi in assenze diffuse, in uno slittamento del calendario didattico e in ricadute sui tempi di programmazione dei consigli di classe. Un rischio aggiuntivo riguarda l'inclusione scolastica, perché a saltare per primi sono spesso i servizi dedicati agli studenti con disabilità e ai bambini della scuola dell'infanzia, meno autonomi negli spostamenti.
La richiesta di priorità al trasporto scolastico
D'Aprile chiede a Governo, Regioni ed enti locali di garantire priorità nell'approvvigionamento di carburante ai servizi essenziali, a partire dal trasporto scolastico. La Uil Scuola domanda inoltre di individuare soluzioni per il personale che, per cause oggettive e indipendenti dalla propria volontà, può trovarsi nell'impossibilità di raggiungere la sede di servizio: una tutela che riguarda docenti e Ata pendolari dai comuni limitrofi e che tocca da vicino la gestione delle assenze non programmate, delle supplenze brevi e del rispetto dell'orario di servizio.
Per le famiglie delle regioni interessate, già alle prese con il caro libri 2026 nonostante i tetti del Mim, l'eventuale sospensione del trasporto si tradurrebbe in un ulteriore costo di gestione fra accompagnamenti privati, permessi di lavoro e ricorso a soluzioni di car pooling fra genitori. Il sindacato parla di un'emergenza che non può ricadere su studenti, famiglie e lavoratori della scuola, soprattutto nei comuni in cui il trasporto pubblico locale è l'unica infrastruttura di collegamento con il capoluogo.
Nelle prossime ore sono attesi riscontri da prefetture e Regioni sulle modalità di razionamento e sulla priorità di rifornimento riservata ai servizi scolastici. In assenza di indicazioni univoche, le aree interne del Sud rischiano di aprire la settimana con una didattica a geometria variabile, con scuole costrette a riorganizzare orari, servizio mensa e attività pomeridiane sulla base dei bus effettivamente operativi comune per comune.