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Tamaro contro i 'genitori spazzaneve': cosa dicono i numeri della scuola

Susanna Tamaro accusa i genitori iperprotettivi. I dati ISTAT: alunni con disabilità certificata quasi raddoppiati in dieci anni, 377mila nel 2024/25.

Susanna Tamaro accusa i genitori 'spazzaneve' di crescere figli incapaci di affrontare la vita. I dati ISTAT confermano un lato della sua tesi: nelle scuole italiane gli alunni con disabilità certificata sono quasi raddoppiati in dieci anni, dal 2,6% al 4,8% degli iscritti.

L'affondo di Tamaro sui genitori iperprotettivi

Intervistata da La Verità, la scrittrice parla di un 'capovolgimento antropologico' del sistema educativo: 'Gli adulti pendono dalle labbra del bambino' e la vita viene 'considerata una malattia di cui liberarsi'. Le immagini sono dirette: le 'mamme spazzaneve' e i 'genitori elicotteri' crescono 'giovani deboli che crollano alla prima difficoltà'.

Tamaro collega questa fragilità a un dato che tocca da vicino la scuola: il 'boom di certificazioni scolastiche che servono solo per tranquillizzare tutti'. L'autorità familiare e scolastica, dice, è stata smontata insieme all'idea che il male faccia parte dell'animo umano. Prima dei corsi di affettività a scuola, propone, servirebbero 'ai genitori, i primi ad aver bisogno di un indirizzo', coinvolgendo anche la Chiesa in questa missione educativa.

I numeri che l'intervista non cita: 377mila alunni con disabilità

La fotografia statistica racconta un fenomeno misurabile. Nell'anno scolastico 2024/25 gli alunni con disabilità certificata nelle scuole italiane sono 377mila, pari al 4,8% degli iscritti, con un aumento del 5% sull'anno precedente (Report ISTAT sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità 2024/25). La quota è quasi raddoppiata in dieci anni: era al 2,6% nel 2014/15, oggi tocca il picco del 6% nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado.

Il quadro è analogo per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Secondo il focus del Ministero dell'Istruzione, nel 2022/23 gli studenti con certificazione DSA erano 354.569, pari al 6,0% della popolazione scolastica, contro il 5,7% dell'anno precedente (Focus MIM sugli alunni con DSA 2022/23). Nelle secondarie di secondo grado la quota sale al 6,7%, nel Nord-Ovest arriva al 7,9%. Rispetto all'inizio del decennio precedente, quando le certificazioni DSA erano sotto l'1%, l'aumento è di sette volte.

ISTAT indica tre fattori concomitanti: maggiore attenzione nel diagnosticare, aumento della domanda delle famiglie, crescente sensibilità del sistema di istruzione ordinaria verso l'inclusione. Nessuno pesa in modo definitivo da solo, ma il risultato è che una generazione cresce dentro un perimetro di tutela formale che quindici anni fa non esisteva. La diagnosi può essere una protezione legittima e necessaria, ma può anche diventare la tranquillizzazione collettiva di cui parla Tamaro, soprattutto se arriva come risposta al primo scivolone scolastico anziché a un bisogno clinico documentato.

Cosa cambia davvero nelle classi italiane

L'altra faccia del dato è il carico sul sistema. Nel 2024/25 i docenti per il sostegno sono aumentati del 6% e gli assistenti all'autonomia del 7%, ma all'avvio dell'anno il 22% degli insegnanti di sostegno non era stato nominato e dopo un mese il 10% dei posti risultava ancora vacante. Il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente: la continuità educativa resta un'eccezione. In cinque anni la quota di docenti specializzati è salita dal 63% al 78%, ma restano 57mila insegnanti senza formazione specifica che gestiscono i casi più delicati.

Il dibattito sulla fragilità giovanile intercetta un contesto politico mobilitato. Papa Leone XIV ha richiamato il tema davanti ai sessantamila fedeli del Meeting di Rimini, dove ha incontrato molti giovani e giovanissimi, mentre al Senato il decreto scuola affronta cinque sedute di audizioni in quattro giorni e la VII Commissione Cultura ha in votazione a ottobre tre dossier sulla scuola. La domanda di indirizzo educativo, insomma, è tutt'altro che chiusa, anche se nessuno dei provvedimenti in discussione mette mano al perimetro della certificazione.

Il nodo che Tamaro mette sul tavolo non è se le certificazioni siano giuste, ma a quale progetto educativo rispondano. Finché la risposta resterà delegata al sostegno fuori dall'orario curricolare, il raddoppio dei numeri sarà una variabile organizzativa, non pedagogica.

Pubblicato il: 11 ottobre 2026 alle ore 15:33