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Il Gip deroga alla custodia obbligatoria: cosa fanno gli ispettori

Scarcerazione dell'abusatore di Torino, cosa dice l'art. 275 c.p.p. sui reati sessuali contro minori e cosa possono davvero gli ispettori.

Il commerciante 42enne arrestato per abusi sessuali su una 13enne e su una donna adulta al minimarket di Torino è tornato libero dopo 48 ore in carcere. Il Gip lo ha ritenuto «collaborativo» e «pentito», applicando l'obbligo di firma quotidiano. Il Ministro Carlo Nordio ha inviato gli ispettori del Ministero della Giustizia per acquisire la motivazione del provvedimento.

La presunzione di legge che il Gip ha ribaltato

Sui reati sessuali contro minori di 14 anni la scelta cautelare non è pienamente discrezionale. L'art. 275, comma 3, del codice di procedura penale impone una presunzione relativa di adeguatezza della custodia in carcere per chi è gravemente indiziato dei reati previsti dagli articoli 600-bis, 609-bis e 609-quater del codice penale. La presunzione era assoluta fino alla sentenza 265/2010 della Corte Costituzionale, che ha reso possibile una misura più lieve solo quando «specifici elementi» dimostrano che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte altrimenti. La motivazione fondata sul pentimento e sul «trauma dell'arresto» è proprio la deroga che gli ispettori dovranno leggere: sotto osservazione è l'eccezione, non la regola. L'art. 609-bis c.p. punisce la violenza sessuale con la reclusione da sei a dodici anni; l'art. 609-ter aumenta la pena della metà se il fatto è commesso contro un minore infraquattordicenne.

Cosa possono e cosa non possono gli ispettori del Ministero

L'Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia è un organo di controllo amministrativo che verifica la regolarità del servizio degli uffici giudiziari e può segnalare anomalie al Consiglio Superiore della Magistratura. Non può riformare il provvedimento del Gip, né rimettere in carcere l'indagato. La misura cautelare può essere modificata soltanto per due strade: l'appello del Pubblico Ministero al Tribunale del Riesame (art. 310 c.p.p.), da presentare entro dieci giorni, oppure una richiesta di aggravamento se emergono nuovi elementi (art. 299 c.p.p.). L'ispezione mirata sui singoli fascicoli, quella richiesta da Nordio, può essere disposta solo dal Ministro e produce una relazione, non una decisione giudiziaria.

L'onda politica e il vincolo internazionale

La reazione dei partiti è stata immediata: Meloni ha espresso solidarietà alla famiglia e contestato la decisione del Gip, Salvini ha rilanciato la castrazione chimica, Pd e M5S hanno annunciato interrogazioni parlamentari. Il caso arriva in una fase in cui la scena politica è già in movimento sui numeri, come mostra il sondaggio Winpoll di agosto 2026 sul peso di Vannacci. Sul piano internazionale l'Italia è vincolata dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla violenza contro le donne, firmata a Istanbul nel 2011 e ratificata con la legge 27 giugno 2013 n. 77, che impone standard specifici di tutela per le vittime di violenza sessuale, in particolare minorenni.

Il rischio quotidiano per la vittima e le contromisure disponibili

Sul piano concreto, per la ragazza di 13 anni e per la sua famiglia il rischio è quello di incrociare l'indagato nello stesso quartiere durante l'obbligo di firma. Il codice consente al PM di chiedere il divieto di avvicinamento (art. 282-ter c.p.p.) o l'allontanamento dalla zona (art. 282-bis c.p.p.) come misure aggiuntive. Il tema del carico che grava sulle famiglie di fronte a eventi traumatici, e in generale sulle famiglie già esposte come quelle con figli disabili durante i tre mesi di vacanze estive, mostra quanto il sistema di protezione debba andare oltre la sanzione penale. Anche il richiamo di Papa Leone XIV alla prudenza e a verifiche rigorose rilancia la necessità di procedure di controllo puntuali sulle scelte pubbliche più delicate.

L'esito reale del caso non dipenderà dalla relazione degli ispettori. Se la Procura riterrà insufficiente la deroga alla custodia, l'appello al Tribunale del Riesame è la strada per riportare il 42enne dietro le sbarre prima del processo.

Pubblicato il: 2 settembre 2026 alle ore 08:07