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Programma nazionale Talenti per la Ricerca: 731 post-doc dal 2029

Il DDL Bilancio istituisce Talenti per la Ricerca: 15 milioni annui dal 2029 per 731 post-doc riservati ai dottorandi del terzo anno.

Il disegno di legge di Bilancio istituisce il programma nazionale Talenti per la Ricerca, finanziato con 15 milioni di euro all'anno a decorrere dal 2029 e destinato ai dottorandi iscritti al terzo anno che si siano distinti per i risultati ottenuti durante il percorso. La misura è prevista dall'articolo 107 del DDL su proposta della ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Secondo la relazione tecnica, le risorse stanziate possono coprire fino a 731 incarichi post-doc all'anno, nell'ipotesi in cui l'intero stanziamento sia destinato a questa finalità. Il testo della manovra non prevede altri interventi sul rientro dei cervelli e concentra le risorse sui giovani ricercatori ancora inseriti nel sistema universitario italiano, in continuità con l'impostazione delle ultime leggi di Bilancio sul capitolo dell'alta formazione.

Due percorsi alternativi per i post-doc

Il programma offre ai selezionati due possibilità alternative. La prima è un incarico annuale presso un'università o un ente pubblico di ricerca italiano, con l'obiettivo di sviluppare un progetto scientifico collegato al percorso di dottorato appena concluso. La seconda è un periodo di ricerca all'estero fino a dodici mesi, da svolgere presso un'istituzione di elevata qualificazione scientifica, sulla base di un progetto approvato preventivamente dall'ente ospitante.

La scelta tra percorso italiano e periodo di mobilità internazionale è lasciata al candidato in sede di presentazione del progetto. Non è prevista una quota minima o massima di incarichi riservati all'una o all'altra opzione: la distribuzione dipenderà dalle candidature ricevute e dall'esito della valutazione comparativa, senza riserve territoriali o per area disciplinare dichiarate nel testo del DDL. Il programma non modifica le regole esistenti sulle borse di dottorato ancora in corso.

Cofinanziamento 50-50 e procedura nazionale

Per gli incarichi svolti in Italia il finanziamento è coperto al cinquanta per cento dallo Stato e per il restante cinquanta per cento dall'ateneo o dall'ente di ricerca che ospita il post-doc. Il meccanismo di compartecipazione sposta parte dell'onere sugli enti ospitanti e incide sul numero effettivo di incarichi attivabili rispetto al tetto teorico dei 731 indicato nella relazione tecnica. Per i periodi di ricerca all'estero resta invece il finanziamento integrale a carico dello Stato.

La selezione dei candidati avviene attraverso una procedura nazionale di valutazione comparativa, aperta a tutti i dottorandi del terzo anno che rispondono ai requisiti. Criteri specifici, soglie di accesso e modalità operative saranno definiti da un decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca. La decorrenza dal 2029 colloca il primo bando a tre anni dall'entrata in vigore della legge di Bilancio, un intervallo che il MUR dovrà usare per adottare il decreto attuativo e per predisporre la piattaforma della selezione.

I dottorandi interessati potranno candidarsi solo dopo la pubblicazione del decreto attuativo previsto dall'articolo 107 del DDL. Nei prossimi mesi il confronto tra atenei, enti di ricerca e sindacati del comparto universitario si concentrerà sui criteri di accesso e sull'equilibrio tra percorsi italiani e di mobilità internazionale.

Pubblicato il: 31 ottobre 2026 alle ore 15:53