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Governo Meloni, il record di durata non basta: cosa resta dopo quattro anni

Al 4 settembre 2026 il governo Meloni supera Berlusconi II con 1.413 giorni: bilancio delle riforme mancate e di quelle in bilico.

Al 4 settembre 2026 il governo Meloni ha raggiunto quota 1.413 giorni di vita, superando di ventiquattro ore il record del secondo esecutivo Berlusconi. Diventa il più longevo dei sessantotto governi della storia repubblicana, con oltre un anno di legislatura ancora davanti.

Il record scavalcato di un giorno

Il conteggio parte dal 22 ottobre 2022, giorno del giuramento al Quirinale. Il precedente primato apparteneva al Berlusconi II, in carica dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 per 1.412 giorni. Sul podio anche il Berlusconi IV (1.287 giorni) e il Craxi I (1.058). Giorgia Meloni è inoltre la prima persona a guidare Palazzo Chigi alla testa dello stesso esecutivo così a lungo.

La media dei 68 governi della Repubblica si ferma a 429 giorni, poco più di un anno e due mesi. Restringendo il conteggio alla sola Seconda Repubblica il dato risale, ma non oltre i 611 giorni. La soglia dei mille giorni è stata superata appena cinque volte in ottant'anni: da Craxi, dai due Berlusconi ricordati sopra e ora dall'attuale premier. La stabilità italiana resta l'eccezione, non la regola.

Riforme costituzionali, due su tre non arrivate

Sul piano delle riforme istituzionali, che erano il cuore del programma del 2022, il bilancio è quasi in bianco. Il ddl sul premierato ha superato l'aula del Senato il 18 giugno 2024 ma da allora è fermo in Commissione alla Camera, congelato dopo la sconfitta referendaria sulla giustizia. Il referendum del 22-23 marzo 2026 sulla separazione delle carriere della magistratura è stato bocciato: il No ha raggiunto il 53,6% contro il 46,4% del Sì, con un'affluenza del 58,9% (Dossier referendum costituzionale marzo 2026 - Ministero dell'Interno), la più alta di una consultazione nazionale degli ultimi anni.

Anche l'autonomia differenziata, unico dossier davvero avanzato grazie al ministro Roberto Calderoli, è stata ridimensionata dalla Consulta. La Sentenza 192/2024 della Corte costituzionale sull'autonomia differenziata ha dichiarato incostituzionali diversi articoli della legge Calderoli, imponendo che i LEP siano definiti prima delle intese e che il Parlamento eserciti un controllo rafforzato sui trasferimenti di competenze. Le intese con le regioni del Nord riguardano oggi solo materie non-LEP e procedono con lentezza. Nessuna delle tre riforme portate a bandiera all'inizio della legislatura è pienamente in vigore, mentre la durata dell'esecutivo è già entrata nei manuali: un divario già letto in Meloni verso il governo più longevo, tra record e limiti.

Cosa resta per l'ultimo anno di legislatura

Sul terreno economico e sociale i dati non chiudono la contabilità in positivo. Nel primo trimestre 2026 i salari reali italiani risultavano ancora oltre il 6% sotto il livello del 2021 secondo i dati OCSE, nonostante quasi 24 milioni di occupati e un deficit riportato in area 3%. La pressione fiscale resta sopra il 43% del PIL, il debito è tornato oltre il 137%. Alla fine del 2026 termina l'apporto del PNRR, che ha finora sostenuto una fetta importante della crescita.

Il Parlamento riapre i lavori il 9 settembre dopo la pausa estiva, con la nuova legge elettorale, la riforma della Rai e la manovra di bilancio in cima all'agenda (Camere in ferie, la riapertura del 9 settembre). Restano aperti i dossier Ilva, migrazioni con il centro in Albania ancora sotto osservazione, nucleare di ultima generazione e i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, contratto scuola incluso.

Con oltre dodici mesi di legislatura ancora davanti il governo ha il tempo materiale per riaprire i cantieri istituzionali già chiusi. Il presidente della commissione Cultura Federico Mollicone (FdI) chiede di procedere con determinazione sotto la guida di Giorgia Meloni: il calendario dei prossimi mesi dirà se al record di durata seguirà anche un record di riforme.

Pubblicato il: 7 settembre 2026 alle ore 13:09