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WhatsApp saluta Android Lollipop: il cutoff meno doloroso di sempre

L'app taglia Android 5.0 e 5.1 dall'8 settembre 2026: secondo Google solo lo 0,4% dei device Android è coinvolto. Ecco il pattern dei cutoff.

Dall'8 settembre 2026 WhatsApp smetterà di funzionare su smartphone con Android 5.0 o Android 5.1 Lollipop: il requisito minimo dell'app di messaggistica passa ad Android 6.0 Marshmallow, uscito nell'ottobre 2015. La modifica riguarda sia il client Messenger sia WhatsApp Business, che condividono la stessa base di codice e gli stessi requisiti di sistema.

Quanti device sono davvero coinvolti

Secondo la Platform Distribution di Google aggiornata al 1° dicembre 2025, Android 5.0 gira sullo 0,1% dei device attivi nel mondo e Android 5.1 sullo 0,3%. Sommando le due varianti di Lollipop la quota globale colpita dal cutoff si ferma allo 0,4%: è la fetta più piccola mai tagliata da WhatsApp in un intervento di questo tipo. Per confronto, il precedente giro del 24 ottobre 2023 riguardava una quota complessiva stimata intorno all'1% dell'utenza Android tra Jelly Bean e KitKat.

Il pattern degli ultimi cinque anni è chiaro. A novembre 2021 il minimo salì da Ice Cream Sandwich a Jelly Bean; il 24 ottobre 2023 Jelly Bean e KitKat vennero abbandonati, portando il floor a Lollipop. Il taglio dell'8 settembre 2026 arriva 34 mesi dopo il precedente e conferma la cadenza di 18-24 mesi con cui il servizio di Meta abbandona le versioni Android più vecchie. Il prossimo salto atteso sarà verso Android 7 Nougat, presumibilmente entro il 2028.

Quali telefoni si spengono e cosa fare

Tra i modelli ancora in circolazione con Android 5.0 Lollipop ci sono Samsung Galaxy Ace 4, diversi Sony Xperia della metà degli anni Dieci, i vecchi LG Optimus e alcuni Motorola Moto G di seconda generazione. Sui dispositivi interessati l'app smetterà di ricevere aggiornamenti dallo store e nei giorni successivi all'8 settembre rifiuterà l'accesso all'account. Nella maggior parte dei casi non è possibile aggiornare ufficialmente lo smartphone ad Android 6 o superiore: l'unica strada tecnica è installare una ROM personalizzata, operazione complessa che richiede sblocco del bootloader e non è adatta all'utente medio.

La scelta obbligata per restare sulla piattaforma è sostituire il telefono: uno smartphone Android base compatibile costa oggi poche decine di euro nella fascia entry-level. In alternativa il vecchio device resta usabile per telefonate, SMS e navigazione locale, rinunciando alla messaggistica di Meta. Il quadro delle piattaforme social e messaging è comunque in movimento: dal 1° settembre 2026 la Francia ha introdotto il divieto d'uso dei social per gli under 15, una misura che tocca circa un milione di adolescenti.

Prima di preoccuparsi conviene verificare la versione dell'OS dal menu Impostazioni > Info sul telefono > Versione Android: se il numero mostrato inizia con 6 o superiore, il cutoff dell'8 settembre non tocca il dispositivo. La stessa data segna anche la pubblicazione dei risultati di PISA 2025, per una coincidenza di calendario che concentra due appuntamenti mediatici distinti.

Pubblicato il: 5 settembre 2026 alle ore 09:27