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L'allarme di Mattarella: 1,2 milioni di NEET e laureati in fuga

Mattarella chiede strategie: in Italia lavora il 47,6% dei 20-29enni (UE 65,6%), 1,2 milioni di NEET, oltre 20mila laureati emigrati nel 2024.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 21 ottobre al Quirinale, ha chiesto strategie adeguate per affrontare il malessere e il senso di insicurezza che i giovani italiani avvertono per il futuro. Il monito è arrivato alla cerimonia di consegna delle insegne ai Cavalieri del Lavoro. I numeri che pesano dietro quelle parole spiegano l'urgenza: l'Italia è ultima nell'Unione europea per quota di 20-29enni occupati.

Il discorso al Quirinale ai Cavalieri del Lavoro

Nel suo intervento integrale al Quirinale, Mattarella ha parlato del «timore di asservimento o di emarginazione» avvertito dai ragazzi e ha chiesto «uno sguardo di ampia visione» che accompagni le scelte congiunturali. Il Capo dello Stato ha definito «un grave peso» il bilancio negativo delle migrazioni giovanili: «Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di realizzarsi».

Il Presidente ha ricordato che diritto al lavoro e diritto alla scuola «si realizzano necessariamente insieme», un passaggio già centrale nel suo recente discorso ai giovani Alfieri del Lavoro. Ha definito la questione giovanile «una priorità» per istituzioni e forze sociali e ha sottolineato che «l'inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo». Nel discorso c'è anche un passaggio sulle «inaccettabili pretese» dei magnati dell'intelligenza artificiale, tema su cui il Quirinale è tornato più volte parlando anche di intelligenza artificiale a scuola.

I numeri che pesano dietro le parole

Secondo i dati Eurostat del 2025, in Italia lavora solo il 47,6% dei giovani tra 20 e 29 anni, contro una media europea del 65,6%. Siamo ultimi fra i 27 Paesi dell'Unione: la Germania è al 77%, la Francia al 67,1%, la Spagna al 58,2%. Il distacco con il motore tedesco supera i trenta punti percentuali e pesa in modo diretto sul reddito d'ingresso dei neolaureati e dei diplomati italiani.

I NEET, cioè i ragazzi di 15-29 anni che non studiano e non lavorano, erano il 15,2% nel 2024, oltre 1,2 milioni di persone, in forte calo dal 23,2% del 2018 ma ancora sopra la media UE dell'11% (Istat, rapporto Bes 2025 sull'istruzione). Il dato aggregato nasconde un divario territoriale netto: 10,7% al Centro-Nord contro 23,3% al Sud, con picchi del 35,4% a Catania e del 32,4% a Palermo. In alcuni quartieri delle grandi città del Mezzogiorno, in pratica, più di un ragazzo su tre non è né a scuola né al lavoro.

L'età media con cui si lascia la casa dei genitori è di 30,2 anni, quasi quattro oltre la media europea. Pochi lavori, redditi d'ingresso bassi, difficoltà a costruire autonomia economica: è il quadro statistico che Mattarella ha riassunto parlando di «insicurezza per il futuro».

I laureati che se ne vanno: 150mila dal Sud in sei anni

L'altra faccia del malessere è il drenaggio di laureati verso l'estero e verso il Nord. Nel 2024 l'Istat ha registrato 20.711 italiani fra 25 e 34 anni con laurea trasferiti all'estero, pari a circa l'1,1% dei coetanei con titolo terziario residenti in Italia all'inizio del 2025. Tra il 2019 e il 2025 le regioni del Sud hanno perso 150mila giovani laureati: 122mila trasferiti al Centro-Nord e 28mila fuori dai confini nazionali.

Il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 della Fondazione Migrantes certifica che giovani e giovani adulti rappresentano il 72,2% delle 123.376 iscrizioni Aire per espatrio registrate nel 2024, in aumento del 38% sull'anno prima. Mattarella ha indicato la rotta: costruire «condizioni per rendere attraente il ritorno». Un richiamo che si lega al filo delle sue riflessioni recenti ad Assisi sulla pace e sul futuro delle nuove generazioni.

La prossima legge di bilancio è il banco di prova. Tre indicatori diranno se le «strategie adeguate» chieste dal Quirinale si trasformano in politiche concrete: la quota di 20-29enni occupati, il divario Sud-Nord dei NEET e il saldo migratorio dei laureati italiani.

Pubblicato il: 22 ottobre 2026 alle ore 14:41