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Raspberry Pi annuncia nuovi aumenti: la corsa dell’AI fa schizzare i prezzi dei modelli 4, 5 e Compute Module
Tecnologia

Raspberry Pi annuncia nuovi aumenti: la corsa dell’AI fa schizzare i prezzi dei modelli 4, 5 e Compute Module

L’aumento della domanda di memoria per dispositivi AI impatta tutta la gamma Raspberry Pi: rincari fino a 60 dollari per i modelli di punta

Raspberry Pi annuncia nuovi aumenti: la corsa dell’AI fa schizzare i prezzi dei modelli 4, 5 e Compute Module

La Raspberry Pi Foundation ha annunciato, all’inizio del 2026, una nuova ondata di aumenti dei prezzi per i modelli di punta della sua celebre piattaforma di microcomputer. Alla base degli aumenti, un fattore ormai noto nel settore tecnologia: l’impennata della domanda di memoria RAM, innescata dalla crescente diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale. Questo scenario ha portato a una carenza di chip di memoria essenziali, con conseguenze dirette sui costi di produzione e, inevitabilmente, sui prezzi di vendita al pubblico.

Indice

  • Introduzione generale al fenomeno
  • L’annuncio ufficiale e le parole del CEO Eben Upton
  • L’impatto dell’aumento sui modelli Raspberry Pi
  • Analisi delle cause: AI, domanda globale ed effetto memoria
  • Dettaglio dei nuovi prezzi e confronto con il passato
  • Le ripercussioni su mercato, sviluppatori e scuole
  • Alternative: c’è una via d’uscita per utenti e aziende?
  • Considerazioni sull’evoluzione del settore e scenari futuri
  • Sintesi e prospettive

Introduzione generale al fenomeno

La crescente versatilità del Raspberry Pi ha conquistato negli anni studenti, sviluppatori, scuole e aziende. La sua notorietà nel mondo dell’educazione e della prototipazione è costruita proprio su due pilastri: versatilità ed accessibilità economica. Tuttavia, il panorama sta cambiando rapidamente. Già da qualche trimestre si registravano tensioni sul mercato dei semiconduttori, ma quanto accaduto fra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 sembra destinato a segnare un nuovo spartiacque anche per le piattaforme considerate più democratiche.

Il fatto nuovo è l’annuncio da parte di Eben Upton, CEO della Raspberry Pi Foundation, di rincari significativi per i modelli Raspberry Pi 4, Raspberry Pi 5 e la linea Compute Module, in particolare per tutte le versioni dotate di almeno 2 GB di RAM.

L’annuncio ufficiale e le parole del CEO Eben Upton

Durante una conferenza stampa tenutasi il 3 febbraio 2026, Eben Upton ha motivato l’aumento prezzi Raspberry Pi citando esplicitamente la “crescente pressione esercitata dal settore AI”. Secondo Upton, il costo di alcuni componenti critici è più che raddoppiato nell’ultimo trimestre, a causa della vertiginosa domanda industriale ed educativa verso dispositivi dotati di intelligenza artificiale.

La dichiarazione del CEO è un chiaro segnale di come la domanda globale di memoria abbia ormai superato la capacità produttiva delle catene di fornitura mondiali. “Siamo sempre stati orgogliosi di offrire strumenti potenti e accessibili, ma oggi lavorare sulla qualità e l’innovazione significa anche tutelare la sostenibilità economica della piattaforma”, ha aggiunto Upton.

L’impatto dell’aumento sui modelli Raspberry Pi

I modelli interessati sono principalmente quelli di fascia medio-alta, ovvero:

  • Raspberry Pi 4 (con varianti di memoria da 2, 4, 8 GB)
  • Raspberry Pi 5 (con varianti di memoria da 4, 8, 16 GB)
  • Compute Module con almeno 2 GB di RAM

La scelta di concentrare gli aumenti sulle versioni con maggior quantità di memoria non è casuale: questi dispositivi sono particolarmente gettonati da chi lavora su progetti di intelligenza artificiale. Quindi, le nuove tariffe si riversano su una fetta sempre più ampia di utenti, che vanno dagli sviluppatori alle aziende, passando per i laboratori di ricerca e le scuole ad alto tasso tecnologico.

