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Azteca sprofonda di 1,5 cm al mese: i dati Nasa sul rischio Mondiali 2026

La subsidenza di Città del Messico è un fenomeno di sprofondamento progressivo legato all'estrazione eccessiva di acqua dalla falda acquifera che sostiene la città, costruita sul fondo dell'antico lago Texcoco. Questa drammatica condizione causa un cedimento del terreno di circa 1,5 centimetri al mese sotto lo stadio Azteca e fino a 40 centimetri all'anno nel centro storico, fenomeno monitorato con precisione dal satellite NISAR lanciato nel 2025. La subsidenza non è un evento improvviso, bensì un processo irreversibile che dura da oltre un secolo e ha già fatto perdere oltre 12 metri di altitudine ad alcune aree della capitale. Il satellite NISAR, frutto di una collaborazione NASA-ISRO, utilizza un radar a doppia frequenza capace di misurare variazioni del suolo a livello centimetrici e ha permesso di ottenere una mappa dettagliata della subsidenza nell’intera Città del Messico. I dati raccolti rivelano che il problema non riguarda solo l’Azteca, storico impianto sportivo, ma l’intera metropoli, con evidenti effetti su infrastrutture, monumenti e servizi essenziali. La ristrutturazione dell’Azteca nel 2026 ha migliorato l’edificio, ma non la condizione fondamentale del suolo sottostante, che continua a sprofondare lentamente. La complessità del problema emerge dalla difficoltà di fermare la subsidenza senza compromettere la disponibilità idrica per 10 milioni di persone. Ridurre l’estrazione di acqua sarebbe la soluzione naturale, ma irrealizzabile senza alternative concrete. Il monitoraggio continuo e le analisi satellitari aiutano a comprendere il fenomeno e pianificare interventi futuri, rendendo visibile una crisi che lentamente trasforma una città costruita sull’acqua in una città che sprofonda nella sua stessa storia.

Pubblicato: 15/5/2026