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Accessibilità scuole: solo il 40% a norma secondo l'ultimo rapporto ISTAT

Solo il 40% delle scuole italiane è accessibile per alunni con disabilità: la guida ISTAT 2024-2025 con dati regione per regione e barriere principali.

Indice: In breve | Cosa dice il rapporto ISTAT 2024-2025 | La mappa regionale dell'accessibilità | Le barriere più diffuse negli edifici | Disabilità sensoriali, il gradino più alto | Cosa fare a scuola, passo per passo | Errori comuni nella gestione dell'accessibilità | Domande frequenti

In breve

* Le scuole accessibili agli alunni con disabilità motoria sono il 40% nell'anno scolastico 2024-2025 (fonte ISTAT).

* Al Nord il 44% degli edifici è a norma, nel Mezzogiorno il 35%. La Valle d'Aosta è prima con il 64%, Liguria (29%) e Campania (30%) ultime.

* Gli alunni con disabilità sono 377mila, il 4,8% degli iscritti: in dieci anni la quota è quasi raddoppiata (era il 2,6%).

* Le barriere più diffuse riguardano l'assenza di ascensori adatti (50%) e di servoscala interno (37%).

* Solo il 12% delle scuole ha eseguito lavori per abbattere le barriere nell'anno; le mappe a rilievo per studenti con cecità sono presenti nell'1,2% degli edifici.

Cosa dice il rapporto ISTAT 2024-2025

Il 27 maggio 2026 ISTAT ha pubblicato il rapporto sull'inclusione scolastica per l'anno 2024-2025. Il quadro restituito è duplice. Da un lato gli alunni con disabilità crescono del 5% in un anno e raggiungono 377mila unità, pari al 4,8% degli iscritti, una quota quasi raddoppiata in dieci anni. Dall'altro solo il 40% degli edifici scolastici risulta accessibile agli studenti con disabilità motoria. La distanza tra il ritmo della domanda e il ritmo dell'adeguamento strutturale è il nodo che il rapporto mette in fila, con dati territoriali, percentuali di intervento e una mappa che cambia a seconda della regione. Il dato sull'accessibilità non è inedito, ma l'aggiornamento 2024-2025 mostra dove la distanza dalla norma resta più ampia. La fonte primaria è il Rapporto ISTAT sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità 2024-2025.

La mappa regionale dell'accessibilità

Le scuole accessibili sono il 44% al Nord, il 38% al Centro e il 35% nel Mezzogiorno. La distanza fra prima e ultima regione supera i trenta punti. La Valle d'Aosta è in testa con il 64% di edifici a norma; Liguria (29%) e Campania (30%) chiudono la classifica. Tra le grandi regioni del Nord, la Lombardia si ferma al 47%, l'Emilia-Romagna al 46% e la Toscana al 44,5%, in linea o di poco sopra la media nazionale. Il divario non corrisponde solo al PIL ma anche alle politiche d'investimento sull'edilizia scolastica: la quota di scuole che hanno effettuato lavori per abbattere le barriere nell'anno è del 12% a livello nazionale, e si concentra negli istituti che già partono da una base più solida. I parcheggi dedicati seguono lo stesso solco: 49% al Nord, 39% nel Mezzogiorno, 44% in media.

Le barriere più diffuse negli edifici

La barriera più frequente è quella verticale. Il 50% delle scuole non ha un ascensore o ne ha uno non adeguato al trasporto di persone con disabilità; il 37% è priva di servoscala interno. Sul piano dell'arredo e dei servizi, il 25% degli edifici non dispone di bagni a norma e nel 25% mancano rampe interne per superare i dislivelli. Le scale non a norma riguardano il 7% degli istituti e le porte il 3%. La distribuzione delle criticità suggerisce un problema soprattutto di stock: gran parte del patrimonio scolastico è stato costruito prima della Legge 13/1989 sulle barriere architettoniche e procede a colpi di interventi puntuali, spesso legati alla disponibilità di fondi straordinari. Il 12% di scuole che adeguano l'edificio in un anno non basta a chiudere il divario con il ritmo di crescita degli alunni con disabilità.

Disabilità sensoriali, il gradino più alto

L'accessibilità sensoriale resta il capitolo più scoperto. Solo il 16,5% delle scuole utilizza segnalazioni visive per orientare gli alunni con sordità o ipoacusia. Le mappe a rilievo e i percorsi tattili, necessari per gli studenti con cecità o ipovisione, sono presenti soltanto nell'1,2% degli edifici. Lo scarto rispetto all'accessibilità motoria è netto, perché qui si parla di dotazioni leggere, in genere a basso costo, che dipendono dalla pianificazione del singolo istituto più che da lavori strutturali. Sul fronte tecnologico, il 76% delle scuole dichiara di avere postazioni informatiche adattate, ma il 65% segnala la necessità di dotazioni aggiuntive: il 48% è dotato in modo parziale e il 17% è privo di qualunque dispositivo dedicato. Nel Mezzogiorno la quota di scuole con bisogni insoddisfatti sale al 75%.

