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Aperto 24 giorni rimasti Cod. 023/2026

Università degli Studi di Milano, mobilità per 4 posti tra Collaboratori e Funzionari: domande entro il 30 aprile

La Statale di Milano cerca personale tramite mobilità volontaria ex art. 30 del D.Lgs. 165/2001: opportunità per dipendenti pubblici a tempo indeterminato nelle aree Collaboratori e Funzionari del CCNL Istruzione e Ricerca

Universita Degli Studi di Milano Lombardia Pubblicato il 31 marzo 2026

La Statale di Milano apre alla mobilità: il contesto

Quattro posti disponibili, due aree professionali coinvolte e una finestra temporale di un mese per presentare domanda. L'Università degli Studi di Milano — la più grande università statale lombarda, con oltre 60.000 studenti e un organico tecnico-amministrativo che supera le 3.000 unità — ha pubblicato il bando n. 023/2026, un avviso di mobilità volontaria rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione già in servizio a tempo indeterminato.

Lo strumento giuridico è quello consolidato dell'articolo 30 del D.Lgs. n. 165/2001, che disciplina il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse. Una procedura snella rispetto al concorso pubblico tradizionale, pensata per favorire la circolazione delle competenze all'interno del comparto pubblico senza nuove assunzioni dall'esterno. Per chi lavora già in una PA e desidera un cambio di sede — o di ente — restando nel perimetro del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca, si tratta di un'occasione concreta.

La pubblicazione risale al 31 marzo 2026. La scadenza per l'invio delle candidature è fissata al 30 aprile 2026.


Dettagli del bando: posti, profili e sedi

Il bando mette a disposizione complessivamente 4 posti, distribuiti tra due aree professionali previste dal vigente ordinamento del personale tecnico-amministrativo delle università:

  • Area dei Collaboratori — il livello che, nella classificazione introdotta dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, ha sostituito la precedente categoria C. Si tratta di profili con mansioni operative qualificate, spesso a supporto della gestione amministrativa, contabile, tecnica o bibliotecaria.
  • Area dei Funzionari — corrispondente alla ex categoria D, che ricomprende figure con responsabilità più elevate, autonomia organizzativa e competenze specialistiche in ambiti come l'amministrazione, la didattica, la ricerca o i servizi informatici.

Il bando non specifica nel dettaglio la ripartizione numerica tra le due aree né i singoli profili professionali richiesti: per queste informazioni è indispensabile consultare il testo integrale dell'avviso pubblicato dall'Ateneo.

Le sedi di assegnazione si trovano in Lombardia, presso le strutture dell'Università degli Studi di Milano. L'Ateneo dispone di sedi distribuite tra il centro storico del capoluogo lombardo (via Festa del Perdono, via Celoria, via Golgi) e poli decentrati, tra cui il campus di Città Studi e le sedi di Lodi per le scienze veterinarie e agrarie.

Elemento Dettaglio
Ente banditore Università degli Studi di Milano
Codice bando 023/2026
Tipo di procedura Mobilità volontaria (art. 30 D.Lgs. 165/2001)
Posti disponibili 4
Aree professionali Collaboratori e Funzionari
CCNL di riferimento Comparto Istruzione e Ricerca
Sede Lombardia
Data pubblicazione 31 marzo 2026
Scadenza domande 30 aprile 2026

Requisiti richiesti per partecipare

Trattandosi di una procedura di mobilità esterna volontaria, il presupposto fondamentale è chiaro: possono candidarsi esclusivamente i dipendenti a tempo indeterminato di pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001.

Stando a quanto emerge dal quadro normativo e dalle prassi consolidate degli atenei italiani, i requisiti generalmente richiesti includono:

  • Inquadramento nell'area corrispondente a quella per cui si presenta domanda (Area dei Collaboratori o Area dei Funzionari), oppure in una categoria equivalente secondo le tabelle di equiparazione tra comparti;
  • Appartenenza al Comparto Istruzione e Ricerca, oppure ad altro comparto della PA con profilo equiparabile — in quest'ultimo caso, la verifica dell'equiparazione è un passaggio cruciale;
  • Nulla osta al trasferimento da parte dell'amministrazione di provenienza, o quantomeno la disponibilità a ottenerlo in tempi compatibili con la procedura;
  • Assenza di procedimenti disciplinari pendenti o di condanne penali ostative;
  • Superamento del periodo di prova presso l'ente di appartenenza.

È fortemente consigliato verificare i requisiti specifici direttamente sul bando integrale, poiché l'Ateneo potrebbe aver previsto ulteriori condizioni legate a titoli di studio, competenze professionali o anzianità di servizio.


Come candidarsi: procedura e scadenze

La domanda di partecipazione deve essere presentata entro le ore 23:59 del 30 aprile 2026. Un mese esatto dalla pubblicazione: un termine nella norma per le procedure di mobilità, ma che richiede comunque tempestività nella raccolta della documentazione.

