Il diritto di restare: perché i bonus non fermano lo spopolamento
Il fenomeno dello spopolamento in Italia riguarda soprattutto i piccoli comuni, con un 56,1% che perde residenti nel 2024, causando un impoverimento sociale ed economico significativo, soprattutto nel Mezzogiorno. La migrazione interna verso il Centro-Nord e l'estero sottrae risorse umane qualificate e indebolisce le comunità locali. Vito Teti, con il concetto di “restanza”, invita a considerare l'abitare come un atto politico e consapevole, che necessita di diritti e servizi concreti per rendere un luogo vivibile e non solo un rifugio nostalgico. La sopravvivenza dei piccoli comuni dipende da cinque condizioni fondamentali: sanità di prossimità, scuole sul territorio, trasporti accessibili, connettività digitale efficiente e opportunità lavorative locali. Le politiche pubbliche attuate, se basate solo su incentivi economici senza investimenti strutturali, risultano inefficaci e spesso portano a un abbandono temporaneo seguito da nuove partenze. La retorica idealista sui borghi paradiso, spesso diffusa dai media, non rispecchia la realtà quotidiana dei residenti che convivono con carenze e difficoltà. Il dibattito deve smettere di colpevolizzare chi lascia i piccoli comuni e deve concentrarsi su interventi integrati e inclusivi per tutelare il diritto a restare e costruire comunità più forti e sostenibili.