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I ricercatori italiani possono pubblicare su Open Research Europe

Il MUR apre ai ricercatori italiani la piattaforma Open Research Europe: pubblicazione in accesso aperto, peer review e nessun costo per gli autori.

I ricercatori affiliati a istituzioni italiane o finanziati da enti pubblici italiani che sostengono la ricerca possono pubblicare i loro lavori su Open Research Europe (ORE), la piattaforma di pubblicazione scientifica ad accesso aperto istituita dalla Commissione europea nel 2021. Lo ha annunciato il Ministero dell'Università e della Ricerca con un comunicato del 2 novembre 2026, che rende operativa l'adesione del MUR al consorzio editoriale, formalizzata nel marzo scorso. La pubblicazione avviene in modalità peer review, resta libera per i lettori e non prevede costi a carico degli autori.

Che cosa cambia per chi fa ricerca in Italia

Fino ad oggi ORE accettava contributi esclusivamente dai beneficiari dei programmi quadro di ricerca dell'Unione europea, Horizon in primo luogo. Con l'ingresso del MUR nel consorzio, composto da 17 organizzazioni di 11 Paesi europei che finanziano e svolgono attività di ricerca, la piattaforma si apre alla comunità scientifica italiana nel suo complesso, indipendentemente dalla fonte di finanziamento del singolo progetto. Secondo quanto comunicato dal Ministero, possono accedere al servizio sia i ricercatori che lavorano in atenei, enti pubblici di ricerca e IRCCS con sede in Italia, sia quelli che pubblicano risultati di studi sostenuti da un'istituzione italiana che finanzia la ricerca. Sono ammesse diverse tipologie di contributi: articoli di ricerca, metodi, protocolli di studio e revisioni della letteratura. Trovano spazio anche le evidenze negative e gli studi di conferma, categorie che faticano a essere accolte dalle riviste commerciali tradizionali e che il consorzio considera parte integrante del ciclo della ricerca scientifica.

Governance, finanziamento e appuntamenti

La piattaforma è gestita operativamente dal CERN, sotto la direzione strategica delle istituzioni finanziatrici. Per il periodo 2026-2030 il consorzio ha previsto un investimento complessivo superiore a 16 milioni di euro, cofinanziato per il 60 per cento dalla Commissione europea e per il 40 per cento dalle organizzazioni aderenti, tra cui il MUR. L'avvio è accompagnato da un webinar di presentazione in programma a dicembre 2026, con registrazioni aperte sul sito del CERN. I criteri di ammissibilità per gli autori italiani e la procedura di sottomissione sono consultabili sul portale della piattaforma, dove è disponibile anche una pagina dedicata al controllo dei requisiti di eleggibilità.

L'ingresso dell'Italia nel consorzio ORE offre ai ricercatori un canale alternativo ai modelli di pubblicazione con article processing charge a carico dell'autore, oggi diffusi tra gli editori commerciali e spesso onerosi per i gruppi di ricerca meno capienti. Il modello scelto da Bruxelles affida la gestione a un'infrastruttura pubblica europea senza scopo di lucro, con l'obiettivo dichiarato di sostenere la Scienza Aperta e di consolidare un'editoria scientifica indipendente dai grandi gruppi internazionali. Il Ministero descrive ORE come una delle infrastrutture strategiche della conoscenza funzionali alla sovranità tecnologica europea e alla capacità di tradurre la ricerca di eccellenza in valore per la società. La nota ufficiale del MUR rimanda al comunicato del marzo scorso per il quadro completo dell'adesione italiana e per i riferimenti al nuovo modello di governance avviato nel 2026.

Pubblicato il: 2 novembre 2026 alle ore 19:00