Cosa fare a scuola, passo per passo

1. Mappare lo stato dell'edificio: il dirigente, insieme al responsabile della sicurezza, verifica accessi, ascensori, bagni, rampe e segnalazioni sensoriali con riferimento al DM 236/1989 e alla Legge 13/1989. 2. Aggiornare il PEI entro il 31 ottobre: il documento è redatto dal GLO insieme alla famiglia. Nel 2024-2025 il 17% degli alunni non aveva il PEI alla scadenza e nella secondaria di secondo grado del Centro il ritardo arriva al 24%. 3. Programmare le ore di sostegno con il piano regionale: la media nazionale è di 15,8 ore settimanali, ma nella scuola dell'infanzia salgono a 21,1; verificare la coerenza con il fabbisogno indicato nel PEI. 4. Richiedere gli interventi anti-barriere all'ente proprietario (Comune per primaria e secondaria di primo grado, Provincia o Città metropolitana per il secondo grado), allegando la mappatura e citando le risorse PNRR Missione 4 sull'edilizia scolastica. 5. Monitorare la dotazione di tecnologie assistive e censire ogni anno postazioni adattate, sintetizzatori vocali e software per studenti con disabilità sensoriale o motoria, comunicando le carenze al collegio docenti.

Errori comuni nella gestione dell'accessibilità

Confondere accessibilità motoria con inclusione: una scuola può essere fisicamente accessibile ma carente di figure di sostegno specializzate. Nel 2024-2025 il 22% dei docenti di sostegno non aveva la specializzazione e 57mila insegnanti coprono posti per cui non sono formati, secondo i dati ISTAT.

Sottovalutare i ritardi nel PEI: la mancata stesura entro il 31 ottobre lascia famiglie e docenti senza il documento di programmazione su cui si misurano ore di sostegno e ausili. Il ritardo del 17% rilevato da ISTAT vale quasi due mesi di anno scolastico senza riferimento operativo.

Ignorare le barriere sensoriali: l'attenzione si concentra su rampe e ascensori, ma il dato dell'1,2% di scuole con percorsi tattili e del 16,5% con segnalazioni visive mostra che la maggioranza degli istituti non ha mai impostato un'accessibilità per disabilità non motorie. È il fronte su cui la spesa unitaria è più bassa e il ritardo più alto.

Lasciare la verifica al solo dirigente: l'accessibilità è una responsabilità condivisa fra ente proprietario, dirigente scolastico, responsabile della sicurezza e GLO. Tenere separati i tavoli ostacola la programmazione degli interventi e la richiesta di fondi.

Domande frequenti

Quanti edifici scolastici sono a norma in Italia nel 2024-2025?

Secondo ISTAT solo il 40% degli edifici scolastici è accessibile agli alunni con disabilità motoria. Il valore sale al 44% al Nord e scende al 35% nel Mezzogiorno. La quota di scuole che hanno effettuato lavori anti-barriere nell'anno è del 12%.

Quali sono le regioni con più scuole accessibili?

La Valle d'Aosta è prima con il 64% di edifici a norma. Seguono Lombardia (47%), Emilia-Romagna (46%) e Toscana (44,5%). In coda Liguria (29%) e Campania (30%), distanti oltre trenta punti dalla regione più virtuosa.

Cosa prevede la normativa sulle barriere architettoniche nelle scuole?

La Legge 13/1989 e il DM 236/1989 fissano i requisiti tecnici per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, compresi quelli scolastici. Per gli istituti già esistenti l'adeguamento è progressivo e dipende dagli investimenti dell'ente proprietario, ossia Comune o Provincia secondo il grado.

Come si verifica l'accessibilità di una scuola?

Il dirigente, con il responsabile della sicurezza, controlla accessi, ascensori, bagni, rampe, parcheggi e dotazioni sensoriali e li confronta con il DM 236/1989. La famiglia può chiedere la documentazione e segnalare criticità al GLO durante la stesura del PEI.

La distanza fra una popolazione di alunni con disabilità raddoppiata in dieci anni e una mappa di accessibilità ferma al 40% non si chiude con un singolo intervento. La direzione indicata dal rapporto ISTAT è alzare la quota di scuole che adeguano l'edificio ogni anno, completare la specializzazione del personale di sostegno e mettere le disabilità sensoriali sullo stesso piano di quelle motorie nella pianificazione ordinaria. Senza un'accelerazione su tutti e tre i fronti, il divario fra Valle d'Aosta e Liguria continuerà a misurare anche la distanza fra diritti formalmente uguali e concretamente disuguali.

Pubblicato il: 5 giugno 2026 alle ore 07:02