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Samsung raddoppia i prezzi delle memorie NAND: effetti a catena su scuole, università e mercato tech
Tecnologia

Samsung raddoppia i prezzi delle memorie NAND: effetti a catena su scuole, università e mercato tech

La corsa all'intelligenza artificiale fa lievitare i costi degli SSD. Il secondo trimestre 2026 si preannuncia critico per chi deve acquistare hardware, dal settore education alle imprese

La mossa di Samsung: prezzi NAND raddoppiati entro metà 2026

Non si tratta più di indiscrezioni o previsioni caute degli analisti. Samsung ha messo nero su bianco la propria strategia: i prezzi delle memorie NAND sono destinati a raddoppiare nel corso del secondo trimestre 2026. Un aumento che, per dimensioni e rapidità, non ha precedenti recenti nel mercato delle memorie flash.

La notizia, emersa nelle ultime ore, conferma un trend che gli osservatori del settore semiconduttori avevano iniziato a segnalare già dalla seconda metà del 2025. Dopo le tensioni sui prezzi delle DRAM, ora è il turno delle NAND — le memorie su cui si basano gli SSD (Solid State Drive) installati in laptop, server, data center e dispositivi mobili di tutto il mondo.

Per chi sperava in una stabilizzazione, il segnale è inequivocabile: la crisi delle memorie non solo non si è esaurita, ma sta entrando in una fase nuova e più acuta.

Perché l'intelligenza artificiale sta divorando le memorie flash

Dietro questo rialzo c'è un fattore ormai dominante: la domanda di SSD per applicazioni di intelligenza artificiale. I grandi data center — quelli di hyperscaler come Google, Microsoft, Amazon, ma anche le infrastrutture cinesi e quelle europee in espansione — stanno assorbendo quantità enormi di storage ad alta velocità per alimentare i modelli di IA generativa, l'addestramento di reti neurali e l'elaborazione massiva di dati.

È una fame di memoria che cresce più velocemente della capacità produttiva. E quando la domanda supera l'offerta con questi margini, il potere contrattuale si sposta interamente dalla parte dei produttori. Samsung, che controlla circa un terzo del mercato globale delle NAND, si trova oggi in una posizione di forza che le consente di imporre aumenti senza timore di perdere clienti. Semplicemente, le alternative scarseggiano.

Stando a quanto emerge dai dati di mercato, la quota di SSD destinata ai carichi di lavoro legati all'IA è passata dal 18% del totale nel 2024 a oltre il 30% nei primi mesi del 2026. Un balzo che ha ridisegnato le priorità dell'intera filiera.

SK Hynix e Kioxia seguono la stessa rotta

Samsung non è sola. Anche SK Hynix e Kioxia — rispettivamente il secondo e il terzo produttore mondiale di memorie NAND — stanno preparando ulteriori ritocchi al rialzo dei listini. La dinamica è quella classica di un mercato oligopolistico: quando il leader alza i prezzi, gli altri seguono, consapevoli che la domanda è sufficientemente robusta da assorbire l'aumento.

Per SK Hynix, già protagonista di un 2025 straordinario grazie alla vendita di memorie HBM (High Bandwidth Memory) per chip di IA, l'aumento dei prezzi NAND rappresenta un ulteriore elemento di rafforzamento dei margini. Kioxia, dal canto suo, dopo le difficoltà finanziarie degli anni precedenti, vede nei rialzi un'opportunità per consolidare la propria posizione.

Il risultato netto è un fronte compatto: i tre principali produttori mondiali si muovono nella stessa direzione, riducendo di fatto ogni spazio di negoziazione per gli acquirenti.

Le ricadute sul mondo dell'istruzione e della ricerca

Se il raddoppio dei prezzi NAND preoccupa il settore enterprise, le conseguenze rischiano di essere ancora più pesanti per comparti con budget strutturalmente più limitati, come quello dell'istruzione.

Università italiane, scuole che hanno avviato programmi di digitalizzazione, centri di ricerca impegnati in progetti che richiedono capacità di storage crescenti: tutti si troveranno a fare i conti con costi hardware significativamente più alti. I bandi PNRR per la transizione digitale delle scuole, molti dei quali prevedono l'acquisto di dispositivi dotati di SSD, rischiano di vedere il proprio potere d'acquisto eroso proprio nella fase esecutiva.

Non è un problema solo italiano, naturalmente. Ma in un contesto in cui la spesa pubblica per l'istruzione resta sotto la media europea — e dove le tempistiche burocratiche degli appalti spesso non consentono di anticipare le fluttuazioni di mercato — l'impatto potrebbe essere particolarmente sentito. Già in passato, del resto, crisi economiche globali hanno avuto effetti a cascata su settori apparentemente distanti, dall'alta finanza fino alle forniture scolastiche.

Uno scenario di crisi che non accenna a rientrare

La domanda che si pongono ora analisti e operatori del settore è semplice: quanto durerà? Le risposte, purtroppo, non sono rassicuranti.

La capacità produttiva globale di memorie NAND non può essere espansa in tempi brevi. Costruire un nuovo impianto di fabbricazione — una fab, nel gergo del settore — richiede investimenti miliardari e almeno due o tre anni di tempo. Samsung ha annunciato espansioni in Corea del Sud e negli Stati Uniti, ma i nuovi volumi non saranno disponibili prima del 2028.

Nel frattempo, la domanda legata all'intelligenza artificiale continua a crescere a ritmi che superano le previsioni più ottimistiche. I modelli di IA diventano più grandi, i dataset più massicci, e ogni nuovo servizio — dalla generazione di immagini alla guida autonoma, dalla diagnostica medica all'analisi predittiva — richiede storage veloce e affidabile.

A tutto questo si aggiunge un elemento geopolitico: le restrizioni statunitensi all'export di tecnologie avanzate verso la Cina hanno spinto Pechino ad accumulare scorte di memorie, alimentando ulteriormente la pressione sulla domanda.

Per il mercato delle memorie flash nel suo complesso, il 2026 si profila come l'anno della svolta — ma non in senso positivo per chi acquista. I prezzi degli SSD consumer, quelli che troviamo nei laptop e nei desktop, seguiranno inevitabilmente la stessa traiettoria, con ritardi di qualche mese. Chi deve pianificare acquisti di hardware — che si tratti di un ateneo, di un istituto scolastico o di un'azienda — farebbe bene a tenerne conto fin da ora.

La crisi delle memorie NAND, insomma, non è un'emergenza passeggera. È il nuovo scenario con cui il settore tecnologico, e tutti i comparti che da esso dipendono, dovranno imparare a convivere.

Pubblicato il: 9 marzo 2026 alle ore 08:17

Redazione EduNews24

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