Nel 2024 il 57,1% degli italiani di sei anni e più ha letto almeno un libro nel tempo libero, per motivi professionali o di studio, per un totale di circa 32 milioni di persone. Lo rileva l'Istat nel report 'Libri e biblioteche: abitudini di lettura e frequentazione', diffuso il 9 luglio 2026 insieme ai dati dell'indagine 'I cittadini e il tempo libero'.
Il dato è in progressiva flessione: la quota di lettori era del 60,0% nel 2000 e del 59,4% nel 2015. Il calo interessa entrambi i sessi, dal 54,9% al 51,2% tra gli uomini e dal 64,9% al 62,6% tra le donne. Restano invece stabili i frequentatori delle biblioteche: nel 2025 vi si è recato almeno una volta il 14,9% della popolazione di sei anni e più, contro il 15,1% di dieci anni fa. Rispetto al 2015 la quota totale dei lettori è scesa di 2,3 punti percentuali, con la contrazione più marcata fra chi legge nel tempo libero, passato dal 42,6% al 40,5%.
Il divario territoriale vale 13 punti
La lettura di libri mostra forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, nel Mezzogiorno il 47%, con una distanza di 13 punti percentuali. Il divario di genere è più contenuto ma diffuso in tutte le età: donne al 62,6%, uomini al 51,2%, con lo scarto massimo nella fascia 45-54 anni (17,4 punti in più a favore delle donne). Tra i più giovani la lettura resta l'abitudine più diffusa: il 78,9% dei ragazzi di 11-14 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, quota che scende progressivamente fino al 37,5% degli over 75.
Reddito e istruzione: rapporto 3 a 1
Il gap socio-economico è però il più marcato. Nelle famiglie del quinto di reddito più basso legge il 43,9% delle persone, in quelle del quinto più alto il 72,5%: quasi 29 punti di distanza. Ancora più netto lo scarto sul titolo di studio: chi possiede un'istruzione elevata legge tre volte più di chi si è fermato ai livelli bassi. Fra chi legge nel tempo libero la frequenza resta contenuta: solo il 17,4% apre un libro tutti i giorni, il 37,4% lo fa settimanalmente, mentre il 42,4% ha una cadenza mensile o più sporadica. Nel dettaglio, il 27,4% degli italiani legge esclusivamente nel tempo libero, il 13,1% alterna svago e motivi di studio o lavoro, il 5% legge solo per esigenze professionali.
Tra i bambini di 3-5 anni, il 90,0% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati almeno una volta a settimana fuori dall'orario scolastico e il 59,8% lo fa ogni giorno: l'esposizione precoce alla lettura resta uno dei predittori più forti dell'abitudine in età adulta. Il quadro complessivo che emerge dal Report Istat Libri e biblioteche 2024-2025 indica una progressiva erosione dei lettori, mentre restano stabili le biblioteche, unico indicatore che non ha risentito del calo.