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Difesa automatizzata UE: cosa cambia per università e PA italiane

La Commissione europea punta sull'IA per rispondere ai cyberattacchi: cosa prevede il piano DG DIGIT con 346 incidenti già in Italia nel 2025.

La Commissione europea sta preparando un piano per usare l'intelligenza artificiale nella risposta ai cyberattacchi più pericolosi contro le proprie infrastrutture. Il documento interno della DG DIGIT, rivelato da POLITICO, arriva mentre l'Italia nel primo semestre 2025 ha registrato 1.549 eventi cyber (+53% rispetto al 2024) e 346 incidenti con impatto confermato (+98%), con università tra i settori più colpiti.

Il piano DG DIGIT, velocità sopra tutto

La direzione informatica dell'esecutivo UE individua nella rapidità di contenimento la priorità operativa. Rilevare un attacco, scrivono i responsabili della sicurezza, non basta se le misure di contenimento non arrivano abbastanza in fretta. L'idea è attivare misure di protezione automatizzate in determinati scenari ad alto rischio, con due paletti espliciti: esclusione dell'automazione incontrollata e supervisione umana obbligatoria.

I casi specifici che potranno innescare la risposta automatica sono oscurati nella versione pubblica del documento, insieme al perimetro operativo. La divisione informatica della Commissione ha chiesto l'approvazione interna per procedere, ma non è noto se l'iter sia stato completato o se parte delle misure sia già attiva.

La mossa si inserisce nel piano d'azione UE su cybersicurezza e IA presentato il 7 luglio 2026, articolato su tre pilastri: accesso sicuro all'IA avanzata, patching industriale accelerato, soluzioni sovrane europee. Entro fine 2026 ENISA e Commissione pubblicheranno un European Blueprint con le modalità di accesso controllato per PA e infrastrutture critiche. Il perimetro è coerente con la strategia europea di sovranità industriale ed energetica che punta a ridurre la dipendenza tecnologica da fornitori extra-UE.

L'Italia nel mirino: università tra i bersagli principali

Il contesto nazionale rende il piano europeo tutt'altro che astratto. Secondo l'Operational Summary ACN del primo semestre 2025, gli incidenti con impatto confermato sono quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2024. I settori più colpiti sono pubblica amministrazione locale e centrale, telecomunicazioni, università, sanità ed energia.

I numeri disaggregati parlano chiaro: 598 attacchi DDoS nel semestre (+77%), 186 episodi di esposizione dati (+104%), 91 ransomware in linea con l'anno precedente. Un caso simbolo per il mondo accademico resta l'attacco ransomware contro l'Università Roma Tre a maggio 2025, rivendicato dal gruppo INC, con settimane di disservizi sui servizi essenziali agli studenti.

A livello europeo l'ENISA conferma la fotografia: la pubblica amministrazione è il settore più colpito con il 38,2% degli incidenti registrati tra luglio 2024 e giugno 2025, e l'Italia è tra i primi cinque Paesi UE per rivendicazioni ransomware, con l'11,33% del totale.

Cosa cambia per scuole, atenei e personale

Gli atenei italiani gestiscono fascicoli studenti, dati sanitari, risultati di ricerca sensibili e brevetti. Un attacco riuscito blocca esami, iscrizioni e stipendi del personale, come visto a Roma Tre dove i disservizi sono durati settimane.

L'AI Act è operativo in Italia con il D.Lgs. 179/2026, che affida all'ACN i poteri di vigilanza. L'articolo 15 del regolamento impone ai sistemi IA ad alto rischio un livello adeguato di cybersicurezza, con la possibilità di controlli in loco senza preavviso durante le prove in condizioni reali.

Per dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo il messaggio è operativo: formazione sulle minacce (il phishing resta il vettore dominante secondo ENISA), aggiornamento tempestivo dei sistemi, procedure di risposta documentate. Le competenze digitali del personale diventano una barriera di sicurezza, non un adempimento burocratico.

Nelle agende parlamentari però il tema cyber resta marginale: la VII Commissione Cultura della Camera a inizio ottobre ha discusso accesso a medicina e salute nelle scuole, mentre al Senato il focus è sul decreto scuola e sul ddl cinema. La difesa digitale resta un dossier tecnico affidato alle agenzie, non al dibattito pubblico.

La prossima scadenza concreta per il mondo della scuola e dell'università è il European Blueprint, atteso entro fine 2026, che definirà le modalità comuni per accedere alle capacità IA avanzate di difesa anche per gli enti pubblici italiani.

Pubblicato il: 20 ottobre 2026 alle ore 14:54