Il 23 ottobre arrivano sul cedolino NoiPA di 46.297 lavoratori ATA gli arretrati delle nuove posizioni economiche, con importi lordi tra 1.450 e 4.150 euro a testa. Altri 6.000 potenziali beneficiari restano però fuori: le posizioni scoperte in alcune province devono ancora passare dalle compensazioni regionali, e il 20 ottobre le sei sigle sindacali del comparto hanno chiesto al Ministero un incontro urgente per sbloccarle.
Chi riceve l'arretrato il 23 ottobre e quanto vale
Il beneficio ha natura esclusivamente economica, non è più collegato all'assegnazione di nuovi incarichi o mansioni, e decorre dal 1° settembre 2024. Gli importi annui lordi variano per profilo, distribuiti su tredici mensilità. Un collaboratore scolastico incassa circa 54 euro lordi al mese, un assistente con la seconda posizione economica supera i 150 euro. Al netto, l'aumento mensile scende rispettivamente a poco più di 35 euro e a circa 100 euro, a seconda dell'aliquota IRPEF e delle addizionali. L'arretrato sul cedolino di ottobre copre invece 25 mesi, da settembre 2024 a settembre 2026, e per questo raggiunge i 4.150 euro lordi per chi ricopre la posizione più alta tra gli assistenti.
* Collaboratore scolastico: 700 euro lordi all'anno, circa 1.450 euro di arretrato
* Operatore: 800 euro lordi all'anno, circa 1.650 euro di arretrato
* Assistente, prima posizione economica: 1.300 euro lordi all'anno, circa 2.700 euro di arretrato
* Assistente, seconda posizione economica: 2.000 euro lordi all'anno, fino a 4.150 euro di arretrato
I 6.000 che restano fuori: il nodo delle compensazioni
A fermare l'erogazione per il resto dei potenziali beneficiari sono le operazioni di compensazione tra province, profili e aree professionali. Quando in una provincia restano posti scoperti per mancanza di aspiranti, il Ministero può assegnarli a un'altra provincia della stessa regione, a un profilo diverso della stessa area o anche a un'area superiore, purché non aumenti la spesa complessiva. Ogni passaggio deve però essere discusso a livello regionale con le organizzazioni sindacali, e qui si è aperto il collo di bottiglia. FLC CGIL, CISL Scuola, Uil Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF hanno portato la questione al Ministero il 20 ottobre, chiedendo un confronto unitario per fissare tempi certi di convocazione e un quadro aggiornato sullo stato delle operazioni in ciascuna regione.
Lo scorrimento delle graduatorie è l'altro fronte aperto. Le posizioni liberate dal personale cessato dal 1° settembre 2025 devono essere riassegnate con scorrimento provinciale, e la decorrenza slitta al 1° settembre del secondo o del terzo anno di validità della graduatoria. Senza una tempistica definita, chi è in posizione utile ma non ancora attribuito rischia di aspettare un altro cedolino intero, mentre il collega di un'altra provincia con graduatoria più fluida ha già incassato tutto l'arretrato biennale.
Ventuno mesi dalla firma del contratto
Il nuovo impianto delle posizioni economiche nasce con il CCNL Istruzione e Ricerca 2019-21, firmato in via definitiva il 18 gennaio 2024. Il decreto ministeriale 140 del 12 luglio 2024.0000140.12-07-2024.pdf/9b78819c-1a6f-f6fa-94f2-71f7d9aea854?t=1731576965425) ha stabilito le regole di attribuzione, stanziando oltre 137 milioni di euro complessivi: 68 milioni per le 46.297 nuove posizioni e il resto per rivalutare le 51.941 già in essere, con aumenti tra 100 e 200 euro lordi annui a seconda del profilo. Tra la firma del contratto e il primo cedolino sono trascorsi 21 mesi; dalla decorrenza del beneficio, 25. Nel frattempo gli organici ATA hanno continuato a ridursi, come documentato dal taglio ATA e dai casi di sovraccarico nelle scuole superiori, rendendo ancora più pesante l'attesa per chi deve vedere riconosciuta la posizione economica guadagnata.
Il prossimo passaggio dipende dalla convocazione del tavolo chiesto il 20 ottobre. Senza il confronto regionale previsto dalla nota ministeriale, le posizioni liberate dai cessati o scoperte per mancanza di domande non possono essere riassegnate con scorrimento, e i relativi arretrati slittano al cedolino successivo. La prima verifica concreta sarà la busta paga di novembre.