I ministri Anna Maria Bernini e Sebastian Gemkow, insieme alla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, hanno visitato il 3 novembre 2026 il sito minerario di Sos Enattos a Lula (Nuoro), candidato a ospitare l'Einstein Telescope. La visita consolida la proposta congiunta italo-tedesca per il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali, basata su una configurazione a doppia L con due interferometri, uno in Sardegna e uno nella Lusazia sassone.
I numeri della candidatura italo-sassone
L'Italia mette sul tavolo 1,3 miliardi di euro di fondi statali per la realizzazione dell'infrastruttura, cui si aggiungono i 350 milioni stanziati dalla Regione Sardegna. La proposta congiunta con lo Stato libero di Sassonia prevede la costruzione di due interferometri a forma di L, uno nella miniera di Sos Enattos e uno nella regione della Lusazia, al posto della configurazione triangolare originariamente prevista. A sostegno della soluzione gioca il Geometry Comparison Report, lo studio condotto da oltre 200 esperti che confronta le opzioni tecniche per Einstein Telescope. Il rapporto indica i vantaggi della doppia L rispetto al triangolo, in termini di opportunità scientifiche, costi della strumentazione e gestione del progetto. La collaborazione tra Sardegna e Sassonia è stata formalizzata in gennaio a Roma con una dichiarazione d'intenti firmata da Todde e Gemkow, poi tradotta nell'accordo scientifico siglato il 17 luglio a Nuoro dai principali enti di ricerca italiani e tedeschi coinvolti. Il silenzio sismico del sottosuolo sardo e di quello sassone è il requisito tecnico alla base della scelta dei due siti, come ricordato dai presidenti di INAF e INGV.
Verso il verdetto ESFRI del 2027
La visita a Sos Enattos cade a poche settimane dalla pubblicazione del bid book europeo, attesa per la fine del 2026, e precede di pochi mesi la decisione finale del Comitato dei rappresentanti governativi di Einstein Telescope. L'inserimento del progetto nella roadmap ESFRI risale al 2021 e il verdetto sulla sede definitiva è atteso nella prima metà del 2027. Lo scenario a doppia L avvicina la posizione italiana e quella olandese: Amsterdam ha già aperto a una soluzione condivisa a livello europeo, dopo aver puntato inizialmente sul sito del Limburgo. All'incontro di Sos Enattos hanno partecipato anche i presidenti dell'Istituto nazionale di fisica nucleare Antonio Zoccoli, dell'Istituto nazionale di astrofisica Roberto Ragazzoni e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Fabio Florindo, insieme al sindaco di Lula Mario Calia e all'ex direttore della miniera Gianluca Loddo.
Il prossimo passaggio formale della candidatura è la pubblicazione del bid book europeo, che condenserà per ESFRI costi, tempi e caratteristiche scientifiche della proposta doppia L. Dal documento dipende l'istruttoria decisiva per la scelta del sito, attesa nel primo semestre del 2027, e con essa l'avvio della fase costruttiva del rivelatore di terza generazione, con bracci interferometrici da dieci chilometri scavati nel sottosuolo.