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Perché il Marco Polo è l'unico silent airport italiano

Il Marco Polo elimina le chiamate vocali da dieci anni: 87mila voli e 11,8 milioni di passeggeri senza annunci al gate. Come funziona il modello.

All'aeroporto Marco Polo di Venezia si può attendere il volo senza sentire un solo annuncio dagli altoparlanti. Da circa dieci anni la società Save ha adottato una policy di silenzio operativo: niente chiamate nominali, niente comunicazioni di gate diffuse in tutto lo scalo.

Come funziona il modello Marco Polo

Save, il gestore del Polo Aeroportuale del Nord-Est, motiva la scelta con due obiettivi dichiarati: ridurre l'inquinamento acustico interno e abbassare il livello di stress dei passeggeri. Gli annunci restano attivi solo in prossimità del gate d'imbarco o quando mancano viaggiatori a bordo per completare un volo. Le informazioni su partenze, ritardi e cambi di gate passano invece dai tabelloni digitali e dalle app delle compagnie aeree, mentre il passeggero deve controllare autonomamente il proprio volo con l'assistenza del personale disponibile su richiesta.

La policy viene aggiornata ogni anno insieme alle associazioni dei non vedenti e degli ipovedenti, che secondo Save non hanno finora presentato segnalazioni. L'idea arriva dagli scali del Nord Europa: Amsterdam Schiphol, Helsinki-Vantaa e Bristol sono stati i primi silent airport al mondo, seguiti in Italia solo dal Marco Polo, che oggi gestisce 87.597 movimenti e 11,85 milioni di passeggeri all'anno secondo i dati Assaeroporti 2025 sul traffico aeroportuale italiano, nei giorni della 83esima Mostra del Cinema.

L'anomalia italiana: 100 milioni di passeggeri fuori dal modello silent airport

Marco Polo resta un caso isolato nel Paese. Gli altri quattro grandi hub, Fiumicino con 50,8 milioni di passeggeri nel 2025, Malpensa con 28,5 milioni, Bergamo con oltre 17 milioni e Linate, continuano a utilizzare le chiamate vocali diffuse in modo tradizionale. Insieme fanno circa 100 milioni di viaggiatori all'anno, quasi la metà dei 229 milioni transitati dai 40 scali italiani nel 2025.

Il tema non è cosmetico. Uno studio EASA sui 50 principali aeroporti europei stima che, con i dati END 2022, circa 649.000 persone soffrano di forte disturbo per il rumore aereo e 127.000 abbiano disturbi del sonno significativi. Gli annunci dagli altoparlanti non incidono sul rumore all'esterno degli scali, ma i livelli sonori nei terminal restano rilevanti: la letteratura acustica misura in genere fra 55 e 70 decibel(A) nelle aree di attesa, con picchi vicini ai 70 dB nelle ore di punta.

Le linee guida OMS Europa raccomandano per il rumore aereo un'esposizione di lungo periodo non superiore a 45 dB Lden e 40 dB Lnight, contro i 55 e 50 dB oggi previsti dalla direttiva UE. La scelta di Save di eliminare le chiamate non abbatte il rumore complessivo dello scalo, ma riduce lo sforzo cognitivo del passeggero e libera lo spazio sonoro dai messaggi ripetuti.

Cosa cambia per chi vola e per gli altri scali

Per chi parte da Venezia la conseguenza pratica è che nessuno chiamerà il proprio nome all'altoparlante. Chi non consulta il tabellone o l'app della compagnia rischia di perdere l'imbarco. Per compensare, Save mantiene disponibile il personale di terra e una mappa digitale dell'aeroporto accessibile dai dispositivi.

Per gli hub tradizionali il modello resta replicabile senza modifiche strutturali, perché la scelta è di policy e non di infrastruttura. Il Nord Europa lo dimostra da anni, e Helsinki ha registrato un aumento della soddisfazione dei passeggeri sulle aree di attesa dopo l'introduzione del silenzio operativo. La cornice normativa italiana sul rumore aereo e le emissioni acustiche degli aeroporti descritta da ENAC riguarda però l'impatto esterno, non l'ambiente sonoro dei terminal, che resta a discrezione del gestore.

Nei prossimi mesi Fiumicino punta a superare la soglia dei 55 milioni di passeggeri e sta lavorando sui percorsi in terminal. Se il silenzio operativo di Venezia diventerà un benchmark o resterà un'eccezione dipenderà da quale delle due voci, quella dello speaker o quella del passeggero, il gestore sceglierà di privilegiare.

Pubblicato il: 2 settembre 2026 alle ore 09:38