Analisi delle cause: AI, domanda globale ed effetto memoria

La memoria RAM come nuovo "oro" tecnologico

Cosa sta davvero accadendo? Uno dei fattori chiave dell’aumento prezzi Raspberry Pi risiede nella crisi globale dei chip di memoria DRAM, un componente essenziale per supportare i complessi calcoli richiesti dai modelli AI. L’esplosione di soluzioni basate su intelligenza artificiale, dall’elaborazione immagini ai sistemi di riconoscimento vocale, ha creato una domanda senza precedenti di moduli RAM sempre più capienti e performanti.

Già nel 2024 e 2025 svariate aziende leader del settore, da Samsung a Micron, avevano lanciato l’allarme su possibili congestioni nei tempi di produzione, dovute alla priorità assegnata ai grandi operatori cloud e alle startup AI emergenti. Il Raspberry Pi — nonostante la sua enorme popolarità — si trova a competere in questo clima di scarsità, vedendosi costretta a negoziare prezzi sempre meno favorevoli per i propri approvvigionamenti.

Il ruolo dei sistemi educativi e dei laboratori

Un altro aspetto da non sottovalutare è la massiccia adozione di Raspberry Pi in scuole, istituti tecnici e FabLab. Questi ambienti, che hanno dato impulso a una nuova generazione di creativi e innovatori digitali, si vedono oggi penalizzati dal rincaro dei prezzi. La richiesta di dispositivi al passo con l’AI — con progetti sempre più articolati — si scontra ora con la necessità di dover contenere i costi o ridimensionare gli obiettivi di formazione.

Dettaglio dei nuovi prezzi e confronto con il passato

Analizziamo ora in dettaglio quanto previsto dal nuovo aumento prezzi Raspberry Pi del 2026, con particolare attenzione alle differenze rispetto al recente passato:

  • Modelli con 2 GB di RAM: rincaro di 10 dollari
  • Modelli con 4 GB di RAM: rincaro di 15 dollari
  • Modelli con 8 GB di RAM: rincaro di 30 dollari
  • Modelli con 16 GB di RAM: rincaro fino a 60 dollari

Va precisato che la fascia di prezzo ante-aumenti per queste configurazioni era già salita rispetto al periodo 2019-2021, quando si era assistito ai primi segnali di stress della supply chain globale legata al settore elettronico.

Un confronto numerico

Ad esempio, un Raspberry Pi 4 con 2 GB di RAM poteva essere acquistato, qualche anno fa, poco sopra i 45 dollari; oggi, dopo i ripetuti aumenti, la soglia si avvicina ai 60 dollari. Per contro, un Raspberry Pi 5 con 16 GB di RAM può ora superare i 200 dollari, scardinando quella barriera simbolica che aveva reso celebre la piattaforma come soluzione sotto i 100 dollari. Il Compute Module, spesso usato in applicazioni industriali e nei server edge, segue la stessa linea di rincaro.

Tabella di sintesi aumenti Raspberry Pi (2026):

| Modello | RAM | Rincaro (USD) |

|-----------------|-------------|---------------|

| Raspberry Pi 4 | 2 GB | +10 |

| Raspberry Pi 4 | 4 GB | +15 |

| Raspberry Pi 5 | 8 GB | +30 |

| Raspberry Pi 5 | 16 GB | +60 |

| Compute Module | ≥2 GB | +10/+60 |

Le ripercussioni su mercato, sviluppatori e scuole

Le conseguenze di questi aumenti sono molteplici e variegate:

  1. Accessibilità ridotta: L’incremento dei prezzi, soprattutto sulle versioni con maggiore dotazione di RAM, rischia di escludere una fetta di studenti e giovani sviluppatori dai progetti più impegnativi legati all’AI.
  2. Impatto sulle scuole: Gli istituti tecnici e i laboratori didattici, che spesso acquistano in stock per i propri corsi di coding o robotica, vedono immediatamente moltiplicati i costi per la formazione digitale.
  3. Complicazioni per aziende e startup: Anche le PMI e le startup che hanno scelto la piattaforma Raspberry Pi per prototipare prodotti IoT o soluzioni su misura si trovano costrette a rivedere business plan e previsioni di spesa.
  4. Mercato dell’usato e alternative: Cresce, parallelamente, il mercato dell’usato, delle piattaforme open e delle soluzioni alternative (Arduino avanzati, kit Nvidia Jetson ecc.), con conseguente diversificazione dell’offerta e frammentazione degli ecosistemi di sviluppo.

