Alessandro Giuli ha inaugurato il XVII Convegno delle missioni archeologiche italo-turche a Hierapolis, in Anatolia, con il ministro turco della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy. Il dato che dà la misura dell'operazione sta nei numeri del bando MAECI: nel 2025 l'Italia ha sostenuto 282 missioni archeologiche nel mondo, 190 con contributo diretto, e la Turchia ne concentra 15. La cooperazione archeologica è ormai una delle principali leve di politica culturale italiana all'estero.
Il convegno di Pamukkale e la cornice bilaterale
L'evento è organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura di Istanbul con il sostegno dell'Ambasciata d'Italia ad Ankara. In agenda il lavoro delle quindici missioni italo-turche impegnate su ricerca, tutela dei siti e trasmissione del sapere nel patrimonio anatolico, dalla preistoria all'età bizantina.
A margine della cerimonia Giuli ha incontrato Ersoy a Pamukkale. Al centro del bilaterale il successo della mostra "Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico", attualmente al Parco Archeologico del Colosseo. L'intesa si colloca nel quadro degli impegni assunti nel vertice intergovernativo dell'aprile 2025, quando Roma e Ankara hanno concordato un pacchetto di accordi su cultura, patrimonio e scambi, e di cui l'archeologia è diventata la gamba più visibile. Il comunicato del Ministero della Cultura del 14 ottobre 2026 riporta per esteso le dichiarazioni dei due ministri.
Hierapolis, 69 anni di scavi italiani senza interruzioni
La missione italiana a Hierapolis parte nel 1957, quando Paolo Verzone, docente del Politecnico di Torino e della Teknik Üniversitesi di Istanbul, ottiene dal governo turco il permesso di condurre indagini storico-architettoniche sul sito di Pamukkale. Dopo la direzione di Daria De Bernardi Ferrero (1982-1999) e di Francesco D'Andria (2000-2016, Università del Salento), oggi la guida è di Grazia Semeraro, sempre a Lecce. Sono sessantanove anni di continuità sullo stesso sito, con una delle scoperte italiane più note del Duemila: la tomba dell'apostolo Filippo, portata alla luce da D'Andria nel 2011 e oggi uno dei poli di visita del parco archeologico.
Il dato di contesto cambia la lettura della notizia. Le 15 missioni italo-turche valgono il 5,3% delle 282 missioni che il MAECI ha sostenuto nel 2025 attraverso il portale Archeologia della Farnesina: di queste, 190 hanno ricevuto un contributo diretto e le altre un riconoscimento istituzionale. La Turchia è così uno dei primi partner archeologici dell'Italia, dentro un sistema che si estende cronologicamente dalla preistoria al medioevo e geograficamente dal mondo greco-romano al Vicino, Medio ed Estremo Oriente, Africa e America Latina. Gli enti coinvolti nei progetti italo-turchi sono soprattutto università pubbliche e istituti del CNR, che reggono la cooperazione sul terreno insieme ai partner turchi.
Pompei-Efeso ed Elaiussa Sebaste: cosa parte nel 2027
L'intesa Giuli-Ersoy fissa due nuove operazioni concrete. La prima è il gemellaggio tra il parco archeologico di Pompei e quello di Efeso, i due siti romani più visitati nei rispettivi paesi: uno scambio di competenze su gestione, didattica e tutela, destinato ad allineare pratiche di conservazione e flussi turistici e a mettere in rete due direzioni che da anni lavorano in parallelo su problemi simili.
La seconda è un intervento congiunto di valorizzazione del sito di Elaiussa Sebaste, in Cilicia, con il coinvolgimento dell'Istituto Centrale di Archeologia. Elaiussa Sebaste è un porto romano sulla costa meridionale turca scavato da missioni italiane fin dagli anni Novanta: l'ingresso dell'ICA porta per la prima volta un ente ministeriale centrale accanto all'archeologia universitaria italiana nel paese, con uno schema che potrà essere replicato altrove.
Il modello di cooperazione nato a Hierapolis diventa così esportabile ad altri siti. L'iniziativa si inserisce in una stagione di diplomazia culturale italiana che nel 2026 ha visto anche la Divina Commedia del 1481 esposta a Tbilisi per SLIM 2026.
Il bando MAECI 2026 è stato pubblicato il 30 dicembre 2025, con richieste di contributo chiuse l'8 gennaio. La prossima assegnazione dirà se Pompei-Efeso ed Elaiussa Sebaste faranno crescere ancora la quota turca sul totale delle missioni italiane all'estero.