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Un manuale per praticare la gentilezza e la proposta di misurarla nei BES

Il libro di Natalia Re esce mentre il Mig propone di aggiungere la gentilezza ai BES ISTAT. I dati 2023: 21% degli 11-19enni vittime di bullismo.

È in libreria il manuale della gentilezza scritto a quattro mani da Natalia Re, presidente del Movimento italiano per la gentilezza (Mig), con l'editore Antonio di Bartolomeo per Pluriversum. Il titolo completo è 'La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale. Autenticità, azione e parola'. Il volume accompagna un percorso politico più ambizioso: portare la gentilezza fra gli indicatori istituzionali con cui l'Italia misura il benessere.

Un libro con glossario, difesa dall'odio online e appendice per le scuole

Il libro tiene insieme riflessione storico-filosofica e parte operativa. Una sezione tratta la gentilezza come strumento di difesa contro hate speech e cyberbullismo, con strategie che vanno dal proteggere la vittima al delegittimare chi offende, dal rompere climi omertosi con azioni di fact checking fino alla scelta di sottrarsi, bloccando, non condividendo o ritirandosi. Segue un glossario di 36 lemmi in ordine relazionale e non alfabetico: da 'ascolto' a 'mitezza', da 'coerenza' ad 'autodeterminazione' fino a mabrūk, parola di origine araba che significa benedizione. Ogni voce ha una spiegazione etimologica e indicazioni d'uso. Chiude un'appendice interdisciplinare per la scuola con lezioni, laboratori e simulazioni per studenti e insegnanti.

L'obiettivo dichiarato: entrare fra i 152 indicatori BES ISTAT

Il Mig punta a inserire la gentilezza fra i BES, gli indicatori di benessere equo e sostenibile che l'ISTAT costruisce per misurare la salute del Paese oltre il Pil. Il paniere attuale conta 152 indicatori distribuiti su 12 domini, dalla salute al lavoro, dalle relazioni sociali alla qualità dei servizi, e una parte di essi entra ogni anno nella programmazione economica del governo. Aggiungere una dimensione soggettiva significherebbe passare dalla misura del capitale relazionale a quella dei comportamenti che lo producono. Il contesto rende comprensibile la richiesta. Secondo i dati ISTAT su bullismo e cyberbullismo pubblicati a giugno 2025, rilevati nel 2023 su un campione di 39.214 ragazzi rappresentativo di 5,14 milioni di 11-19enni, il 68,5% ha subito almeno un episodio offensivo online o offline nell'ultimo anno. Il 21% è vittima di bullismo continuativo, con episodi più volte al mese, e per l'8% la frequenza è settimanale. Sul solo cyberbullismo il 34% ne è stato colpito almeno una volta e il 7,8% più volte al mese. I più esposti sono gli 11-13enni: il 23,7% denuncia atti ripetuti. Il divario territoriale, controintuitivo, vede il Nord più esposto del Mezzogiorno, con il 22,1% al Nord-est contro il 20% al Sud.

Prescrizione sociale, scuola e cultura: gli agganci del dibattito

L'idea di trattare la gentilezza come indicatore intercetta un movimento più ampio. In Toscana la prescrizione sociale ha ammesso teatro, lettura e attività culturali nei percorsi di cura, allargando il perimetro di ciò che la sanità pubblica riconosce come utile al benessere. Sul lato dell'accesso culturale, i dati ISTAT sulla lettura nel 2024 mostrano un rapporto 3 a 1 fra le famiglie più abbienti e le meno abbienti: una disuguaglianza che rende i giovani a basso reddito meno esposti agli strumenti relazionali di cui il libro parla. La parte scolastica del manuale prova a colmare quel divario dove il sistema può farlo, con laboratori e simulazioni pensati per misurare gli effetti di un cambio di comportamento in classe. È questo il terreno dove il Mig ha già lavorato di più negli ultimi anni, insieme ai progetti di misurazione economica degli effetti della gentilezza citati dagli autori. La proposta di legge per una giornata nazionale è ferma in Parlamento; l'ingresso fra i BES resta la parte più complessa del percorso, perché richiede una definizione operativa condivisa e un sistema di rilevazione stabile nel tempo, non una decisione politica di breve periodo.

Se la gentilezza entrerà nel paniere sarà l'ISTAT a decidere come misurarla. Il libro, intanto, mette in circolazione un vocabolario che scuole e organizzazioni possono adottare senza aspettare la legge.

Pubblicato il: 9 luglio 2026 alle ore 16:25