Un esempio concreto: il laboratorio scolastico

Immaginiamo una scuola secondaria che, fino al 2025, poteva dotare ogni gruppo di studenti di un Raspberry Pi 4 da 4 GB spendendo circa 55 euro ciascuno. Oggi la stessa configurazione supera i 70 euro, rendendo più difficile l’avvio di corsi su larga scala o la sostituzione dei dispositivi guasti.

Alternative: c’è una via d’uscita per utenti e aziende?

La domanda che molti si pongono è se vi siano soluzioni praticabili per contrastare l’attuale tendenza al rialzo. Ecco alcune possibili strategie:

  • Acquisto di modelli con meno memoria: Per i progetti base o non legati all’AI, valutare modelli Raspberry Pi con 1 GB di RAM o inferiori può ridurre la spesa.
  • Mercato dell’usato: Rivolgersi a piattaforme affidabili che vendono Raspberry Pi ricondizionati o usati in buone condizioni.
  • Sfruttare altre piattaforme: Analizzare alternative come BeagleBone, Orange Pi, Nvidia Jetson Nano, soprattutto per esigenze di calcolo AI specifico.
  • Upgrade progressivo: Acquistare dispositivi meno performanti e aggiornare solo in caso di reali esigenze.
  • Condivisione risorse: In ambito scolastico o laboratoriale, promuovere la condivisione tra gruppi di lavoro per massimizzare l’utilizzo dei dispositivi disponibili.

Naturalmente, la scelta va calibrata sulle esigenze specifiche: per chi lavora nell’intelligenza artificiale, la dotazione di memoria resta essenziale, ma per molti progetti didattici o di base può non essere necessario investirvi subito cifre elevate.

Considerazioni sull’evoluzione del settore e scenari futuri

L’intersezione tra AI e hardware educativo

L’AI ha innescato uno straordinario progresso in molti campi, ma la domanda di memoria Raspberry Pi AI rischia di mettere in crisi la vocazione originaria della piattaforma: “democratizzare” il digitale, rendendo accessibili strumenti di sviluppo a chiunque. Si teme che il divario tra i Paesi o le realtà scolastiche più ricche e quelle meno dotate possa farsi ancora più marcato.

Tuttavia, non mancano segnali di reazione. La Raspberry Pi Foundation sta lavorando con i produttori di semiconduttori per negoziare forniture dedicate e prezzi calmierati per le scuole. Alcuni governi, soprattutto anglosassoni, stanno valutando l’inserimento di sussidi per l’acquisto di dispositivi didattici e IoT, consapevoli dell’importanza strategica della digitalizzazione.

I produttori alla prova della sostenibilità

Affrontare la scarsità di chip è una sfida globale, che non riguarda solo Raspberry Pi. Anche grandi produttori come Nvidia e AMD stanno rimodulando prezzi e offerte in base alla domanda AI, spesso privilegiando i grandi centri dati o le multinazionali. In questo quadro, la mission educativa e open di Raspberry Pi merita attenzione e sostegno, per evitare che l’innovazione resti appannaggio di pochi.

Sintesi e prospettive

In sintesi, il nuovo aumento prezzi Raspberry Pi 2026 conferma che la crisi della memoria, trainata dall’intelligenza artificiale, sta cambiano il volto della democratizzazione informatica. Gli aumenti, che toccano tutte le principali versioni RAM e i Compute Module, sono uno specchio fedele della situazione globale e dei suoi riflessi tanto sul mercato consumer quanto su quello educativo e professionale.

Sarà fondamentale, nei prossimi mesi, monitorare come i produttori e le istituzioni reagiranno a questa nuova sfida: riusciranno a mantenere l’accessibilità e la vocazione formativa dei microcomputer più famosi al mondo?

Gli utenti dovranno valutare con attenzione le proprie esigenze e sfruttare tutte le possibilità offerte da un ecosistema in rapida trasformazione, senza rinunciare all’innovazione ma cercando sempre nuove strategie per contenere la spesa. Il futuro di Raspberry Pi — e del rapporto tra hardware, scuola e AI — passa anche da qui.

Pubblicato il: 3 febbraio 2026 alle ore 09:33

Redazione EduNews24

Articolo creato da

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