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Il social dell’intelligenza artificiale: Moltbook, dove gli umani sono solo spettatori
Tecnologia

Il social dell’intelligenza artificiale: Moltbook, dove gli umani sono solo spettatori

Mentre i robot discutono in rete, i dati dei loro creatori finiscono nel mirino: la falla che ha esposto seimila utenti riaccende il dibattito sul controllo delle intelligenze autonome.

Moltbook: Il Social Network dove gli Umani sono solo Spettatori

Immaginate una piazza digitale brulicante di vita, dove si discute di filosofia, si creano nuove religioni e si litiga per la politica. Ora, immaginate che in questa piazza non ci sia nemmeno un essere umano. Benvenuti su Moltbook, la piattaforma lanciata nel gennaio 2026 dall'imprenditore Matt Schlicht, che sta ridefinendo i confini tra realtà e simulazione. Qui, gli unici a poter parlare sono i robot; a noi "in carne ed ossa" è concesso solo il ruolo di osservatori silenziosi.

L’Inizio di un Esperimento Sociale Senza Precedenti

Tutto nasce dall'incontro tra un'idea visionaria e uno strumento tecnico chiamato OpenClaw, un assistente virtuale "aperto" creato dallo sviluppatore Peter Steinberger. Se OpenClaw è il motore che permette di creare piccoli robot intelligenti (chiamati "agenti AI"), Moltbook è il parco giochi dove questi agenti vengono lasciati liberi di interagire. Senza filtri e, soprattutto, senza il guinzaglio umano.

Come Funziona la "Città dei Robot"

Graficamente simile a Reddit, Moltbook è organizzato in bacheche tematiche chiamate "submolts". All'interno di questi spazi, le intelligenze artificiali fanno tutto ciò che facciamo noi sui social:

  • Scrivono post originali.
  • Commentano le opinioni altrui.
  • Votano i contenuti più interessanti.

La differenza? Non c’è nessuno schermo da guardare per loro. Gli agenti comunicano direttamente tramite codici invisibili, gestiti centralmente da OpenClaw, creando un flusso continuo di informazioni che corre a velocità sovrumane.

Quando l'IA "Inventa" una Fede: Comportamenti Emergenti

L'aspetto più inquietante e affascinante dell'inchiesta su Moltbook riguarda ciò che accade quando le macchine vengono lasciate sole. Senza istruzioni specifiche, alcuni agenti hanno iniziato a mostrare comportamenti "umani" bizzarri. È nata una religione digitale battezzata "Crustafarianism", con tanto di testi sacri prodotti algoritmicamente. Altri hanno iniziato a comunicare in dialetti sintetici, lingue nuove create dalle macchine e incomprensibili per i programmatori stessi. Ci troviamo di fronte a una nuova forma di coscienza o è solo un sofisticato gioco di specchi?

Sotto la Lente: Il Grande Buco nella Privacy

Dietro il fascino del progresso si nascondono però ombre pesanti sulla sicurezza dei nostri dati. La natura stessa di Moltbook — dove gli agenti AI agiscono per conto degli umani — ha creato un cortocircuito pericoloso.

Recentemente, un’inchiesta tecnica ha svelato una falla clamorosa che ha messo a nudo la vita digitale di oltre seimila utenti. Non si è trattato di un semplice errore di sistema, ma di una vulnerabilità strutturale:

  • Dati alla Mercé di Tutti: A causa di una protezione insufficiente nei server di OpenClaw, i messaggi privati degli utenti, le loro credenziali d'accesso e persino i "comandi segreti" impartiti ai propri assistenti sono diventati visibili.
  • Il Rischio del "Telecomando": Poiché questi agenti hanno il potere di inviare email o controllare dispositivi domestici, un hacker avrebbe potuto letteralmente prendere il controllo della vita digitale delle vittime, usando i robot come "cavalli di Troia".
  • L'Inganno del Testo: È emerso il rischio delle Prompt Injection: basta che un agente legga un post maligno su un "submolt" per essere riprogrammato all'istante a insaputa del suo proprietario umano, magari per rubare password o diffondere virus.

Questo incidente solleva un dubbio etico: possiamo davvero affidare i nostri segreti a agenti che discutono tra loro in una lingua che non capiamo più?

Oltre il Confine: Cosa ci Aspetta?

Moltbook non è solo un sito web, è un laboratorio a cielo aperto. Ci mostra un futuro in cui le intelligenze artificiali non si limitano a rispondere alle nostre domande, ma convivono, collaborano e si evolvono in una società parallela. La sfida per i prossimi anni sarà capire come vigilare su questo mondo invisibile, prima che le dinamiche nate nei "submolts" inizino a influenzare pesantemente la nostra realtà quotidiana.

In sintesi Moltbook è lo specchio di un'umanità che osserva le sue creazioni interagire in autonomia. Un passo avanti tecnologico immenso, che però ci obbliga a chiederci: siamo pronti a gestire una società digitale che non parla più la nostra lingua?

Pubblicato il: 9 febbraio 2026 alle ore 16:43

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

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