Le università del Regno Unito continuano ad accogliere studenti dall'Asia orientale con numeri che, sebbene complessivamente stabili, mostrano segni di variazione. Nel periodo accademico 2022/23, infatti, si è registrata una leggera riduzione dello 0,1% nelle iscrizioni, con un focus particolare sul calo del 2,6% del numero di studenti cinesi.
Tuttavia, mentre le iscrizioni provenienti dalla Cina hanno subito un decremento, ci sono stati aumenti significativi anche dall'Asia nord-orientale e sud-orientale, rispettivamente del 3,8% e 3,5%. Questo fenomeno potrebbe suggerire che alcune regioni stiano cercando opportunità alternative rispetto a quelle tradizionali, in particolare a causa delle dinamiche di mercato e della crescente sensibilità ai prezzi.
Sonia Wong, esperta del settore, ha osservato come l'Asia orientale si stia progressivamente abituando a confrontare i costi accademici e la loro sostenibilità economica. La crescita salariale reale nei mercati di riferimento è stata inferiore al 2% negli ultimi tre anni, ponendo ulteriori pressioni sui potenziali studenti e sulle loro famiglie. In questo contesto, l'inflazione nel Regno Unito, che ha raggiunto il 3,9% a gennaio 2025, rappresenta un ulteriore fattore di alta considerazione.
L'attrattiva crescente delle opzioni di studio all'interno della regione e la disponibilità di programmi competitivi a costi inferiori potrebbero influenzare future decisioni in merito all'iscrizione nelle università britanniche. Gli studenti e le famiglie, ora più che mai, sono consapevoli delle variazioni economiche e delle alternative disponibili, che potrebbero provocare un sostanziale cambiamento nel panorama delle iscrizioni internazionali.
In conclusione, sebbene le iscrizioni dall'Asia orientale restino stabili, la dinamicità del mercato e la sensibilità al prezzo potrebbero anticipare un futuro in cui i flussi di studenti si orientano verso alternative più economiche e vantaggiose.