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Giornata dei fondali oceanici profondi: le iniziative in Italia

Il 1° novembre la Giornata ISA sui fondali oceanici. L'Italia partecipa con MiningImpact3, DEEP-FUN, EMSO ed ECORD, più la scuola CNR a Bologna 2027.

Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha ricordato il 30 ottobre la Giornata Internazionale dei Fondali Oceanici Profondi, che ricorre il 1° novembre ed è stata istituita dall'Autorità Internazionale dei Fondali Marini (ISA) per promuovere la conoscenza e la tutela degli ecosistemi che si estendono oltre le giurisdizioni nazionali. Ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, le risorse di questi ambienti sono patrimonio comune dell'umanità. L'Italia partecipa alla ricerca internazionale con quattro iniziative principali e con una scuola di formazione dedicata ai giovani ricercatori, tutte sostenute dal MUR.

I progetti italiani sulla ricerca abissale

Il progetto MiningImpact3, sostenuto nell'ambito dell'azione congiunta Ecological Aspects of Deep-Sea Mining di JPI Oceans, riunisce ricercatori europei per studiare gli impatti a lungo termine delle attività estrattive e per fornire basi scientifiche ai processi decisionali internazionali sul deep-sea mining. L'Italia partecipa con l'Università Politecnica delle Marche, che coordina anche il progetto DEEP-FUN (Deep-sea Microbial-Fungal Interactions and their role in global ecosystem functioning), finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza del MUR. DEEP-FUN analizza la biodiversità degli ecosistemi profondi e il ruolo delle comunità microbiche nei cicli globali del carbonio e dei nutrienti, con una campagna transoceanica a bordo della nave Laura Bassi dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS): i campionamenti sono previsti fino a 4.000-5.000 metri di profondità in Mediterraneo, Atlantico e Pacifico.

Le infrastrutture europee e la scuola CNR a Bologna 2027

Sul fronte delle infrastrutture, lo European Multidisciplinary Seafloor and Water Column Observatory (EMSO) è un consorzio pan-europeo ospitato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dedicato all'esplorazione degli oceani e dei mari che circondano l'Europa. Lo European Consortium for Ocean Research Drilling (ECORD), coordinato dal CNR grazie al Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca, assicura la partecipazione italiana all'International Ocean Discovery Program (IODP³), tra le principali iniziative mondiali di perforazione scientifica del sottosuolo oceanico. Sul fronte della formazione, l'Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del CNR organizza la seconda edizione della Deep-Sea Frontiers School, in programma a Bologna dal 15 al 19 febbraio 2027 e rivolta ai giovani ricercatori interessati ai processi che modellano il fondale oceanico, alle risorse marine, ai rischi naturali e agli habitat abissali.

Secondo la nota del MUR, la partecipazione a programmi internazionali, il sostegno a progetti e infrastrutture di eccellenza e la promozione della formazione avanzata sono gli strumenti con cui l'Italia contribuisce a far luce su uno degli ambienti meno conosciuti del Pianeta. La fonte ufficiale colloca questa rete di attività nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare e la ricollega alle grandi frontiere ancora inesplorate dell'ambiente marino. L'orientamento della ricerca nazionale copre tre direzioni concrete: deep-sea mining, tutela degli ecosistemi abissali e cooperazione europea per i prossimi anni.

Pubblicato il: 30 ottobre 2026 alle ore 14:41