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A Bari cento studenti scrivono l'Atlante emozionale dell'incanto

Cento studenti a Bari trasformano luoghi in emozioni con la serie 'Cercatori dell'Incanto': il progetto entra nel Piano cinema MIC da 20,1 milioni.

Oltre cento studenti di Bari stanno costruendo un Atlante emozionale dei luoghi. Il progetto 'Vuoi diventare Cercatore dell'Incanto?', ideato dal regista Michele Lanubile e prodotto da Zefirofiu, coinvolge il Liceo scientifico Arcangelo Scacchi e l'Università Aldo Moro nella realizzazione di una mappa digitale partecipativa aperta a contributi da ogni parte del mondo.

Dall'urban fantasy alla mappa emozionale

L'iniziativa nasce dall'universo narrativo della serie 'Cercatori dell'Incanto', il cui episodio pilota è stato scritto e diretto da Lanubile e girato a Bari. Il corto ha raccolto quattro riconoscimenti internazionali: Best TV&Series al New York International Films Infest Festival, Best TV Pilot al Forward Film Festival di Birmingham, Best Director al Mumbai International Film Award e una Honorable Mention al Golden Harvest Film Festival di Tokyo. Il salto è dal set alla scuola. Ciascun 'Cercatore' individua un luogo naturale o urbano, gli dà un nome emotivo e lo racconta con un breve video che può partire da un ricordo, una poesia o un brano musicale. I contributi confluiscono nell'Atlante emozionale dell'Incanto, una mappa consultabile online in cui a definire un posto non è la geografia ma l'esperienza di chi lo ha vissuto. Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, dell'Assessorato alla Conoscenza del Comune di Bari e di Fondazione Puglia.

Un tassello dei 104 milioni per il cinema a scuola

Il tassello barese si legge dentro un programma nazionale che negli ultimi otto anni ha spostato cifre importanti. Il Piano nazionale cinema e immagini per la scuola, firmato da Ministero della Cultura e MIM, dal 2018 al 2026 ha finanziato 2.000 progetti per un totale di 104 milioni di euro, coinvolgendo 500 enti, 1,7 milioni di studenti e 115.000 docenti. L'edizione 2026 mette sul piatto altri 20,1 milioni distribuiti su tre avvisi, con scadenza il 18 settembre: 4,9 milioni per la linea CinemaScuola LAB delle secondarie, 3,5 milioni per infanzia e primarie, 3 milioni per Visioni Fuori-Luogo dedicati alle scuole delle aree periferiche o toccate dalla dispersione. Nel 2025 la sola CinemaScuola LAB per le secondarie ha finanziato 232 progetti su 347 candidature (il 66%), per 8,47 milioni suddivisi tra 1.172 plessi, con Campania e Lazio in testa a quota 33 progetti a testa. Il 97% delle iniziative sostenute quell'anno ha prodotto un video, un documentario o un cortometraggio, il 93% è arrivato in sala. Su questo sfondo il caso barese mostra due leve poco esplorate: la collaborazione stabile fra scuola secondaria e dipartimento universitario, e la scelta di trasformare una serie già premiata in un dispositivo didattico partecipativo. La ricostruzione del bando in corso è nell'analisi sul bando MIM da 20,1 milioni per il cinema a scuola.

Come si partecipa e cosa produce la mappa

La collaborazione scientifica del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell'Università Aldo Moro dà l'impianto pedagogico alle attività: educazione alle emozioni, alfabetizzazione visiva e narrazione dei territori entrano nello stesso laboratorio. I materiali raccolti vanno a comporre progressivamente l'archivio pubblico, che sarà consultabile online. La logica dialoga con altre esperienze culturali rivolte ai giovani, dai cortometraggi degli studenti premiati alla Mostra del cinema di Venezia contro la violenza sulle donne, fino alle mobilitazioni internazionali come il raduno di oltre mille ragazzi a Budapest con Sant'Egidio. Cambia però la richiesta al partecipante: qui non si tratta di esprimere una posizione ma di associare un'emozione a un luogo e renderla condivisibile.

La prima release pubblica dell'archivio è attesa nei prossimi mesi, con la possibilità per scuole, docenti e cittadini di ogni parte del mondo di caricare il proprio contributo. Il modello barese diventa un banco di prova per capire se il cinema educativo, oltre a produrre video, riesce anche a costruire community durature attorno ai territori.

Pubblicato il: 11 settembre 2026 alle ore 13:28