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Giornate nazionali: 20 in questa legislatura, il monito di Mattarella

Sono 51 le giornate istituite per legge, 20 nella sola XIX legislatura. Mattarella scrive a Fontana e La Russa: per le scuole è 'inverosimile'.

Il presidente Sergio Mattarella ha promulgato il 15 ottobre la legge sulla Giornata nazionale del riciclo della carta e, nello stesso giorno, ha scritto ai presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Le giornate istituite per legge in Italia sono salite a cinquantuno, venti delle quali nella sola XIX legislatura in corso.

Il conto: cinquantuno ricorrenze, venti negli ultimi tre anni

Il calcolo del Quirinale è esplicito: 'Nelle ultime tre Legislature ne sono state approvate, istituendo le relative giornate, trentasei, di cui venti nel corso di questa Legislatura'. La XIX legislatura, iniziata il 13 ottobre 2022, ha quindi prodotto da sola più ricorrenze delle due precedenti messe insieme. In meno di tre anni il Parlamento ha approvato quasi il 40% di tutte le giornate oggi vigenti, con un ritmo di circa sette nuove istituzioni l'anno.

Il quadro parte da lontano. La legge 5 marzo 1977, n. 54 aveva ridotto il calendario delle festività civili spostando alla domenica la Festa della Repubblica e la ricorrenza dell'unità nazionale, con l'obiettivo di contenere le pause lavorative. Da allora il meccanismo si è rovesciato: le giornate 'non festive', quelle che non comportano riduzione di orario, sono diventate il principale strumento con cui il legislatore marca valori e cause pubbliche. L'ultima prima di quella sulla carta riciclata è stata la Giornata della meraviglia, promulgata pochi giorni prima.

Il monito del Quirinale: criteri omogenei e scuole

Nella lettera a Fontana e La Russa, Mattarella non boccia singole proposte ma denuncia un problema di metodo: le ricorrenze crescono 'senza che siano emersi in proposito criteri omogenei'. Alcune, osserva il capo dello Stato, 'svolgono un compito significativo', altre 'non appaiono avere la stessa levatura'. L'invito è 'a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati, il cui numero rende ormai sostanzialmente impossibile nei fatti un'autentica efficacia delle loro previsioni'.

Il passaggio più diretto riguarda la scuola. Mattarella scrive che diventa 'sempre più difficile, addirittura inverosimile' chiedere agli istituti di realizzare iniziative per ciascuna giornata senza erodere il tempo destinato all'insegnamento curricolare. Il presidente del Senato La Russa ha risposto riconoscendo il problema, pur ricordando che gli strumenti per frenare le proposte parlamentari restano limitati alla moral suasion: ogni gruppo politico può depositare un disegno di legge istitutivo e il voto in aula arriva quasi sempre a larga maggioranza, perché opporsi a una ricorrenza simbolica è politicamente costoso. Per questo, nota il Quirinale, la pressione sul calendario non si abbassa da sé.

Il peso sul calendario didattico

Molte delle cinquantuno ricorrenze contengono, nella legge istitutiva, un richiamo esplicito al sistema scolastico: dalla Giornata nazionale degli alberi del 21 novembre alla Giornata del mare dell'11 aprile, dal Giorno della Memoria del 27 gennaio al Giorno del Ricordo del 10 febbraio. Ogni istituzione produce in genere una circolare ministeriale con indicazioni per le attività, materiali didattici e, in diversi casi, un concorso rivolto agli studenti.

Alla pressione si aggiungono iniziative diffuse che non sono giornate di legge ma coinvolgono le scuole, come le Giornate FAI d'autunno con 700 siti e scuole protagoniste o i bandi del Ministero della cultura come la selezione della Capitale italiana dell'arte contemporanea 2028. Nello stesso Parlamento la commissione Cultura della Camera guidata da Federico Mollicone sta portando avanti anche la Carta di Venezia come base del nuovo piano industriale per il cinema: segnali di quanto il dibattito culturale si traduca in iniziative che chiamano in causa le aule.

La legge 5 marzo 1977, n. 54 aveva fissato quasi mezzo secolo fa il principio che le solennità civili non riducono l'orario scolastico. Toccherà ora al Parlamento, come auspica Mattarella, individuare un criterio di selezione prima di aggiungere la cinquantaduesima.

Pubblicato il: 16 ottobre 2026 alle ore 15:12