Sessanta docenti universitari, tra cui Massimo Cacciari, hanno firmato un appello contro le nuove Indicazioni Nazionali per i licei: Marx, Spinoza, Gramsci, Fichte e Schelling scompaiono dalla lista dei pensatori consigliati per la filosofia. La petizione su Change.org ha superato 3.000 firme. Ma c'e' un dato che ribalta la lettura di questa polemica: quelle liste non sono vincolanti.
Le nuove Indicazioni e la consultazione pubblica
Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei sono state pubblicate dal MIM il 22 aprile 2026. La riforma ridisegna tutte le discipline - dalla matematica che introduce l'intelligenza artificiale alla storia che separa la geostoria in due materie autonome - e rivede anche l'elenco dei pensatori raccomandati per la filosofia. Il testo e' ora in consultazione pubblica: chiunque puo' inviare osservazioni formali entro il 31 maggio 2026.
Per la prima volta, le Indicazioni sono state inviate anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Il ministro Valditara le adottera' in via definitiva solo al termine del percorso di ascolto della comunita' scolastica. La commissione ministeriale, guidata dalla pedagogista Loredana Perla, ha precisato che le liste di autori non costituiscono prescrizioni vincolanti: ogni docente mantiene piena autonomia nella scelta degli autori da portare in classe.
L'appello e il nodo irrisolto
L'appello dei 60 include nomi come Massimo Cacciari (Ca' Foscari di Venezia) e Gaetano Lettieri (La Sapienza di Roma). I firmatari descrivono la riforma come un fantasioso progetto di egemonia culturale e un disastro culturale. Sul piano culturale, le preoccupazioni non sono prive di fondamento: escludere Marx e Spinoza dagli autori raccomandati e' una scelta significativa su come il ministero concepisce la formazione filosofica.
Il dibattito si e' pero' fermato alla lista dei nomi senza arrivare al nodo piu' profondo: qual e' la funzione della filosofia nell'istruzione liceale? Le nuove Indicazioni privilegiano la filosofia come teoria dell'argomentazione e pensiero critico. Mancano i termini che molti considerano fondativi: origine, destino, verita', condizione umana. La filosofia non e' solo metodo - e' anche la capacita' di stare di fronte a domande per cui non esiste ancora risposta. Per un'analisi del clima ideologico delle nuove linee guida, l'analisi critica 'Credere, Obbedire, Insegnare' offre un punto di partenza utile.
Come partecipare alla consultazione prima del 31 maggio
Chi vuole cambiare le Indicazioni - aggiungere un autore, ribilanciare una sezione, proporre un approccio diverso alla filosofia - puo' farlo attraverso i canali ufficiali. La consultazione e' lo strumento formale: le osservazioni entrano nel fascicolo di lavoro della commissione e il ministero risponde prima dell'adozione definitiva del testo. Le osservazioni piu' efficaci sono specifiche: non rimettete Marx ma includere Marx nella sezione sull'economia politica migliora la coerenza interdisciplinare con i programmi di storia.
Il testo completo delle Indicazioni e le istruzioni per inviare le proprie osservazioni sono disponibili su la pagina ufficiale MIM delle nuove Indicazioni Nazionali. Dopo il 31 maggio la finestra si chiude e il testo andra' verso l'adozione definitiva per il 2027/28.
Cosa cambia davvero nelle aule dal 2027/28
Le Indicazioni, nella loro versione definitiva, non definiranno cosa accade in ogni singola ora di filosofia. Influiranno sulla costruzione delle tracce della maturita' e sui nuovi libri di testo: e' li' che la riforma produrra' effetti concreti sugli studenti. Il nodo strutturale della filosofia nei licei e' pero' preesistente: la disciplina e' concentrata nel triennio, assente dal liceo scientifico nel primo biennio, priva di un esame dedicato nella maturita'. Questioni che l'appello dei 60 non ha sollevato, e che la consultazione potrebbe invece portare al centro.
Che la filosofia serva a formare cittadini capaci di ragionare su scelte etiche complesse - dalle pratiche di fine vita analizzate nel diritto penale ai fondamenti dell'intelligenza artificiale - o capaci di leggere la propria cultura, da Gramsci all'eredita' intellettuale di Pasolini e la sua Italia del Novecento, il punto e' che la sua funzione non si esaurisce in un elenco di nomi consigliati.
Chi ha 12 giorni per cambiare le Indicazioni Nazionali e' chi le legge e scrive al MIM prima del 31 maggio. La petizione e' un atto simbolico; la consultazione e' l'atto formale che conta.