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Passaporto digitale dei prodotti: il calendario UE a scaglioni

Le batterie partono il 18 febbraio 2027, il tessile 18 mesi dopo l'atto delegato: cosa prevede l'ESPR per settori e PMI italiane.

La prima scadenza vincolante del passaporto digitale UE arriva il 18 febbraio 2027 e riguarda solo le batterie. Per il tessile, i mobili e gli altri settori simbolo della manifattura italiana il calendario si estende fino al 2029, con un meccanismo a scaglioni che molte imprese non hanno ancora messo a fuoco.

Un regolamento già in vigore, ma con applicazione graduale

Il quadro di riferimento è il regolamento UE 2024/1781, noto come ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), entrato in vigore il 18 luglio 2024 e pienamente applicabile dal luglio 2026. Introduce il DPP (Digital Product Passport), una carta d'identità digitale che segue ogni bene lungo tutta la sua vita, dalla produzione allo smaltimento. Il registro europeo che ospiterà i passaporti diventa operativo il 19 luglio 2026.

La società italo-elvetica Tokenance ha presentato in questi giorni la piattaforma Dpp+Ai, basata su blockchain e intelligenza artificiale, per anticipare l'adeguamento. Il meccanismo è semplice: ogni prodotto riceve una versione digitale leggibile con un codice QR o avvicinando uno smartphone con chip NFC, e un assistente virtuale risponde alle domande dei consumatori in linguaggio naturale. Il caso dimostra che il mercato dei fornitori di soluzioni DPP sta prendendo forma prima ancora dei singoli obblighi settoriali.

Il calendario a scaglioni: date diverse per ogni settore

Il DPP non scatta per tutti nello stesso giorno. L'ESPR è una norma quadro e ogni settore riceve un proprio atto delegato della Commissione, con un periodo di transizione di almeno 18 mesi da quel momento. Il primo blocco di prodotti è stato definito dal piano di lavoro 2025-2030 adottato dall'esecutivo UE ad aprile 2025.

1. Ferro e acciaio: atto delegato previsto nel quarto trimestre 2026, obblighi operativi dalla seconda metà del 2028. 2. Batterie industriali, per veicoli elettrici e per mezzi di trasporto leggeri sopra i 2 kWh: scadenza fissa al 18 febbraio 2027, in base all'articolo 77 del regolamento UE 2023/1542. 3. Tessili, abbigliamento, pneumatici e alluminio: atti delegati attesi nel 2027, DPP in vigore tra fine 2028 e il 2029. 4. Mobili: atto delegato nel 2028, applicazione entro il 2030. 5. Materassi: atto delegato nel 2029, con applicazione nella prima metà del decennio successivo.

Per il tessile, cuore della manifattura italiana, lo spartiacque reale è dunque il 2029, non il 2027 che circola nei titoli. Lo stesso vale per il mobile e per i materassi, filiere in cui le piccole e medie imprese del Made in Italy pesano in modo significativo.

Cosa devono preparare produttori e importatori

Ogni passaporto deve contenere dati su materiali impiegati, impatto ambientale e indicazioni per lavaggio, riparazione o riciclo. L'onere ricade sul produttore o, se il bene arriva da Paesi extra UE, sull'importatore, che è responsabile di raccogliere i dati lungo tutta la catena di fornitura e di renderli accessibili tramite il codice QR o il chip NFC.

Il nodo per le piccole imprese è pratico: la tracciabilità richiede sistemi informativi capaci di dialogare con i fornitori, archivi digitali strutturati e procedure di verifica dei dati. L'IA applicata alla previsione meteo di lungo periodo mostra come l'automazione stia abbattendo i costi di gestione dei dati complessi, ma la sfida resta la standardizzazione del formato lungo tutta la filiera.

L'inquadramento europeo del DPP è coerente con altre scelte industriali di Bruxelles, dai fondi per il cargo spaziale europeo Nyx alle regole sulla progettazione sostenibile. Per i dettagli settoriali aggiornati, la fonte ufficiale resta la pagina della Commissione europea sul Digital Product Passport, che pubblica il calendario degli atti delegati e il collegamento al registro centrale.

Il margine di manovra non coincide con il 2027 generico, ma con la data del primo atto delegato di ciascuna filiera, a cui vanno sommati 18 mesi. Chi vende batterie ha poco più di quindici mesi davanti; chi produce abbigliamento ne ha ancora quasi quattro anni per preparare l'infrastruttura dati.

Pubblicato il: 22 ottobre 2026 alle ore 13:39