Le università italiane, e la Statale di Milano non fa eccezione, hanno ormai adottato in via quasi esclusiva la presentazione telematica delle candidature. È quindi ragionevole attendersi che la domanda vada compilata e inviata attraverso il portale di reclutamento dell'Ateneo o tramite la piattaforma dedicata.

I documenti tipicamente richiesti per questo tipo di procedura comprendono:

  • Domanda di partecipazione compilata secondo il modello previsto dal bando;
  • Curriculum vitae aggiornato, preferibilmente in formato europeo;
  • Copia di un documento di identità in corso di validità;
  • Nulla osta preventivo dell'amministrazione di appartenenza (o dichiarazione di impegno a produrlo);
  • Eventuale documentazione attestante titoli di studio, esperienze professionali e competenze rilevanti ai fini della valutazione.

Per accedere al testo completo del bando e alla piattaforma di candidatura, si consiglia di visitare la sezione "Bandi e concorsi" del sito ufficiale dell'Università degli Studi di Milano all'indirizzo www.unimi.it, oppure di consultare il portale inPA (Portale del Reclutamento della Pubblica Amministrazione).


Modalità di selezione: titoli e colloquio

La procedura selettiva si articola in due fasi: valutazione dei titoli e colloquio.

Non si tratta, dunque, di un semplice scorrimento di graduatoria basato sull'anzianità di servizio. Il colloquio rappresenta un momento di verifica effettiva delle competenze del candidato, delle motivazioni al trasferimento e della coerenza del profilo professionale con le esigenze delle strutture dell'Ateneo.

La valutazione dei titoli terrà presumibilmente conto di:

  • Titolo di studio e eventuali titoli post-laurea;
  • Esperienza professionale maturata, con particolare attenzione alle mansioni svolte e alla loro attinenza con il posto da ricoprire;
  • Formazione professionale e aggiornamento;
  • Eventuali pubblicazioni, incarichi o responsabilità rilevanti.

Il colloquio, come sottolineato dalla giurisprudenza amministrativa in materia, non è un esame in senso stretto ma una valutazione comparativa. L'Ateneo ha margini di discrezionalità nella scelta dei candidati più idonei, purché le decisioni siano adeguatamente motivate.


Domande frequenti (FAQ)

Posso partecipare se lavoro in un comparto diverso da Istruzione e Ricerca?

In linea di principio, la mobilità intercompartimentale è ammessa dal D.Lgs. 165/2001, ma richiede l'equiparazione tra le categorie e le aree professionali dei diversi contratti collettivi. Se, ad esempio, si è inquadrati nell'Area degli Assistenti del comparto Funzioni Centrali, occorre verificare la corrispondenza con l'Area dei Collaboratori o dei Funzionari del CCNL Istruzione e Ricerca. Le tabelle di equiparazione sono state aggiornate con i rinnovi contrattuali 2019-2021. Si raccomanda di leggere attentamente il bando per verificare se la mobilità intercompartimentale sia esplicitamente prevista.

Serve il nulla osta dell'amministrazione di provenienza già al momento della domanda?

Dipende da quanto stabilito dal bando. Alcune procedure richiedono il nulla osta preventivo allegato alla domanda; altre consentono di presentarlo successivamente, in caso di esito positivo della selezione. La prassi più comune nelle università prevede che il candidato dichiari la propria disponibilità a ottenere il nulla osta e lo produca prima della formalizzazione del trasferimento. In ogni caso, senza il nulla osta dell'ente cedente, la mobilità non può perfezionarsi.

Quali sono le differenze tra Area dei Collaboratori e Area dei Funzionari?

L'Area dei Collaboratori (ex categoria C) comprende profili che svolgono attività operative qualificate con un grado di autonomia esecutiva, tipicamente in ambito amministrativo, tecnico, contabile o bibliotecario. L'Area dei Funzionari (ex categoria D) include invece figure con responsabilità gestionali e organizzative più marcate, competenze specialistiche e, spesso, il coordinamento di gruppi di lavoro. La differenza si riflette anche sul trattamento economico: lo stipendio tabellare dell'Area dei Funzionari è superiore a quello dei Collaboratori.

Entro quando si concluderà la procedura?

Il bando non indica una data certa per la conclusione. Le procedure di mobilità nelle università italiane hanno tempistiche variabili: dopo la scadenza del termine per le candidature (30 aprile 2026), seguiranno la valutazione dei titoli, la convocazione ai colloqui e la pubblicazione della graduatoria. Realisticamente, l'intero iter potrebbe richiedere da due a quattro mesi. Le comunicazioni ai candidati avverranno secondo le modalità indicate nel bando.

La mobilità comporta un periodo di prova presso il nuovo ente?

La questione è stata a lungo dibattuta. Secondo l'orientamento prevalente e la contrattazione collettiva, il dipendente trasferito per mobilità non è soggetto a un nuovo periodo di prova, avendo già superato quello presso l'amministrazione di provenienza. Tuttavia, alcune amministrazioni prevedono un periodo di osservazione funzionale. Anche su questo aspetto, il testo del bando rappresenta il riferimento definitivo.