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Gatwick affida il parcheggio ai robot: cosa serve per portarli in Italia

Il servizio Stanley Robotics a Gatwick gestisce il 95% delle auto. In Italia le imprese cercano 20mila tecnici ITS all'anno e ne trovano un quarto.

All'aeroporto di Londra Gatwick il parcheggio delle auto è gestito da robot dall'estate 2026. Il servizio, sviluppato dalla francese Stanley Robotics, è il primo del suo genere nel Regno Unito e opera in uno scalo che nel 2024 ha registrato 43,2 milioni di passeggeri.

L'automobilista arriva in un'area dedicata del South Terminal, chiude a chiave la vettura e cammina fino al check-in con le chiavi in tasca. Un robot solleva l'auto dalle ruote e la trasporta in un'area sorvegliata 24 ore su 24, dotata di riconoscimento automatico delle targhe (ANPR) e perimetro illuminato. Il sistema è compatibile con circa il 95% dei modelli in circolazione.

Otto garage vicini al terminal e prenotazione via app

Le installazioni sono otto garage costruiti vicino al South Terminal. L'utente inserisce nell'app i dati del volo di ritorno: al rientro trova l'auto già in cabina, pronta a partire. Nessun addetto entra nella vettura, con una riduzione teorica del rischio di danni e furti.

Stanley Robotics aveva già installato una versione del servizio all'aeroporto di Lione-Saint-Exupéry nel 2015. Quella di Gatwick è la seconda esperienza europea in scala aeroportuale e la prima al di fuori dei Paesi dell'Unione.

In Italia i tecnici della robotica di servizio scarseggiano

Sistemi come questo appartengono alla robotica di servizio, categoria distinta dai robot industriali fissi: operano in ambienti dinamici, si muovono su superfici condivise e richiedono tecnici capaci di manutenere sensori, software di guida autonoma e infrastruttura elettrica di ricarica.

Il canale principale di formazione tecnica post-diploma in Italia è la rete degli ITS Academy. I dati aggiornati al 1° febbraio 2026 nella sezione Numeri ITS Academy - Indire contano 149 istituti operativi, 40.854 iscritti ai percorsi attivi e un tasso di occupazione dell'84% a dodici mesi dal diploma. Il collo di bottiglia è però a monte della filiera: le imprese chiedono circa 20mila diplomati ITS ogni anno e ne trovano circa 5mila. Il gap si concentra proprio sulle aree di meccatronica, automazione e sistemi cyber-fisici, dove servono profili in grado di leggere codice, tarare telecamere e sensori LIDAR, gestire la manutenzione predittiva e intervenire in sicurezza sui mezzi a guida autonoma.

Il quadro non riguarda solo l'aviazione. La stessa carenza pesa sulla logistica automatizzata, sulla sanità robotica e sulle sperimentazioni scientifiche in ambienti estremi come la Climate Change Tower italiana alle Svalbard, dove gli strumenti autonomi lavorano dove le persone non possono restare a lungo.

Il nuovo Regolamento macchine UE dal 2027

Dal 20 gennaio 2027 diventa applicabile il Regolamento (UE) 2023/1230 sui requisiti di sicurezza delle macchine, che sostituisce la direttiva del 2006. Il testo include esplicitamente la robotica di servizio e richiede la valutazione dei rischi legati alla coesistenza fra robot collaborativi (cobot) e veicoli a guida autonoma (AGV): la categoria in cui rientra il sistema di Gatwick.

Per un operatore aeroportuale italiano significa che qualunque installazione simile pianificata dopo gennaio 2027 dovrà rispettare i nuovi criteri: analisi del rischio documentata, tracciabilità del software, aggiornamenti di sicurezza verificabili e una figura interna che ne sorvegli il ciclo di vita. Le certificazioni pesano sia sul costruttore sia sull'operatore che gestisce il servizio.

Il dibattito europeo su come regolare i sistemi autonomi non si ferma qui: dalla governance dei robot umanoidi in ambito difesa alle tutele digitali dei minori nell'EU Kids Act, Bruxelles sta scrivendo un'infrastruttura normativa che entra progressivamente in ogni settore in cui il software gestisce interazioni fisiche.

Il caso Gatwick non è un esperimento futuristico ma un servizio commerciale operativo su uno degli scali più grandi d'Europa. La domanda per l'Italia è quali aeroporti nazionali seguiranno, e su quale bacino di tecnici formati potranno contare quando lo faranno.

Pubblicato il: 15 settembre 2026 alle ore 18:19